Quanto vale lo stadio San Siro, uno dei templi del calcio italiano e internazionale? La domanda sulla valutazione dell’impianto con la maggiore capienza in Italia è tornata d’attualità in seguito all’inchiesta della Procura di Milano sulla vendita dello stadio. Ci sono nove indagati per turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio, tra i quali il direttore generale del Comune, due ex assessori, dirigenti e consulenti di Inter e Milan.
San Siro e le aree limitrofe sono passate ufficialmente nelle mani di Inter e Milan alla fine del 2025. È stato allora che il Comune ha formalizzato l’accordo con i due club per la cessione di uno degli stadi più famosi al mondo. L’ipotesi della Procura attorno alla quale ruota l’indagine è che la compravendita sia stata combinata tra venditore e compratore e che l’avviso pubblico sia stato “nella sostanza costruito sulle caratteristiche gradite alle società sportive”.
In questo articolo:
- Lo stadio San Siro quanto vale davvero?
- I costi e i ricavi di Inter e Milan dal Meazza
- L’impatto complessivo atteso dai due club
Lo stadio San Siro quanto vale davvero?
Nella relazione di stima del 30 ottobre 2024, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che la Gfu San Siro (Grande funzione urbana), ovvero l’area di 280.000 mq che comprende sia il Meazza che le zone adiacenti sulle quali sorgerà il nuovo impianto di Inter e Milan, ha un valore complessivo di 197 milioni di euro, di cui 73 milioni per il solo stadio. La stima non considera i costi di bonifica e alcun valore di investimento ed esclude la destinazione d’uso residenziale.
La valutazione delle Entrate è stata confermata da due prestigiose università milanesi: il Politecnico e la Bocconi. Nella relazione conclusiva alla negoziazione, resa pubblica dal Comune insieme alla delibera di approvazione degli elementi essenziali per la compravendita, gli atenei hanno ribadito come il valore di 197 milioni determinato dall’Agenzia delle Entrate “non sia sottostimato e rappresenti un esito coerente della stima del valore di mercato dell’intero comparto Gfu San Siro, comprensivo dello stadio Meazza nello stato di fatto, alle condizioni e ipotesi definite nel quesito estimale”.
Fa parte della cifra finale di 197 milioni il riconoscimento del Comune dei 24,8 milioni spesi per il rifacimento del tunnel Patroclo e le bonifiche dei terreni, a esclusione del Parco dei Capitani. Subito dopo l’accordo con l’amministrazione Sala e la firma ufficiale sul rogito, Inter e Milan hanno ricevuto un prestito dalle banche di 92 milioni e hanno pagato al Comune la prima rata da 73 milioni per l’acquisto dell’area.
Il costo stimato del nuovo stadio dei due club, con l’avvio dei lavori previsto per il 2027 e l’inaugurazione stimata entro il 2031, è di 1,4 miliardi di euro. Nei piani delle società, l’arena di Inter e Milan sarà una struttura da 71.500 posti, un impianto sostenibile e integrato nel tessuto urbano milanese, con musei, negozi, store di maglie, pantaloni e divise ufficiali, hotel, ristoranti, uffici e aree verdi.
I costi e i ricavi di Inter e Milan dal Meazza
Nei giorni successivi alla firma della convenzione con Inter e Milan, il Comune di Milano ha approvato le cifre per l’affitto che le società devono versare per l’utilizzo dello stadio fino al 2030. Nel 2025, i due club hanno pagato all’amministrazione un canone complessivo di oltre 13 milioni di euro tra corrispettivo monetario ordinario annuo e interventi a scomputo per le operazioni di manutenzione e innovazione della struttura.
Dai bilanci di Inter e Milan approvati dai soci per la stagione 2024-2025, emerge che i due club hanno registrato, rispettivamente, 567 milioni e 494,5 milioni di ricavi. Una voce importante è proprio quella dei ricavi da gara, ossia la vendita dei biglietti, la quota parte degli abbonamenti, i servizi di ospitalità e le attività commerciali per le partite casalinghe: l’Inter ha incassato 98,8 milioni di euro e il Milan 69,5 milioni. Nel caso dei nerazzurri, una cifra nettamente superiore ai 70,8 milioni del 2023-2024.
Nel 2012, Inter e Milan hanno costituito la M-I Stadio, una società compartecipata (detengono il 50% ciascuno) per gestire le attività quotidiane della Scala del calcio: le visite dello stadio e del museo, l’organizzazione di eventi e i concerti. Nel bilancio al 30 giugno 2025, la Srl ha registrato ricavi per 38,3 milioni di euro, di cui 9,1 milioni dai due club come corrispettivo dovuto per la gestione.
L’utilizzo di San Siro da parte di terzi frutta quindi 29,2 milioni di euro. I ricavi record per 38,3 milioni (+6% rispetto ai 36,2 milioni del 2024) sono stati trainati non tanto dalle partite quanto dagli eventi extracalcistici. In particolare, a fronte di 9,5 milioni all’anno di costi, di cui 3,3 di manutenzione ordinaria, 4,4 di manutenzione straordinaria e innovazione e 1,8 per il personale, si ricavano 12 milioni soltanto con i concerti. Da museo e tour dell’impianto sono invece arrivati 7,3 milioni.
L’impatto complessivo atteso dai due club
Dopo l’acquisto dell’area avvenuto il 5 novembre scorso, la società Stadio San Siro (Spa partecipata al 100% da Inter e Milan) procederà con lo spostamento del tunnel Patroclo e la demolizione parziale dell’attuale Meazza. La seconda fase del progetto si concentrerà sulla rifunzionalizzazione di ciò che resterà del vecchio San Siro. L’obiettivo è chiudere la tappa delle autorizzazioni in tempo utile per l’apertura dei cantieri, fissata per il secondo semestre del 2027.
Inter e Milan hanno affidato il progetto allo studio Foster + Partners e puntano ad avere il nuovo stadio pronto per il 2031, in vista degli Europei 2032. La parte commerciale con negozi e hotel sarà completata entro il 2035. Secondo le società, la rinnovata Gfu San Siro attirerà oltre 11 milioni di persone all’anno per un impatto complessivo di 3 miliardi di euro, di cui 900 milioni sul quartiere.
L’operazione dovrebbe generare 16.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno all’anno e 400.000 tonnellate di Co2, da compensare nell’arco di 50 anni in combinazione con il Piano Aria e Clima del Comune. La strategia di neutralità carbonica dell’amministrazione meneghina si allinea al Green Deal europeo, proponendosi di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 45% entro il 2030 e di trasformare Milano in una città carbon neutral nel 2050.









