Stati Uniti: calo del turismo a marzo, danni per miliardi di dollari

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Per l’economia statunitense è arrivata una brutta notizia: il turismo sta scendendo. Secondo i dati pubblicati dall’International trade administration, nel mese di marzo gli arrivi di visitatori stranieri negli Stati Uniti sono diminuiti quasi del 10% su base annua. Sono arrivati circa 4,5 milioni di visitatori, registrando un calo del 9,7% rispetto a marzo del 2024. Una riduzione allarmante in quanto il turismo è stato, negli ultimi anni, uno dei punti di forza dell’economia a stelle strisce, a seguito della cessazione delle restrizioni ai viaggi legate alla pandemia. Solo lo scorso anno, i viaggiatori internazionali hanno speso la cifra record di 254 miliardi di dollari negli Stati Uniti, si legge nel report dell’Ita.

 

Stati Uniti: la causa della riduzione del turismo

I dati negativi sul fronte del turismo possono essere spiegati con il clima ostile che si è creato tra gli Stati Uniti e gli altri Paesi negli ultimi mesi. La guerra commerciale innescata dai dazi imposti dal presidente Usa Donald Trump è stata una delle principali cause ma non l’unica. Negli aeroporti statunitensi recentemente sono stati trattenuti viaggiatori provenienti da Francia e Germania. Nel contempo, i canadesi sono più riluttanti a varcare il confine mentre Trump intensifica gli attacchi all’economia e alla sovranità della nazione nordamericana. Ai cittadini canadesi non è piaciuta la frase del numero uno della Casa Bianca secondo cui il Canada sarà il 51° Stato americano. “Gli annunci dei dazi statunitensi e una posizione più aggressiva nei confronti degli alleati storici hanno danneggiato le opinioni globali sugli Stati Uniti”, hanno scritto in un recente rapporto gli economisti di Goldman Sachs, Joseph Briggs e Megan Peters.

 

Quali conseguenze?

Il calo del turismo negli Stati Uniti rischia di lasciare strascichi molto sgradevoli per l’economia a stelle e strisce, che rischia di perdere miliardi di dollari di entrate quest’anno. Soprattutto in un contesto in cui si profilano scenari recessivi. Secondo le stime di Goldman Sachs, nello scenario peggiore, la riduzione dei viaggi e i boicottaggi di Trump ai prodotti stranieri potrebbero impattare negativamente sul Pil statunitense per lo 0,3%. In cifre si tratterebbe di 90 miliardi di dollari, sottolinea la banca di investimento americana.

Per quest’anno, le aspettative dell’Ita erano positive. Prima dell’ultimo report, era previsto che gli Usa avrebbero accolto 77 milioni di turisti, vicino al record del 2019. Il calo del mese scorso probabilmente ha cambiato lo scenario. Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, la spesa del turismo internazionale in territorio americano potrebbe ridursi di quasi 20 miliardi dollari.

Già alcuni segnali si stanno manifestando nei settori del trasporto aereo, della ristorazione e alloggio, nonché del noleggio delle auto. Sulla base delle letture del Bureau of labor statistics, a marzo c’è stata una diminuzione delle tariffe aeree, dei prezzi degli hotel e del costo per il noleggio dei mezzi di trasporto. Ciò è direttamente correlato con il calo del turismo che ha fatto diminuire la domanda e quindi i prezzi, hanno sottolineato gli economisti di Goldman Sachs. Tutto questo comporterà una “sottoperformance della crescita del Pil rispetto alle aspettative di consensus del 2025”, hanno aggiunto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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