Spagna, la disoccupazione scende meno del previsto

Spagna, la disoccupazione scende meno del previsto

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Economia a doppia velocità per la Spagna. Da una parte c’è il Pil in ripresa, primi tre mesi del 2019 a +0,7% su base trimestrale, +2,4% su base annuale, a cui si affiancano le vendite al dettaglio, anch’esse in crescita del 2,4% su base annuale dopo il +1,3% rivisto di aprile. Dall’altra c’è la disoccupazione, nella fattispecie l’indice di variazione: in calo, ma meno del previsto secondo quanto riportato oggi dal governo spagnolo. Infine, c’è il settore manifatturiero, il cui indice dei direttori degli acquisti diffuso ieri è pari a 47,9: un punteggio mai così basso dal 2013.

 

DISOCCUPAZIONE: VARIAZIONE AL DI SOTTO DELLE ATTESE
Le persone registrate come disoccupate in Spagna a giugno sono diminuite di 63,8 mila unità, per un valore pari al 4,63%, e per un totale di 3,016 milioni. Si tratta del livello più basso da novembre 2008. Deluse le attese degli analisti, che avevano previsto una variazione di 90mila persone. Analizzando i dati per settori, la disoccupazione è diminuita per i lavoratori al primo impiego (-8mila), nell’industria (-5,8 mila), costruzioni (-4 mila) e servizi (-51,8 mila). Il tasso invece è aumentato nell’agricoltura e nella pesca (+ 5,8 mila). Andando per regioni, i principali ribassi tra le persone registrate come disoccupate sono stati registrati in Catalogna (-13,8 mila), Castilla y León (-7,2 mila) e Madrid (-6,5 mila). A giugno sono 16 mila Under 25 in meno nelle liste dei disoccupati, e 47,8mila Over 25.

 

ANALISI STORICA
Dal 1960 al 2019 la variazione media del tasso di disoccupazione in Spagna è di 4,09 mila. Il massimo degli ultimi cinque anni è a gennaio 2019, con 83,5 mila unità. Record storico, stesso mese ma nel 2001, con 461,01 mila. Il minimo invece risale ad aprile 2o17, a-129,3 mila.

 

 

MANIFATTURIERO: MAI COSI’ BASSO DAL 2013
Come detto, c’è anche un altro settore che in Spagna procede a rilento, ed è il manifatturiero. Nella fattispecie, l’indice dei direttori degli acquisti, che dà una visione globale delle attività e agisce come indicatore importate per l’intera economia nazionale, a giugno si è attestato a 47,9, ben al di sotto delle aspettative del mercato pari a 49,5 a fronte del 50,1 rilevato a maggio. Per trovare un punteggio più basso bisogna tornare indietro ad aprile 2013, quando il dato registrato fu di 44,7.

 

 

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