SNB: fine era a tassi negativi, costo denaro passa a +0,5%

SNB: fine era a tassi negativi, costo denaro passa a +0,5%

SNB: fine dell'era a tassi negativi, il costo del denaro passa da -0,25% a +0,5%

La Swiss National Bank (SNB) ha posto fine dopo quasi otto anni ai tassi negativi, alzando il costo del denaro dello 0,75% e portando il tasso d’interesse di riferimento allo 0,5%. La decisione è arrivata dopo che il 16 giugno la Banca Centrale svizzera aveva attuato il primo aumento dei tassi in 15 anni, segno eloquente di una svolta decisiva nella politica monetaria dell’istituto elvetico. Il cambiamento scaturisce da un’inflazione che in Svizzera è arrivata il mese scorso al 3,5%, facendo segnare il livello più alto degli ultimi 30 anni.

L’SNB ha giustificato la mossa, infatti, affermando che la stretta è stata attuata per “contrastare il rinnovato aumento della pressione inflazionistica e la diffusione dell’inflazione a beni e servizi che fino ad ora sono stati meno colpiti”. Inoltre, l’istituto centrale ha avvertito che ulteriori aumenti non si possono escludere nelle prossime riunioni ufficiali. Con questa azione, ora la Svizzera non è più l’unico Paese in Europa ad avere tassi negativi. Mentre, se si estende il panorama a livello mondiale, solo il Giappone è rimasto a mantenere il costo del denaro sotto lo zero (-0,1%) tra le grandi economie.

 

SNB: il franco svizzero crolla dopo l’aumento dei tassi

La reazione del franco svizzero alla decisione dell’SNB è stata di un crollo del 2% rispetto all’euro, con il cambio EUR/CHF che è arrivato fino a 0,97. Ciò significa che il restringimento della Banca Centrale non è stato abbastanza per appagare le aspettative dei trader nel mercato. Vasileios Gkionakis, stratega valutario di Citigroup, ha riferito che il “sussurro era per un rialzo ancora più grande”.

Tuttavia, secondo alcuni il franco svizzero sta solamente rifiatando dopo una cavalcata straordinaria nei confronti dell’euro che ha portato il cross sotto la parità per la prima volta dal 2015, quando vi fu la rimozione a sorpresa del peg 1,20. Inoltre, bisogna considerare che il mercato aveva già scontato una mossa forte da parte dell’istituto guidato da Thomas Jordan. La situazione generale è molto incerta e complicata, soprattutto in Europa alle prese con una drammatica crisi energetica. Quindi, il franco svizzero alla lunga continuerà a beneficiare del ruolo di bene rifugio che tradizionalmente ricopre, secondo l’opinione prevalente.

 

Le banche svizzere seguono l’esempio della Banca Centrale

A seguito della decisione dell’SNB, alcuni istituti finanziari si sono mossi in tendenza. Postfinance ha immediatamente abolito gli interessi negativi sui saldi attivi dei correntisti, con effetto dal 1° di ottobre. La società ha informato che la modifica avverrà in automatico senza che la clientela venga chiamata a effettuare alcuna operazione. Per i grandi clienti e gli istituzionali, le condizioni però entreranno in vigore già da domani. Fino ad oggi, Postfinance effettuava un prelevamento di una commissione dello 0,75% su importi eccedenti i 100.000 franchi, ridotta allo 0,25% a partire da luglio dopo che l’SNB aveva effettuato il primo aumento dei tassi dello 0,5%.

Un’altra banca che ha cambiato le condizioni finanziarie è stata la banca basilese WIR, che ha annunciato una maggiore remunerazione del risparmio. Per la precisione, raddoppierà dallo 0,2% allo 0,4% il tasso applicato al conto Terzo pilastro 3a, mentre triplicherà dallo 0,05% allo 0,15% quello attuato sui conti di libero passaggio e di risparmio classico.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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