Nelle ultime settimane si è molto sentito parlare di Starlink, in merito alla guerra Russia-Ucraina e dopo il disastroso incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader ucraino Volodymir Zelensky. Al riguardo Elon Musk, amministratore delegato e fondatore di SpaceX, la società spaziale che fornisce il servizio, ne ha minacciato l’interruzione all’Ucraina. Ma cosa è effettivamente Starlink, a cosa serve e perché è così importante per il Paese invaso dalla Russia? Ecco una guida che illustra tutto ciò che serve conoscere.
Starlink: cos’è e a cosa serve
Starlink è una costellazione di piccoli satelliti lanciati in orbita bassa a circa 400-500 chilometri di distanza dalla Terra sfruttando la struttura di SpaceX. Il progetto è stato avviato nel 2015 da Elon Musk, con l’obiettivo di arrivare a 42 mila satelliti. Attualmente il sistema ha posizionato più di 6.700 satelliti. Lo scopo è quello di offrire a privati, imprese e istituzioni una connessione Internet a banda larga.
La differenza fondamentale con i satelliti geostazionari sta nella distanza e nella copertura del territorio. I geostazionari si trovano a circa 36 mila chilometri dal pianeta e coprono solo una parte del territorio. I satelliti che costituiscono Starlink sono più vicini e hanno una struttura più capillare che copre tutto il pianeta. Per questo sono in grado di trasmettere dati con maggiore velocità e si prestano meglio ad applicazioni quali le comunicazioni militari, le transazioni finanziarie e i videogiochi online.
Soprattutto in ambito militare, il servizio di Starlink è prezioso perché, come ha spiegato il ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, per svolgere missioni in aree come l’Indo-Pacifico, l’Africa, il Medio Oriente, il Nord e l’Est Europa, è importante avere una “comunicazione affidabile, sicura e continua, nonché connettività e servizi di posizionamento e navigazione”. Molti servizi sono già erogati da Sicral, un sistema in orbita geostazionaria, ma con una copertura geografica e una banda limitata. Quindi, l’integrazione con i satelliti in orbita bassa come quelli di Starlink si rende necessaria per ottimizzare la connettività.
Starlink: costi, rischi e sicurezza
Starlink ha oltre 4 milioni di clienti sparsi in tutto il mondo, ma in Italia non ha una grande presenza. Qui il costo è di 29 euro al mese per i privati, che si eleva a 40 euro per avere priorità di connessione, mentre per le aziende ammonta a 50 euro. I contratti stipulati finora sono circa 50-60 mila, più che altro in zone dove la connessione in genere è più difficile da raggiungere. A giugno 2024 c’è stato un importante accordo tra Starlink e Telespazio, joint venture di servizi satellitari partecipata dai colossi della difesa Leonardo per il 67% e la francese Thales per il 33%. Secondo il contratto, Telespazio potrà integrare Starlink nella propria rete globale di connettività ibrida, ossia combinando soluzioni satellitari e terrestri. In questo modo sarà in grado di garantire servizi di comunicazione più efficienti, effettuando una copertura globale.
Starlink è ormai competitiva in termini di costi rispetto alle connessioni delle reti a terra in rame e fibra. Tuttavia, la velocità è ancora inferiore e c’è il rischio di eccessi di domanda che possono portare a intasamenti. Ragion per cui Starlink prevede un pacchetto che garantisce la priorità di connessione, ma con un costo superiore. Al momento, quindi, il servizio di Elon Musk si presta perfettamente a completare la copertura della rete in rame e fibra e a raggiungere aree complesse e poco convenienti dal punto di vista economico per posare i cavi. Inoltre, Starlink è preziosa per garantire la connessione nelle situazioni di emergenza come avvenimenti meteorologici estremi e danni alle infrastrutture via terra. Il servizio in teoria è sicuro, in quanto dotato di una crittografia per proteggere le informazioni. Quanto potenti siano queste protezioni per garantire resistenza e segretezza è ancora oggetto di discussione. Tuttavia, nulla impedisce a uno Stato di adottare la propria crittografia.
Le alternative
Nel suo genere, attualmente Starlink è unica, non esistono alternative. Un tentativo per creare un competitor è attualmente in corso da parte del fondatore di Amazon, Jeff Bezos, che attraverso la sua società spaziale Blue Origin sta creando un sistema analogo. Nel 2019, il miliardario imprenditore ha lanciato il progetto Kuiper, che mira a lanciare 3.000 satelliti in orbita bassa per poter effettuare una copertura globale. Gli obiettivi sono di arrivare alla mega-costellazione nel 2027. In Europa, la Commissione europea ha lanciato Iris 2, un sistema di satelliti alternativo da 10 miliardi di euro, che però non sarà pronto prima dell’inizio del nuovo decennio. I dettagli su chi parteciperà al progetto e quale sarà l’impegno dal punto di vista industriale e finanziario ancora non sono noti. Il primo lancio è previsto nel 2029.
Ma cosa succederebbe se, come ha minacciato neanche troppo velatamente Musk, Starlink dovesse essere disattivato? Di sistemi di telecomunicazione ve ne sono diversi e i dati e le informazioni possono essere comunque trasportati, anche se con qualche difficoltà in più. In pratica, uno spegnimento non significherebbe il buio totale del sistema di connessione.
E allora perché l’Ucraina è così preoccupata da una eventuale interruzione del servizio? In alcuni casi estremi come questo, in effetti, Starlink è fondamentale. Come ha ammesso il governo ucraino qualche tempo fa, dopo l’invasione russa Starlink era un mezzo di comunicazione affidabile, rapido e sicuro per i militari, il governo e i cittadini. In pratica, è grazie a esso che le forze armate di Kiev hanno potuto stabilire una struttura di comunicazione tattica ed efficace, connettendo i soldati ai comandi operativi attraverso modi diversi come le chat di gruppo criptate. Tra l’altro, Starlink permette la condivisione di video in tempo reale, l’aggiornamento dei cambiamenti tattici del nemico, l’orientamento dei droni d’attacco e la guida dei razzi d’artiglieria. Musk ha dichiarato che se bloccasse il segnale, tutta la prima linea ucraina crollerebbe come un castello di carta.









