Superbonus: macigno per lo Stato, l’effetto positivo sui valori delle case

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Più volte finita nel mirino delle critiche, il Superbonus è comunque stata una misura rivoluzionaria, controversa e impattante per l’intero sistema economico e immobiliare del nostro Paese.

Introdotto durante la pandemia per accelerare la transizione energetica del patrimonio edilizio italiano, tra i più vetusti in Europa, il Superbonus ha cercato di dare una spinta decisiva all’intero settore, anche in scia a quanto previsto dalla direttiva europea “Case green”. Misura, quest’ultima, che si inserisce all’interno del Green Deal e che mira a ridurre in maniera sostanziale il consumo energetico e le emissioni di gas inquinanti di case e palazzi entro il 2035, per poi puntare alla realizzazione di immobili che non producano emissioni inquinanti entro il 2050.

 

In questo articolo:

 

  • Quanto è costato il Superbonus allo Stato
  • Quanto vale oggi una casa riqualificare con il Superbonus
  • Gli interventi

 

Quanto è costato il Superbonus allo Stato

Pur seguendo questo ambizioso e sostenibile obiettivo, il Superbonus è stato accantonato a causa del suo imponente costo sulle casse dello Stato. Infatti, secondo l’ultimo Working Paper pubblicato dal Mef – che copre il periodo 2020-2023 – ha generato insieme al “Bonus Facciate” (che prevedeva inizialmente una detrazione al 90%) un costo complessivo per lo Stato di 186 miliardi di euro, pari al 9% del Pil. Cifra che supera di gran lunga qualsiasi altro incentivo fiscale mai introdotto in Italia.

Nel dettaglio, utilizzando un metodo di controllo sintetico per valutare l’effetto additivo combinato di questi due crediti d’imposta e valutarne indirettamente la performance come strumento di politica fiscale anticiclica, lo studio evidenzia che gli incentivi hanno generato circa 116 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi nell’edilizia residenziale (che altrimenti non sarebbero stati realizzati). Tuttavia, quasi 70 miliardi di euro della spesa relativa agli investimenti agevolati sarebbero stati comunque sostenuti, anche grazie a “incentivi preesistenti e meno generosi per le ristrutturazioni edilizie”, aggiunge l’analisi. 

 

Ma quanto vale oggi una casa riqualificata con il Superbonus?

Secondo un’indagine condotta dal team Research & Data Intelligence di Patrigest (Gruppo Gabetti), che ha analizzato un campione di oltre 200 condomini (4.081 unità immobiliari), gli interventi di riqualificazione energetica hanno determinato un incremento medio del valore immobiliare pari al 10%, con punte più elevate in zone ad alta domanda e in caso di miglioramenti radicali della prestazione energetica. L’analisi evidenzia un salto medio di 3,3 classi energetiche, che ha portato a una riduzione dei consumi del 54% e a un taglio delle emissioni di CO₂ del 53%. In media, il costo per unità abitativa è stato di 60.239 euro, con un investimento complessivo di 159 milioni di euro solo nel campione esaminato.

Uno degli aspetti più interessanti emersi dallo studio Gabetti riguarda l’effetto moltiplicatore degli interventi: per ogni euro investito direttamente dai privati (senza incentivo), il valore dell’immobile è aumentato mediamente di circa 10 euro. Questo rapporto suggerisce che l’incremento di valore è stato fortemente sostenuto dalla spesa pubblica, che ha svolto il ruolo di catalizzatore. Applicando questo moltiplicatore alla scala nazionale, Gabetti stima che l’insieme degli interventi realizzati grazie al Superbonus abbia generato circa 48,1 miliardi di euro di valore immobiliare aggiuntivo, su un totale di 116 miliardi di spesa pubblica. “Il Superbonus ha attivato un comportamento proattivo da parte delle famiglie, pronte a integrare con risorse proprie gli interventi di riqualificazione. Un segnale importante che conferma l’interesse crescente verso l’efficientamento energetico e l’urgenza di misure più eque e sostenibili per il futuro”, ha dichiarato Alessandro De Biasio, amministratore delegato di Gabetti Lab.

 

Gli interventi

Nel dettaglio, il 62% degli interventi ha riguardato sia le parti comuni sia quelle private, mentre il restante 38% si è concentrato esclusivamente su parti comuni. Tra le lavorazioni più frequenti figurano la coibentazione degli involucri, il rifacimento delle coperture, la sostituzione di impianti centralizzati, la sostituzione degli infissi e l’installazione di pompe di calore. I risultati mostrano che il salto medio di classe energetica è stato di 2,7 per gli interventi limitati alle parti comuni, ma ha raggiunto le 3,8 classi nei casi di riqualificazione integrata.

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

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