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S&P500: scampoli di rally, come sfruttarli?

L'iconica statua del toro all'esterno di Wall Street

L’S&P500 è in territorio inesplorato. Vi è entrato a metà dicembre dello scorso anno, quando ha superato i massimi storici stabiliti a inizio 2022. Da allora ha rinnovato questi massimi per oltre 20 volte, ha superato quota 5.000 punti lasciandosela alle spalle senza nessuna difficoltà, ha messo a segno un guadagno in doppia cifra nei primi tre mesi dell’anno, è salito del 3% nel solo mese di marzo.

Alle sue spalle, a spingerlo, c’è l’economia USA che mostra solo timidi segni di difficoltà, ogni tanto. Gli ultimi dati resi noti ieri, quando l’indice guida di Wall Street ha chiuso su un nuovo massimo storico a 5.264 punti, hanno mostrato che il PIL è cresciuto del 3,4% nel quarto trimestre del 2023. In rallentamento rispetto al 4,9% segnato nello stesso periodo dell’anno precedente ma meglio delle attese degli analisti (3,2%).

 

Hard landing, chi era costui?

Di hard landing negli Stati Uniti non si parla più. La recessione, prevista più volte e sempre rimandata, non è arrivata. A meno di ipotizzare cigni neri, o anche solo grigi, appare difficile in questo momento prevedere un crollo dell’economia USA. Un rallentamento sì però e più evidente di quello visto fino ad ora. Ma ormai la Federal Reserve è avviata verso il primo taglio dei tassi di interesse e gli investitori si sentono in qualche modo con le spalle coperte.
Tanto è vero che hanno ignorato le parole di Christopher Waller del Comitato di politica monetaria della Federal Reserve. Waller non più di due giorni fa ha detto che non c’è nessuna fretta di tagliare i tassi di interesse.

Intanto, le probabilità di una prima riduzione di 25 punti base nella riunione Fed di giugno, misurate dal FedWatch Tool del CME si attestano al 61% (al 29 marzo). Se gli investitori si sentono le spalle coperte dalla Fed, ne consegue che se la Fed ritirasse la propria coperta allora sì che a Wall Street potrebbero nascere dubbi seri sul rally. L’indicatore FedWatch Tool è diventato un proxy di quella coperta. Se la probabilità di una riduzione dei tassi in giugno diminuisse e se i tre tagli scontati entro fine anno dal mercato diventassero meno, allora l’S&P500 potrebbe fermare la sua corsa, almeno temporaneamente.

E l’inflazione? Quella sì che potrebbe far deragliare Wall Street. Se riprendesse quota fermerebbe senza dubbio la mano della Fed e non per una sola riunione. Al momento i prezzi al consumo appaiono sotto controllo, impegnati in una lenta discesa nonostante a febbraio siano saliti dello 0,4% in accelerazione da +0,3% precedente. Anche su base annua l’inflazione ha mostrato un piccolo aumento, a 3,3% contro 3,2%. Pertanto attenzione oggi agli indici PCE prezzi spese personali e PCE prezzi spesa per consumi.

 

Mag 7 ed elezioni

Ci sono altri due fattori da non dimenticare per giudicare la Borsa USA. Il peso dei Magnifici 7 – Apple, Amazon, Alphabet-Google, Microsoft, Meta Platforms, Nvidia e Tesla – e le elezioni presidenziali di novembre. Per quanto riguarda le azioni Big Tech, è risaputo che il loro peso all’interno dell’S&P500 preoccupa e che il loro impulso nel rally è stato importante. Su questo fronte lo strategist di JP Morgan Chase, Dubravko Lakos-Bujas, ha lanciato l’allarme. Partendo dall’osservazione che due delle azioni Mag 7 si sono staccate dal gruppo (Tesla e Apple), si chiede chi sarà la prossima a cedere. Per fine anno lo strategist di JP Morgan ipotizza una discesa dell’indice S&P500 di quasi il 20% dai livelli attuali, a 4.200 punti.

Tuttavia, per quanto importante, l’impulso al rally degli ultimi cinque mesi delle Magnifiche 7 non è stato il più importante. Il settore IT a Wall Street è stato battuto da quello dei titoli finanziari. Potrebbe quindi trattarsi dell’inizio di un riequilibrio dei valori, come sottolinea Simone Obrizzo, equity analyst di AcomeA. Secondo lo strategist il tema dell’intelligenza artificiale e le Mag 7 avranno ancora spazio per espandersi ma quello che si osserva ora è un’estensione dei benefici anche agli altri comparti.

Per ciò che concerne le elezioni invece, al di là di quello che potrà essere l’esito finale, gli analisti si attendono un aumento della volatilità man mano che la campagna elettorale entrerà nel vivo.

 

L’analisi tecnica e la stagionalità dell’S&P500

Utilizzando la piattaforma Forecaster è possibile analizzare la stagionalità dell’indice S&P500. Prendendo in considerazione misurazioni sugli ultimi 3, 5 e 15 anni, l’analisi conferma l’impostazione positiva del mese di marzo e la possibilità di una prosecuzione della salita fino alla metà di aprile (sulle misurazioni a 5 e 15 anni).

In particolare le posizioni long hanno restituito, tra il 20 marzo e il 18 aprile, una performance media del 3,9% con una probabilità del 66,7% negli ultimi 3 anni, una performance media del 4,9% con una probabilità dell’80% negli ultimi 5 anni e una performance media del 4,1% nel 60% dei casi negli ultimi 15 anni.

Per quanto riguarda l’analisi tecnica, il superamento dei massimi del gennaio 2022 ha dato un segnale rialzista forte, tanto da proiettare l’indice fin verso i 5.800/5.900 punti. Che l’obiettivo venga raggiunto senza alcuna correzione, tuttavia, è difficile. Sul grafico settimanale dell’indicatore RSI l’indice S&P500 è in ipercomprato praticamente da inizio anno, anche se fino a questo momento non si sono registrate divergenze. Le quali sono presenti invece sul grafico daily, e sono evidenziate anche dall’indicatore Speed della piattaforma Forecaster.

Il grafico a candele dell'indice S&P500 con il rally degli ultimi cinque mesi
L’andamento dell’indice S&P500 – Fonte: IG

S&P500: le strategie operative con i Certificati Turbo24 di IG

Chi ritiene che lo slancio dell’S&P500 possa proseguire almeno fino a 5.400/5.500 punti, dove potrebbe esserci una prima pausa, potrebbe valutare strategie long da 5.260 punti con target a 5.400 punti. Lo stop loss potrebbe essere posizionato a 5.190. Per questo tipo di operatività può essere utilizzato un Certificato Turbo24 di IG con facoltà long sull’indice S&P500che abbia il livello di Knock-Out (KO) inferiore alla zona scelta per lo stop loss indicato.

Nel dettaglio, il Certificato Turbo24 Long con ISIN DE000A23CRX9 propone un livello di KO a 3944,679 punti. Per trovare la corretta size di ingresso a mercato, ricordiamo di controllare il moltiplicatore, sotto la voce info. L’ammontare massimo che si potrà perdere non supererà in ogni caso l’investimento iniziale: perché ciò accada le quotazioni dell’S&P500 dovranno raggiungere il livello di KO del Certificato.

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