SK Hynix (e Micron) oltre i mille miliardi, i chip di memoria sono i nuovi padroni dei mercati

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I vincitori della rivoluzione AI cominciano a non essere più solo a San Francisco. Stanno a Seul, a Boise, a Icheon, nelle fabbriche dove si producono i chip di memoria senza i quali nessun modello di intelligenza artificiale può funzionare. La società sudcoreana SK Hynix ha superato i mille miliardi di dollari di capitalizzazione con un rialzo del 14,9% in una sola seduta, diventando il terzo produttore di chip di memoria a varcare quella soglia in tre settimane, dopo Samsung il 6 maggio e Micron martedì.

La Corea del Sud è ora il primo Paese al mondo, oltre agli Stati Uniti, con due società nel Trillion Dollar Club. I prezzi dei chip di memoria sono raddoppiati in un trimestre, l’intera produzione HBM di Micron per il 2026 è già esaurita, e gli analisti prevedono che la domanda supererà l’offerta almeno fino al 2028. Il collo di bottiglia dell’intelligenza artificiale non è l’algoritmo. È la memoria.

 

In questo articolo:

 

  • Il rally di SK Hynix e Micron 
  • Trillion Dollar Club: chi è dentro e chi potrebbe entrare
  • SK Hynix, la memoria è il nuovo petrolio dell’AI

 

Il rally di SK Hynix e Micron

Il rally di Micron è stato catalizzato martedì da una revisione straordinaria firmata Ubs, che ha portato il prezzo obiettivo sul titolo a 1.625 dollari da 535 dollari, più che triplicandolo, e collocandolo al livello più alto tra le 46 banche che coprono il titolo secondo i dati LSEG. La motivazione addotta dalla banca elvetica riguarda i cambiamenti strutturali impressi dall’intelligenza artificiale all’intero comparto delle memorie. Fondata nel 1978 a Boise, Idaho, Micron è l’unico grande produttore americano di chip di memoria — DRAM, flash, HBM e SSD — e insieme a Samsung e SK Hynix forma il triumvirato che controlla il mercato globale delle memorie per computer. Le azioni hanno chiuso in rialzo del 17,4% a 881,6 dollari, dopo aver toccato un massimo intraday del 19,3%. Circa 2.440 istituzioni hanno comunicato nuove posizioni nel titolo nel solo primo trimestre, tra cui Rockefeller Capital Management e Schroders.

Per SK Hynix, il balzo è stato del 14,9%, con la capitalizzazione che ha raggiunto il record di 1.680 trilioni di won, pari a circa 1,12 trilioni di dollari. Fondata nel 1983 come Hyundai Electronics e integrata nel Gruppo SK nel 2012, la società è uno dei maggiori fornitori mondiali di semiconduttori e uno dei tre grandi della memoria globale. Il movimento ha trascinato l’indice KOSPI ai massimi storici a 8.457,09 punti, con un rialzo del 5,09% che ha attivato il meccanismo sidecar, sospendendo temporaneamente il trading algoritmico. Le azioni del gruppo erano scambiate intorno a 2,3 milioni di won nella seduta di mercoledì. Peter Kim, stratega globale degli investimenti presso KB Financial Group, ha osservato che le revisioni al rialzo delle previsioni sugli utili di SK Hynix stanno procedendo a un ritmo superiore rispetto ai guadagni del titolo stesso, rendendo la valutazione del gruppo tecnicamente più contenuta nonostante il rally. 

Nella stessa giornata, Samsung ha segnato un rialzo fino all’8% a 323.000 won, anch’essa a un nuovo record, dopo che i lavoratori sindacalizzati hanno approvato un accordo salariale provvisorio, scongiurando uno sciopero che avrebbe potuto compromettere le forniture globali di chip. Sul fronte retail, i primi etf sudcoreani a leva su singole azioni legati a Samsung e SK Hynix hanno registrato guadagni a doppia cifra al loro debutto di mercoledì, con una domanda talmente elevata da mandare offline brevemente il sito della Korea Financial Investment Association, che gestisce i corsi obbligatori per accedere a questi strumenti. Gli analisti di Mirae Asset Securities hanno alzato i prezzi obiettivo per SK Hynix del 18,8% a 3,8 milioni di won per azione e per Samsung del 14,6% a 550.000 won, citando aspettative di domanda sostenuta almeno fino al 2028. Dall’inizio dell’anno le azioni Samsung sono salite del 149%, SK Hynix del 215% e Micron del 245%.

 

Trillion Dollar Club: chi è dentro e chi potrebbe entrare

L’ingresso di SK Hynix e Micron ridisegna una classifica che negli ultimi mesi non ha smesso di cambiare. Il Trillion Dollar Club — una sorta di club esclusivo non ufficiale che raggruppa le aziende che hanno raggiunto i mille miliardi di capitalizzazione — conta oggi quindici membri. In testa figura Nvidia con 5,309 miliardi di dollari, prima società della storia ad aver superato i 5mila miliardi e primo membro con capitalizzazione superiore alla soglia. Tra l’altro, il ceo Jensen Huang mercoledì a Taipei ha dichiarato che l’azienda varrà ancora di più entro tre-cinque anni. Seguono Alphabet con 4,664 miliardi, Apple con 4.453, Microsoft con 3.106, Amazon con 2.845, Tsmc con 2.095, Broadcom con 1.959, Saudi Aramco con 1.798, Tesla con 1.566, Meta con 1.525, Samsung con 1.304, e Berkshire Hathaway con 1.033.

Rispetto all’ultimo aggiornamento della classifica, Alphabet e Tsmc hanno scalato posizioni, mentre Microsoft e Meta le hanno perse in termini relativi pur restando abbondantemente al di sopra i mille miliardi. Walmart ha raggiunto brevemente la soglia come prima società di puro retail a farlo, trainata dalla crescita in e-commerce, logistica e pubblicità retail, per poi scendere nuovamente al di sotto al momento della pubblicazione dei dati. Con gli ultimi due ingressi, la Corea del Sud è diventata il primo Paese al mondo, oltre agli Stati Uniti, ad avere più di una società che supera i mille miliardi di dollari di capitalizzazione. Samsung e SK Hynix insieme rappresentano oltre il 40% dell’indice KOSPI per capitalizzazione, una concentrazione che gli analisti segnalano come fattore di rischio, in quanto rende l’indice di riferimento più esposto a interruzioni della catena di approvvigionamento e a rallentamenti degli investimenti globali nei data center. Tra i candidati più discussi per un futuro ingresso nel club figura SpaceX, società privata la cui valutazione nei mercati secondari si colloca da tempo in territorio da mille miliardi: la quotazione pubblica, prevista per le prossime settimane, rappresenterebbe il catalizzatore formale per l’ingresso ufficiale.

 

SK Hynix, la memoria è il nuovo petrolio dell’AI

Per capire perché questi titoli corrono, bisogna entrare nei data center e guardare cosa manca. La dinamica comune ai tre nuovi ingressi è l’esposizione ai chip di memoria ad alta larghezza di banda (HBM) componente essenziale nei chipset AI, per esempio quelli progettati da Nvidia. I prezzi dei chip di memoria sono raddoppiati nel solo primo trimestre rispetto al periodo precedente, e si stima un ulteriore incremento fino al 63% nel trimestre in corso, per effetto di una domanda dei data center AI che ha sottratto offerta ai segmenti consumer, come smartphone, laptop e automotive. Micron ha comunicato che l’intera produzione di chip HBM per il 2026 è già esaurita, con i chip HBM4 di nuova generazione già entrati in fase produttiva. I clienti si stanno impegnando in investimenti a lungo termine nei data center, creando una scarsità strutturale di offerta e spingendo i prezzi al rialzo in modo che va oltre il ciclo congiunturale. Mirae Asset Securities prevede che la domanda di chip di memoria continuerà a superare l’offerta almeno fino al 2028.

Nel medesimo contesto si inseriscono le dichiarazioni di Jensen Huang a Taipei mercoledì, durante la cerimonia di lancio della futura sede centrale di Nvidia a Taiwan, struttura la cui costruzione inizierà quest’anno e che sarà operativa entro il 2030. Huang ha comunicato che Nvidia prevede investimenti a Taiwan nell’ordine dei 150 miliardi di dollari l’anno, rispetto ai 10-15 miliardi di quattro-cinque anni fa e ai circa 100 miliardi attuali, definendo l’isola l’epicentro della rivoluzione AI. Taiwan è nodo fondamentale della catena di fornitura globale grazie alla presenza di Tsm, e la settimana scorsa AMD ha annunciato investimenti superiori a 10 miliardi di dollari nel settore AI taiwanese per espandere la capacità di assemblaggio di chip avanzati. Il KOSPI, emerso come la migliore performance mondiale nel boom globale dell’AI, è salito del 91% dall’inizio dell’anno, dopo il 76% dell’anno precedente, una traiettoria che riflette quanto i mercati stiano prezzando la centralità strutturale dei semiconduttori coreani nell’infrastruttura tecnologica globale. Art Hogan, responsabile della strategia di mercato presso B. Riley Wealth, ha sottolineato come la necessità di memorie pure sia cresciuta in tempi molto rapidi, e ha definito il superamento dei mille miliardi una conferma dell’entità della domanda necessaria per gestire i data center nella fase attuale e futura.

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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