Telecom Italia: mercato apprezza soluzione Kkr, ecco cosa fare con azioni
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Telecom Italia: mercato apprezza soluzione Kkr, ecco cosa fare con azioni

Telecom Italia: mercato apprezza soluzione Kkr, ecco cosa fare con azioni

Telecom Italia vuole portare Kkr allo “showdown” perché chiudere a priori a una manifestazione di interesse non si può, ma d’altra parte sul tavolo non c’è niente di più di una lettera del fondo americano, non vincolante. E’ probabile che chiederà al fondo infrastrutturale di scoprire le carte. Il cda si è riunito nel tardo pomeriggio di domenica scorsa per valutare, insieme al comitato ad hoc di consiglieri indipendenti, l’analisi degli advisor e la comparazione con il piano industriale presentato dall’ad Pietro Labriola.

Una discussione “accesa” e posizioni contrapposte, con la ricerca di una soluzione condivisa ma punti di partenza lontanissimi, da una parte Vivendi e dall’altra i rappresentanti degli investitori istituzionali. Quattro mesi fa Kkr era disponibile a un’Opa a 0,505 euro per azione su un titolo che valeva 0,33 euro ma voleva avere il tempo, quattro settimane, per una verifica della congruità del prezzo e per sondare il terreno con le istituzioni. Ora il titolo ne vale 0,2970 e non è detto che la discussione riparta dalle stesse basi, dopo la svalutazione e un mercato delle telecomunicazioni ancora sotto pressione.

Il cda di Telecom Italia da parte sua, inoltre, aveva appena sostenuto all’unanimità, durante la scorsa settimana, il piano dell’amministratore delegato Pietro Labriola che prevede due fasi, una più inerziale fino a giugno e poi il progetto di separazione in due del gruppo, in una Netco e una Servco. La separazione della rete è però solo il primo passo per poi puntare a una rete unica con Open Fiber (della quale Cdp è socia al 60%), il partner industriale ideale o trovare un partner finanziario e in quel caso far rientrare in gioco Kkr, peraltro già socio di FiberCop, la rete secondaria della fibra. O altri fondi che già nei mesi scorsi si erano affacciati alla finestra.

Sembra inevitabile che si vada alla conta: Vivendi, l’azionista di riferimento di Telecom Italia, ha già espresso mercoledì passato, tramite il suo ceo Arnaud de Puyfontaine e il suo stesso presidente Yannick Bollorè, l’appoggio al piano di Labriola in occasione della presentazione dei conti pur avendo svalutato le azioni Telecom Italia a 0,657 euro l’una.

Nel board di 15 componenti del gruppo italiano può contare su due diretti rappresentanti, de Puyfontaine e Franck Cadoret, sullo stesso Labriola, nonché verosimilmente su Luca De Meo e Marella Moretti. Sul fronte opposto i cinque eletti nella lista degli investitori istituzionali (Paolo Boccardelli, Paola Camagni, Maurizio Carli, Federico Ferro Luzzi e Paola Sapienza) che ritengono, come ha esplicitato il fondo Kairos in una lettera, che l’ultima parola debba averla il mercato, nell’interesse di tutti gli azionisti e non solo del socio di riferimento.

L’ago della bilancia sono gli altri tre consiglieri indipendenti (Paola Bonomo, Cristiana Falcone e Ilaria Romagnoli), il presidente Salvatore Rossi (nelle scommesse della vigilia indicato come poco propenso ad aprire la porta a Kkr) e soprattutto di Giovanni Gorno Tempini, presidente di Cdp, la Cassa depositi e prestiti che sotto un’altra guida e un altro governo è diventata socio di peso di Telecom Italia.

 

Telecom Italia: quotazioni in fase di ritracciamento ma pronte per nuovi allunghi

Il titolo Telecom Italia sembra essere impostato al rialzo nel breve termine, nonostante la performance negativa registrata nella seduta di ieri (-2,01%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni si sono mantenute tutta la giornata in uno stretto trading range compreso tra i livelli 0,2933 e 0,3083 andando a chiudere solo sul finale nella parte basse della congestione intraday.

Dopo l’importante minimo realizzato lo scorso 7 marzo a quota 0,2204, i corsi stanno rimbalzando con vigore e solo i resoconti dell’ultimo cda ne hanno momentaneamente frenato la corsa. Difficile fare analisi tecnica su un titolo che da un momento all’altro potrebbe ritrovarsi sotto Opa (formale, questa volta).

Probabilmente non ha neppure senso farla, però si possono fare alcune osservazioni. La prima è che probabilmente Vivendi (il socio più importante, ma non di maggioranza), pur essendo restio alla proposta di Kkr, dovrà venire a più miti consigli con gli altri azionisti, tra cui lo Stato italiano tramite Cdp. Secondo, sembra che Kkr, seppur lentissima nella sua azione, abbia richiesto approfondimenti in merito alla due diligence e quindi sia sempre interessata. Terzo, i piccoli risparmiatori sarebbero felicissimi di liberarsi a 0,5050 di un titolo che negli ultimi due anni non ha mai dato soddisfazioni, se non perso. Quarto, non è da escludere che Kkr temporeggi ancora per poi presentare un’offerta formale più bassa rispetto a quella annunciata: le contrapposizioni in seno al board e i suoi progetti di scorporo, nonché la discesa delle quotazioni, in questo caso, gli fanno gioco.

Dal punto di vista operativo, quindi, si ritiene conveniente l’ingresso in posizioni long già ai prezzi attuali, in attesa che la situazione evolva (si spera) nelle prossime settimane. Se non ci sarà Opa, le quotazioni sono talmente basse che non dovrebbero scendere ulteriormente. Se verrà lanciata ufficialmente la proposta, ci si potrà svegliare un mattino con un sostanzioso upside.

 


L’andamento di breve termine del titolo TELECOM ITALIA

AUTORE

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Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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