Negli ultimi mesi, il mercato ha progressivamente ridotto le aspettative di tagli ai tassi di interesse da parte delle Banche centrali. Questo cambiamento di prospettiva ha sollevato interrogativi su quanto il mercato possa essersi spinto troppo avanti in passato o se, al contrario, sia ora eccessivamente prudente. “La sensazione è che il mercato sia andato troppo oltre“, spiega Eddie Cheng, responsabile della gestione di portafogli multi-asset internazionali presso Allspring, a Borsa&Finanza, “un po’ come è accaduto all’inizio del 2024. All’epoca si aspettavano fino a sei tagli ai tassi, ma il primo è arrivato solo a settembre”.
Tuttavia, per molti investitori, il numero di tagli potrebbe non essere il punto focale in questo momento. Ciò che conta è come posizionare i portafogli per beneficiare del ciclo di riduzione dei tassi. In questo articolo:
- Cicli di taglio dei tassi e performance azionarie
- Dividendi e crescita insieme
Cicli di taglio dei tassi di interesse e performance azionarie
Senza contare quanti tagli siano stati effettuati in ciascun ciclo, Cheng osserva che nei 14 cicli degli ultimi 40 anni, le azioni hanno sempre registrato performance significative dai sei ai dodici mesi dopo il primo taglio dei tassi di interesse. “Ciò che è interessante”, sottolinea il gestore, “è la performance delle azioni che pagano alti dividendi. Con tassi più bassi, le aziende migliorano i margini, traducendosi in maggiori profitti, che a loro volta incentivano i dividendi. Per gli investitori, puntare su società con dividendi elevati può essere una strategia vincente, soprattutto nell’attuale contesto di incertezza, con crescenti tensioni geopolitiche, due guerre in corso e la vittoria di Donald Trump nelle elezioni USA”.
Dividendi e crescita insieme
Non tutte le aziende con alti dividendi rappresentano una buona opportunità. Le società fortemente indebitate, pur potendo beneficiare di un calo dei tassi, devono prioritariamente gestire il proprio debito. “Queste aziende non dovrebbero essere il primo obiettivo per gli investitori alla ricerca di rendimenti stabili attraverso i dividendi”, afferma Cheng. Questa osservazione richiama implicitamente la dicotomia tra investimenti value e growth.
Le aziende value sono tradizionalmente quelle con una lunga storia di distribuzione dei dividendi, mentre per le aziende growth conta la prospettiva futura, includendo le grandi aziende tecnologiche statunitensi. “Questa dicotomia è stata particolarmente evidente negli ultimi anni”, spiega Cheng. “In un segmento azionario globale cresciuto di circa il 20% nel 2023, il segmento growth ha registrato un +30%, mentre quello value si è fermato al +10%. Per questo motivo, nel nostro fondo Global Equity Enhanced Income, combiniamo il tema dei dividendi con quello della crescita potenziale”. Il fondo di Allspring mira a generare un rendimento annuo del 6%, cercando di catturare il potenziale di crescita a lungo termine delle azioni globali, mantenendo un’esposizione bilanciata tra value e growth. “Le aziende tecnologiche, tradizionalmente meno orientate ai dividendi, possono comunque essere incluse in portafogli ad alto rendimento attraverso una selezione oculata. Il focus deve rimanere sulla gestione equilibrata del rischio”, conclude Cheng.









