Tesla aumenta prezzi Model 3 e Y in Canada, quali impatti per le azioni?

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A Wall Street si prevede un’apertura all’insegna della volatilità per le azioni Tesla, dopo che il gruppo guidato da Elon Musk ha comunicato un aumento dei prezzi delle proprie auto in Canada.

Sia la Model Y che la Model 3, che sono prodotte in Cina, vedranno aumenti in tutte le loro varianti di quasi mille dollari canadesi. La Model Y partirà ora da 60.990 dollari canadesi per la variante base a trazione posteriore e da 69.990 dollari canadesi per quanto riguarda la variante Premium Performance. La Model 3 vedrà invece i prezzi passare da 54.990 dollari canadesi a 55.990 dollari canadesi.

La decisione adottata in queste ore da Tesla si colloca all’interno delle tensioni commerciali presenti tra la nazione nord americana e il gruppo automobilistico.

Tutto si è accentuato nello scorso mese di ottobre, quando il Dipartimento delle finanze canadese aveva annunciato che la tariffa di importazione sui veicoli elettrici provenienti dalla Cina sarebbe passata dal 6,1% al 100%. In quell’occasione Tesla aveva contattato il governo canadese proponendo una tariffa del 9%, che era stata rispedita al mittente.

Gli aumenti dei prezzi comunicati in queste ore seguono quelli della passata settimana e riguardanti le Model 3 vendute in Cina. Sempre nel Paese asiatico l’azienda californiana ha lanciato un nuovo modello della Model Y, con prezzi in aumento del 5,4% rispetto alla versione precedente del veicolo.

 

Azioni Tesla: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a scoprire le attese sulle azioni Tesla nel breve e medio termine. Dopo aver chiuso la seduta di ieri in ribasso del 2% in area 415 dollari, le attese per la giornata odierna sono ancora improntate all’insegna della debolezza.

Nel breve termine fondamentale sarà la tenuta dei 400 dollari per evitare al titolo di tornare verso i minimi degli ultimi 50 giorni in area 380-378 dollari. L’eventuale perdita di tali supporti andrebbe a indebolire il trend primario ascendente, con obiettivi ribassisti i 350 dollari e successivamente i 325 dollari. Nel caso in cui anche questi ultimi livelli non riuscissero ad arrestare la spinta ribassista, aumenterebbero le possibilità di vedere il titolo andare a testare la soglia dei 300 dollari.

Al contrario, una conferma delle azioni sopra i 378 dollari dovrebbe favorire il ritorno degli acquisti. In questo caso, primo target sui massimi di questa settimana situati a 439,5-440 dollari. Il superamento di queste aree andrebbe a riattivare il trend rialzista di fondo prima in direzione dei 458 dollari, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend, e in seguito i massimi di sempre nei pressi dei 488-489 dollari. Lasciandosi alle spalle questi ultimi livelli, si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica con nuovi allunghi verso i 520-525 dollari ed in seguito l’area dei 550 dollari.

 

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Immagine di Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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