Terreni agricoli: 3 ragioni per investire ora - Borsa e Finanza

Terreni agricoli: 3 ragioni per investire ora

Terreni agricoli: ecco perché ora potrebbero essere un ottimo investimento

In un periodo in cui l’inflazione è molto alta negli Stati Uniti e la cui discesa richiede ancora parecchio tempo, investire nei terreni agricoli potrebbe essere un’opportunità interessante. In base ai dati della società di analisi immobiliare Green Street, negli ultimi 25 anni fino a marzo 2021, il rendimento dei terreni agricoli statunitensi è stato in media dell’11,2% annuo, a fronte di un guadagno del 9,6% dell’S&P 500 per lo stesso periodo. I quasi due punti percentuali in più assumono ancora più valore dal momento che la volatilità è stata la metà rispetto a quella dell’indice borsistico.

Circa dieci anni fa, i terreni agricoli hanno vissuto un periodo di grande splendore, grazie alla crescita dei prezzi dei raccolti e alla domanda di etanolo. Poi dal 2014 al 2019 vi è stata una stabilizzazione a causa dell’eccesso di offerta e della guerra commerciale USA-Cina. I prezzi sono tornati a crescere verso la fine del 2020, quando la pandemia ha iniziato la discesa e la Cina ha ripreso la domanda. Il deficit di offerta che si è determinato con la guerra Russia-Ucraina ha incrementato ulteriormente le quotazioni dei prodotti agricoli e quindi dei terreni.

 

Chi sono gli investitori e come investire

I terreni agricoli sono stati per lungo tempo appannaggio degli investitori istituzionali, in quanto quelli retail hanno avuto poche possibilità di accesso, sia per questioni economiche che per ragioni di opportunità di scelte. Oggi invece, anche i privati hanno diverse opzioni per puntare su queste forme di investimento alternativo, attraverso ad esempio i fondi privati o i fondi di investimento immobiliare quotati, o ancora i fondi negoziati in Borsa che possiedono società agroalimentari o detengono contratti futures su materie prime agricole. Gli ETF infatti non possono possedere direttamente terreni agricoli, ma possono detenere partecipazioni nelle aziende agricole che coltivano la terra. Uno di questi ad esempio è il VanEck Agribusiness ETF, il più grande ETF azionario a tema agroalimentare con 1,5 miliardi di dollari di attività, che ha sovraperformato l’indice S&P 500 quest’anno.

Normalmente l’investimento nei terreni agricoli viene fatto attraverso una gestione professionale, dove si acquista il terreno e lo si affitta agli agricoltori percependo una rendita fissa. Questa è la componente più importante di questo tipo di investimento, che molto spesso è riuscita a compensare dei periodi negativi in cui il portafoglio era in difficoltà per i cali azionari. L’altra componente è l’apprezzamento nel lungo periodo del terreno, derivante dai cicli dell’agricoltura.

 

Terreni agricoli: 3 ragioni per acquistare ora

Investire ora nei terreni agricoli potrebbe essere un’opportunità per svariate ragioni. Innanzitutto vi è una crescita della domanda globale di cibo e una riduzione dell’offerta dei terreni coltivabili, come dimostra il fatto che negli ultimi 20 anni, oltre 11 milioni di acri di terra sono andati persi negli Stati Uniti a causa della scarsità di acqua che li ha resi poco coltivabili. Con una popolazione mondiale in costante aumento e quindi con un maggiore fabbisogno alimentare, si prevede che la richiesta di terreni per la coltivazione aumenti. In questo momento i prezzi dei terreni agricoli stanno salendo in tutto il territorio americano, con il valore medio degli immobili agricoli, che comprendono terreni ed edifici, che ha raggiunto la cifra record di 3.380 dollari l’acro nel 2021.

Un’altra ragione riguarda il fatto che i terreni agricoli sono considerati una riserva di valore durante i momenti di turbolenza economica. Dalle terre infatti vengono ricavati prodotti essenziali, che non risentono del ciclo economico. Quindi, in un periodo particolarmente delicato come questo, dove gli Stati Uniti sono finiti in una recessione tecnica e l’inflazione rimane molto alta, questi beni conserveranno il loro valore, mantenendo molto bassa la correlazione con le attività finanziarie.

In terzo luogo, il settore ha un basso livello di indebitamento e questo è molto importante in un ambiente attuale dove i tassi d’interesse sono in costante aumento e le aziende hanno sempre più difficoltà a prendere a prestito.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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