Stellantis ridurrà la produzione in Francia entro il 2028. A stabilirlo sono i sindacati francesi, che hanno fatto una stima sulla base delle presentazioni della casa automobilistica della scorsa settimana.
L’azienda con sede ad Amsterdam ha sofferto più di altri produttori il rallentamento della domanda in Europa, a causa sia dei dazi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sia dell’ascesa dei concorrenti cinesi.
In questo articolo:
- Stellantis: crollo della produzione dell’11% in Francia nei prossimi tre anni
- La strategia di Filosa
Stellantis: crollo della produzione dell’11% in Francia nei prossimi tre anni
La produzione di Stellantis in Francia è stata di oltre 661 mila veicoli nel 2025, in aumento rispetto ai 565 mila dello scorso anno. Tuttavia, l’azienda prevede che nei prossimi tre anni l’output diminuirà in tutte le cinque fabbriche di assemblaggio, con le vendite che scenderanno a meno di 590 mila unità nel 2028, riportano i dati sindacali. Si tratta di un calo di circa 11 punti percentuali rispetto alla produzione attuale.
Nello stabilimento di Poissy, nella regione dell’Île-de-France, che include Parigi, la produzione di Stellantis è destinata a essere la più bassa. Il sito è operativo dal 1937 e viene utilizzato per fabbricare vari marchi. Attualmente produce solo due modelli – DS 3 Crossback e Opel Mokka – destinati a chiudere il loro ciclo di vita nel 2028.
La scorsa settimana Stellantis ha annunciato un piano di investimenti di 20 milioni di euro nella lavorazione dei metalli e nel riciclo presso l’impianto, che aggiungerebbe 200 posti di lavoro ai 2.000 già esistenti. Tuttavia, una decisione sulla continuazione della produzione di auto oltre il 2028 verrà presa solo il prossimo anno. “La fabbrica non chiuderà”, ha assicurato l’azienda.
Un messaggio apprezzato dai sindacati, che però avevano osservato come il rischio di licenziamenti derivasse dalla mancanza di assegnazione di nuovi veicoli per la produzione. “Non è una panacea”, ha osservato Laurent Oechsel, rappresentante del sindacato CFE-CGC. “Non c’è un nuovo progetto per la produzione di automobili”.
La strategia di Filosa
I sindacati attendono ora nuovi dettagli sulla strategia dell’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, nel 2026. Secondo un rapporto di McKinsey, la produzione di veicoli leggeri da parte di Stellantis in Europa diminuirà del 6% a 8,9 milioni di unità tra il 2024 e il 2028. Il calo è preoccupante, considerando anche che lo scorso anno la produzione nel Vecchio continente è crollata di oltre il 30% rispetto ai livelli del 2017, registrando il calo più forte tra tutte le case automobilistiche nella regione. Inoltre, lo scorso mese Filosa aveva dichiarato che, nel complesso, il mercato europeo aveva perso 3 milioni di auto rispetto al periodo pre-Covid. “Non possiamo più permetterci di perdere altri 3 milioni di auto”, aveva detto. Questo significa che il prossimo anno l’amministratore delegato dovrà mettere in campo una politica aziendale forte per invertire la marcia.
Filosa è tra i top manager del settore ad aver chiesto con insistenza alla Commissione europea l’allentamento del divieto di vendite di auto endotermiche a partire dal 2035, richiesta che ha trovato il pieno appoggio del cancelliere tedesco Friedrich Merz. “Ora abbiamo una grande opportunità per ripensare le regole e conciliare i tre obiettivi chiave dell’Europa: decarbonizzazione, resilienza industriale che protegga i posti di lavoro e l’autonomia strategica, e accessibilità economica”, ha affermato Filosa.









