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Svizzera in cerca di forza lavoro, i settori che assumono

Tre bandiere della Svizzera sventolano su un palazzo affacciato sul Lago di Lugano.

Dagli infermieri ai medici e ai farmacisti, dagli elettricisti agli ingegneri, dagli specialisti in finanza agli sviluppatori IT, dai tecnici nel settore meccanica agli addetti di comunicazione. Sono solo alcuni dei settori che in Svizzera sono alla ricerca di manodopera qualificata ma non riescono a trovarla o la trovano solo dopo una lunga ricerca.

La Confederazione svizzera, pur avendo registrato una stagnazione nella crescita del PIL nel secondo trimestre dell’anno dopo due precedenti trimestri altrettanto deludenti (+0,3% e +0% rispettivamente), ha un tasso di disoccupazione di appena il 2%. Il dato è relativo al mese di agosto e ha segnato un aumento dall’1,9% dei mesi precedenti. Una situazione di piena occupazione che tanti paesi invidiano se non fosse che rischia di essere un freno per la crescita del paese. Secondo l’Unione svizzera degli imprenditori (USI) sarebbero almeno 120.000 le posizioni vacanti e potrebbero diventare quasi 500.000 entro il 2023.

 

La ricerca di Manpower sulle prospettive di reclutamento

Una recente ricerca di Manpower conferma quanto affermato dagli imprenditori svizzeri evidenziando le prospettive positive per chi cerca lavoro in Svizzera nell’ultima parte del 2023. Il 38% delle imprese interpellate dall’agenzia per il lavoro intende assumere. I settori più interessati ad attrarre lavoratori sono i servizi di comunicazione (66%), dei trasporti e della logistica (62%) e dell’energia e servizi pubblici (+53%). Tra le aree cantonali della Confederazione le prospettive migliori sono nel Ticino dove il 57% delle imprese interpellate ha dichiarato di essere intenzionata ad assumere.

Un’ottima occasione per i lavoratori qualificati italiani che vivono al di qua del confine con la Svizzera. Secondo l’Ufficio federale di statistica del paese nel primo trimestre 2023 i frontalieri che attraversano ogni giorno il confine in direzione del paese alpino sono 78.230, in crescita del 4% rispetto allo stesso periodo del 2022. Oltre ai pendolari italiani la Svizzera accoglie ogni giorno anche 218.000 francesi e 65.000 tedeschi.

Enrico Lanati, cambista di CambiaValute.ch specializzata nel cambio valutario tra franco svizzero a altre valute, amplia lo spazio di possibilità per chi vuole lavorare nella Confederazione: “La Svizzera italiana è una parte limitata della Confederazione. Ben più numerosi sono i cantoni di lingua francese o tedesca. Per questo è importante conoscere queste due lingue se si vogliono sfruttare tutte le possibilità di lavoro che il paese offre”.

 

Nuove regole per i frontalieri tra Italia e Svizzera

La Svizzera offre alcuni vantaggi ai lavoratori che vi si recano ogni giorno, in particolare sul fronte della tassazione. Il nuovo accordo tra l’Italia e la Confederazione che è stato appena sottoposto a una revisione in vigore dal 17 luglio scorso e che esplicherà i suoi effetti fiscali a partire dal 2024, ha ridotto sensibilmente questi vantaggi. “Con il nuovo sistema diventa più difficile conservare i vantaggi del lavoratore frontaliere per chi ha stipendi più alti – in Svizzera sono mediamente più elevati che in Italia ndr -. In questo caso diventa conveniente trasferirsi a vivere nella Confederazione dove la tassazione è bassa, evitando così di dover pagare le imposte anche nel paese di residenza. Al di sotto di un certo livello di salario, invece, continua a rimanere conveniente la posizione di frontaliere grazie all’aumento della franchigia che è stata innalzata da 7.500 a 10.000 euro. Possiamo quindi attenderci un incremento della popolazione con capacità reddituale elevata nei prossimi anni” ha aggiunto Lanati.

Ecco quali sono i punti fondamentali del trattato:

 

  • L’accordo si applica ai nuovi lavoratori frontalieri (che hanno iniziato a lavorare in Svizzera dal 18 luglio 2023) residenti in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e provincia autonoma di Bolzano entro i 20 chilometri dal confine svizzero.
  • La tassazione viene effettuata alla fonte nel Cantone in cui si lavora. Le aliquote svizzere sono molto più basse di quelle italiane, in media intorno al 15-20%.
  • Il lavoratore dovrà pagare le tasse anche in Italia applicando le aliquote Irpef in vigore. Godrà però di una no tax area di 10.000 euro. Inoltre potrà dedurre dal lordo gli oneri sociali e le imposte alla fonte pagate in Svizzera.

 

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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