Da sempre oggetto di critiche per non fornire una revisione contabile indipendente completa delle sue riserve, Tether è pronta a tornare a operare negli Stati Uniti. A rivelarlo è Paolo Ardoino, l’amministratore delegato del più grande emittente mondiale di stablecoin con oltre 500 milioni di utenti, 162 miliardi di dollari in Usdt in circolazione e più di 113 miliardi in titoli del Tesoro Usa. La società presieduta da Giancarlo Devasini continua a puntare sui mercati esteri ed è sulla via giusta per rientrare negli States.
“Siamo a buon punto nella definizione della nostra strategia interna per gli Stati Uniti”, ha dichiarato Ardoino nel corso di un’intervista concessa alla rete statunitense Bloomberg Television. L’annuncio ufficiale dovrebbe arrivare “entro i prossimi due mesi”. Le dichiarazioni di Ardoino arrivano a una settimana dall’approvazione del Genius Act e a pochi mesi dalla nomina di Simon McWilliams come nuovo direttore finanziario: sarà proprio l’esperto executive a guidare l’impegno di Tether per la trasparenza e per audit conformi agli standard del settore.
In questo articolo:
- Tether pronto a tornare sul mercato negli Stati Uniti
- La sfida della compliance con la legge sulle stablecoin
Tether pronto a tornare sul mercato negli Stati Uniti
Nel 2021 Tether ha dovuto pagare 60 milioni di dollari (41 di multa e il resto di accordi regolamentari) schiacciata dalle pressioni di Sec (Securities and Exchange Commission) e Cftc (Commodity Futures Trading Commission), l’agenzia federale di controllo del mercato dei future. L’Authority statunitense ha sanzionato Tether per aver mentito ai clienti sulle riserve a garanzia dei token che emette e per non essersi registrata tra le imprese ammesse a fare trading. Non solo: la società che ha creato la tecnologia stablecoin è stata bandita nello Stato di New York con l’accusa di aver fornito informazioni false e fuorvianti in merito alle sue vere riserve.
Con il ritorno negli Stati Uniti in un contesto più aperto e favorevole, Tether inverte la rotta e prevede di operare in tre settori specifici: attività di trading, pagamenti e regolamenti interbancari. In particolare, l’azienda emetterà una stablecoin rivolta ai mercati istituzionali (istituzioni, banche e operatori di trading) in cerca di liquidità, affidabilità e velocità di transazione, mentre non ha intenzione di quotarsi in Borsa come invece ha fatto il concorrente Circle. Nell’intervista a Bloomberg, Ardoino ha spiegato che sarà una “priorità assoluta” ottenere una revisione da una delle Big Four: Deloitte, EY, Kpmg o PwC. “Siamo in discussioni avanzate con diversi partner di auditing per garantire un livello ulteriore di fiducia agli utenti”, ha detto l’amministratore delegato sul fronte compliance.
La difficoltà sarà competere con grossi istituti di credito quali Bank of America, Citigroup, JPMorgan e Wells Fargo che progettano di lanciare loro stablecoin. “Possono competere e probabilmente, forse, essere migliori di noi nel breve termine negli Stati Uniti, semplicemente perché è un mercato nuovo per noi. Ma noi abbiamo una tecnologia migliore e una conoscenza superiore a chiunque altro del mercato stablecoin”, ha sottolineato Ardoino in merito al debutto delle grosse banche in questo settore. Proprio Bank of America ha previsto in un recente studio che l’offerta di stablecoin crescerà fino a 75 miliardi di dollari a seguito dell’approvazione del Genius Act.
La sfida della compliance con la legge sulle stablecoin
Il riposizionamento di Tether negli Stati Uniti arriva al culmine del processo di adozione mainstream degli asset digitali fortemente voluto dall’amministrazione Trump, pronta a trasformare gli States nella capitale mondiale delle criptovalute. Fin da subito Usdt dovrà conformarsi alla nuova legge statunitense sulle stablecoin. Al termine della cosiddetta Crypto Week, la settimana cripto, il Congresso ha infatti approvato il Genius Act, il rivoluzionario pacchetto normativo che introduce un chiaro quadro federale e statale per l’emissione e la gestione delle stablecoin.
Votato da una larga maggioranza bipartisan alla Camera e subito sottoscritto dal presidente, il Genius Act fissa nuove regole per gli emittenti di stablecoin autorizzati, allarga anche a società di altro tipo (non solo banche e intermediari finanziari) la possibilità di emettere stable, impone di sostenere gli asset con attività liquide di alta qualità (valuta, depositi detenuti presso istituti di credito assicurati, buoni del Tesoro, cambiali o obbligazioni a breve termine) e soprattutto pone le basi per l’utilizzo facile, veloce ed economico delle stablecoin nei pagamenti. In occasione della firma della legge, Trump ha ringraziato pubblicamente Ardoino per il lavoro che sta facendo nella promozione e diffusione degli asset digitali.
Token ancorato al valore di 1 dollaro in modo stabile e permanente, Usdt rappresenta il 70% del mercato delle stablecoin e la sua circolazione è aumentata del +18% dall’inizio del 2025. Nel primo trimestre dell’anno, Tether ha dichiarato 149,28 miliardi di dollari in attività totali e 143,68 miliardi di passività per le stablecoin garantite in valuta fiat. Non va dimenticato che Tether è anche il secondo maggiore azionista della Juventus, salito al 10,7% del capitale del club bianconero. Primo azionista rimane Exor, la holding della famiglia Agnelli e Elkann che continua a mantenere il 65% delle azioni.









