S&P500: dividendi in crescita anche nel 2025, cosa fare

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Una domanda difficile per il 2025 è chi potrà crescere ancora sulla Borsa americana, oltre alle “magnifiche sette” e ad altri titoli a grande capitalizzazione che hanno dominato negli ultimi anni. Se però si guarda ai dividendi, la risposta è più facile: ci sarà un aumento medio a una cifra per gran parte del mercato. Da una prospettiva macroeconomica, il principale motore dei dividendi storicamente è la crescita degli utili”, afferma Ben Snider, senior strategist del team di strategia macro del portafoglio Usa di Goldman Sachs. “La crescita degli utili è stata buona lo scorso anno e pensiamo che sarà ancora migliore nel 2025”. La banca d’affari prevede un incremento dell’11% degli utili per azione (eps) dell’S&P500 quest’anno, rispetto a una stima dell’8% per il 2024. Ciò, a sua volta, porterà a un aumento dei dividendi del 7% quest’anno, contro il 6% del 2024.

Ohsung Kwon, strategist azionario di BofA Securities, ha una previsione ancora più ottimistica. Si aspetta un aumento del 12% dei dividendi dell’ S&P 500 quest’anno, grazie alla crescita degli utili in accelerazione. Sebbene la crescita degli utili complessiva sia stata debole nel 2023, ha iniziato a riprendersi lo scorso anno. Kwon sottolinea che generalmente c’è un ritardo di circa tre trimestri tra la crescita degli utili e l’aumento dei dividendi. “Dato che abbiamo visto una crescita accelerata degli utili per azione dell’S&P 500 nell’ultimo anno, ci aspettiamo che i dividendi seguiranno”, afferma Kwon.

Howard Silverblatt, analista senior di S&P Dow Jones Indices, prevede un aumento medio dei dividendi intorno all’8% quest’anno, con una distribuzione record di cedole nel 2025 che potrebbe raggiungere 685 miliardi di dollari, rispetto ai 630 miliardi previsti per il 2024. Tutto ciò è sostenuto, secondo l’operatore, dagli attuali utili record e dai futuri utili previsti, nonché dalla discesa dei tassi di interesse, dalla forte occupazione e dalla crescita economica sottostante.

 

Future S&P500: quotazioni alle prese con la resistenza in area 6.000

Quotato sul mercato CME, il future S&P500 sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance positiva registrata nella seduta di ieri. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 6.017, per poi ritracciare leggermente nel corso del pomeriggio, andando a chiudere vicino alla soglia psicologica dei 6.000 punti.

Dopo il massimo storico battuto lo scorso 26 dicembre sul livello 6.107, il derivato americano ha iniziato a perdere costantemente valore con un perdurante movimento ribassista, caratterizzato da massimi decrescenti che permettono di tracciare una trendline di medio periodo discendente, fino ad arrestare la caduta in prossimità del supporto presente a quota 5.809 (13 gennaio).

Da quel momento i corsi hanno reagito con un veloce rimbalzo, anche grazie all’accelerazione rialzista avvenuta mercoledì con i dati positivi sull’inflazione statunitense, creando questa volta sul grafico una serie di ravvicinati minimi crescenti che hanno portato i prezzi a raggiungere nuovamente l’importante livello 6.000, vero spartiacque tra positività e negatività del mercato.

Sebbene il pattern di analisi candlestick assimilabile al “Doji” formatosi ieri, indicante una generalizzata indecisione da parte degli operatori, non aiuti a capire la futura direzionalità del mercato, per l’immediato è comunque lecito attendersi la prosecuzione del trend rialzista in corso che permetta alle quotazioni di raggiungere la prima resistenza, individuabile in area 6.050.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 6.017 con target nell’intorno dei 6.050 punti, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 5.973 con obiettivo molto vicino al livello 5.930. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sotto dell’indicatore Parabolic Sar mentre sia l’indicatore Supertrend che la media mobile a 25 sono diventati rialzisti a fine dicembre. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 52.


L’andamento di breve termine del Future S&P500

Immagine di Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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