Stellantis rinuncia all’idrogeno, le azioni scendono a Piazza Affari

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Stellantis interromperà il programma di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile alimentate con idrogeno. Ciò significa che la casa automobilistica italo-francese non prevede l’adozione di veicoli commerciali leggeri alimentati a idrogeno, almeno prima della fine del decennio. La scelta dell’azienda non è piaciuta agli investitori, con il titolo che alla Borsa di Milano arretra di 3,4 punti percentuali. In questo articolo:

 

  • Stellantis: ecco perché ha rinunciato all’idrogeno
  • Quali gli effetti della decisione?

Stellantis: ecco perché ha rinunciato all’idrogeno

Attraverso un comunicato, Stellantis ha annunciato che la decisione di abbandonare per il momento i progetti sull’idrogeno deriva da tre motivi: la limitata disponibilità di infrastrutture per il rifornimento dell’elemento chimico; gli elevati requisiti di capitale; la necessità di maggiori incentivi all’acquisto delle auto a idrogeno per i consumatori.

“In un contesto in cui l’azienda si sta mobilitando per rispondere alle stringenti normative europee sulle emissioni di CO2, Stellantis ha deciso di interrompere il suo programma di sviluppo della tecnologia a celle a combustibile a idrogeno”, spiega Jean-Philippe Imparato, direttore operativo per l’Europa allargata dell’azienda. “Il mercato dell’idrogeno rimane un segmento di nicchia, senza prospettive di sostenibilità economica a medio termine. Dobbiamo fare scelte chiare e responsabili per garantire la nostra competitività e soddisfare le aspettative dei nostri clienti con la nostra offensiva di veicoli elettrici e ibridi per passeggeri e veicoli commerciali leggeri”.

La produzione delle auto alimentate a idrogeno avrebbe dovuto iniziare questa estate a Hordain, in Francia, e a Gliwice, in Polonia. Il progetto riguardava la nuova gamma di otto veicoli Pro One (Citroën ë-Jumpy, ë-Jumper, Fiat E-Scudo, Fiat E-Ducato, Opel Vivaro, Movano, Peugeout E-Expert e Peugeout E-Boxer). La società ha parlato dell’interruzione del progetto, ma non ha lasciato trapelare nulla su quando se ne riparlerà. Forse in un momento successivo, ma molto probabilmente non prima del 2030.

 

Quali gli effetti della decisione?

La decisione dell’azienda di scaricare l’idrogeno ha deluso il mercato, ma ora Stellantis si concentrerà sulle auto a batteria, come ha sottolineato il manager Imparato. Inoltre, la società ha detto che tutto ciò non avrà alcun impatto sul personale presso i siti produttivi del gruppo. In altri termini, tutte le attività di ricerca e sviluppo che durante il periodo del programma sono state svolte per l’idrogeno verranno reindirizzate verso altri progetti.

Tuttavia, rimane in ballo la questione della joint venture Symbio con Michelin e Forvia, con quote paritarie del 33%. La partnership aveva la finalità di sviluppare e produrre sistemi a celle a combustione per veicoli leggeri e commerciali, e rappresentava un punto di riferimento per la strategia all’idrogeno del gruppo. Stellantis ha reso noto di aver avviato dei “dialoghi con gli azionisti di Symbio per valutare le attuali conseguenze di mercato e preservare al meglio gli interessi di Symbio, nel rispetto dei rispettivi obblighi”. Il disimpegno di Stellantis, però, cambia notevolmente il quadro della situazione. Solo un anno fa, la joint venture aveva annunciato investimenti significativi per espandere la produzione in Francia e negli Stati Uniti. Tali piani presumibilmente dovranno essere rivisti senza il supporto del gruppo guidato da Antonio Filosa. In alternativa, Symbio dovrebbe cercare nuovi partner industriali.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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