Titoli di Stato giapponesi: governo valuta riacquisto per le scadenze lunghe

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Il tentativo di frenare i rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a lunga scadenza spinge le autorità del Sol Levante a valutarne il riacquisto. Secondo due fonti a conoscenza diretta del piano, il Giappone potrebbe agire sulle scadenze a 20, 30 e 40 anni – che hanno registrato gli aumenti più bruschi dei tassi di interesse negli ultimi tempi – riducendone la quantità in circolazione. Ciò si aggiungerebbe a un piano governativo volto a diminuire l’emissione di queste tipologie di obbligazioni. Per l’anno fiscale che si chiuderà a marzo, il Ministero delle finanze giapponese ha pianificato vendite di obbligazioni con scadenze dai 20 ai 40 anni per oltre 24.000 miliardi di yen, rispetto ai 172.300 miliardi di yen del totale in programma.

Il mese scorso, in particolare, è stato molto problematico per i titoli di Stato giapponesi, con il rendimento a 30 anni salito al picco del 3,185%. Il movimento è stata dettato dal crollo della domanda di alcuni grandi investitori istituzionali, come le compagnie di assicurazione, nonché dalle preoccupazioni del mercato per l’aumento costante del debito pubblico. In particolare, il mercato ha fatto salire la tensione in vista delle elezioni di luglio per la Camera alta, in quanto sono aumentate le pressioni sul primo ministro Shigeru Ishiba per attuare tagli fiscali e incrementi di spesa pubblica. Queste misure rischierebbero di mettere in difficoltà i conti statali portando fuori controllo l’esposizione debitoria della nazione.

 

Titoli di Stato giapponesi: attenzione alla Banca centrale

Le indiscrezioni che il Tesoro potrebbe riacquistare i titoli di Stato giapponesi a lunga scadenza ha portato sollievo al mercato, con i rendimenti che nella giornata di oggi sono diminuiti. Tuttavia, la decisione ancora non è stata presa. Il Ministero delle finanze si esprimerà solo dopo aver tenuto alcuni incontri con gli investitori del mercato obbligazionario il 20 e il 23 giugno, hanno riferito le fonti. “La sola riduzione delle nuove emissioni di JGB super-long probabilmente non risolverà il problema dell’eccesso di offerta, quindi questa sarebbe una mossa nella giusta direzione”, ha detto Mari Iwashita, executive rates strategist di Nomura Securities.

Tutto ciò assume importanza anche in ottica di politica monetaria della Bank of Japan. La Banca centrale dovrebbe mantenere il suo programma di tapering fino alla fine di marzo 2026, ma c’è la possibilità di rallentare il ritmo all’inizio del prossimo anno, fino ad assumere un atteggiamento accomodante a partire dal mese di aprile. La prossima riunione del 16-17 giugno potrebbe alzare il velo sulle reali intenzioni dell’autorità monetaria. Gli investitori si aspettano segnali più chiari e un approfondimento durante il meeting della prossima settimana.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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