Strategia 60/40 super nel 2024: cosa aspettarsi nel 2025?

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La strategia 60/40 è una delle metodologie preferite dagli investitori, perché permette di avvantaggiarsi dei periodi di propensione al rischio nei mercati e di mettersi al riparo da forti turbolenze. La tecnica consiste nel costruire un portafoglio di investimento rappresentato dal 60% di azioni e dal 40% di obbligazioni. I due asset tendono ad avere un comportamento opposto, soprattutto nei momenti in cui c’è bassa tolleranza al rischio. Gli investitori si rifugiano nei titoli a reddito fisso quando il mercato azionario è colpito dalle vendite. Di conseguenza, i rendimenti derivanti dai bond – che cumulano lo stacco delle cedole e gli aumenti di prezzo – compensano le perdite subite dal calo dei corsi azionari.

La combinazione magica però a volte non funziona. Come nel 2022, quando le azioni e le obbligazioni si sono mosse nella stessa direzione, al ribasso. Questo è avvenuto perché le Banche centrali hanno messo in atto un ciclo aggressivo di rialzi dei tassi di interesse per combattere l’inflazione elevata. Costi di finanziamento più elevati pesano sulle azioni, perché le società sostengono oneri maggiori per finanziare i propri investimenti mentre gli investitori vendono i titoli obbligazionari quotati per acquistarne altri di nuova emissione che rendono di più.

Come è andata la strategia 60/40 quest’anno? “È stato un anno fantastico”, ha affermato Jason Kephart, direttore dei rating multi-asset di Morningstar. Il portafoglio “è aumentato di oltre il 15% per il secondo anno consecutivo, con azioni e obbligazioni che hanno avuto ritorni positivi”. L’aspetto più importante sottolineato da Kephart è il fatto che nei frangenti in cui il mercato azionario ha mostrato una certa volatilità, le obbligazioni hanno svolto il loro ruolo fornendo la protezione che ci si aspetta. “Si sono bilanciati a vicenda in modo molto proficuo”, ha sottolineato l’esperto.

 

 

Strategia 60/40: ecco cosa aspettarsi nel 2025

È lecito attendersi anche nel 2025 performance del portafoglio 60/40 come quelle ottenute nel 2024? Il contesto potrebbe non essere ideale. Le azioni hanno raggiunto valutazioni estremamente alte, mentre all’orizzonte si intravvede la minaccia di un ritorno dell’inflazione negli Stati Uniti, innescata dai dazi trumpiani. “L’inflazione è il vero killer della strategia 60/40“, ha affermato Kephart, in quanto costringe la Federal Reserve a tenere alti i tassi di interesse per frenare la crescita dei prezzi al consumo. Quindi, le obbligazioni tendono a scendere esattamente come le azioni. Un canovaccio che si è visto due anni fa.

In una situazione del genere, come difendersi? Kephart propone una strada, ossia quella di diversificare la componente azionaria inserendo titoli internazionali rispetto alle azioni americane. Tuttavia, puntualizza che il gioco potrebbe non valere la candela, in quanto occorrerebbe spendere troppo tempo per la ricerca al fine di modificare circa un 10% del portafoglio. ll segreto invece è avere un orizzonte temporale lungo, tendenzialmente di 5-10 anni. In questo modo, “se c’è qualche problema in un anno, si ha il tempo di rimediare”, ha asserito.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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