La Bank of Japan potrebbe continuare a rallentare il ritmo degli acquisti dei titoli di Stato giapponesi nel prossimo anno fiscale. Almeno questo è quanto ha lasciato trapelare il governatore della BoJ Kazuo Ueda nella sua audizione in parlamento. “Molte opinioni hanno indicato che è opportuno continuare a tagliare gli acquisti di obbligazioni, bilanciando prevedibilità e flessibilità”, ha detto il presidente. L’istituto monetario ha iniziato la scorsa estate il quantitative tightening che durerà fino a marzo del 2026. Ciò consiste in un taglio delle obbligazioni ogni trimestre per 400 miliardi di yen, pari a 2,8 miliardi di dollari. Alla fine di giugno dell’anno in corso dovrebbe svelare il piano di acquisti di obbligazioni per il periodo che inizia ad aprile del prossimo anno.
Ueda tuttavia ha fornito pochi dettagli al riguardo, affermando che le opinioni all’interno del Consiglio sono disparate. Fino ad oggi ha detto più volte che vorrebbe vedere ripristinato il funzionamento del mercato in merito alle decisioni sui livelli di rendimento, specialmente perché l’acquisto di obbligazioni non fa parte dell’orientamento di politica monetaria della Banca centrale.
Titoli di Stato giapponesi: attenzione ai rendimenti
La BoJ possiede circa la metà dei titoli di Stato giapponesi dopo i grandi acquisti effettuati in oltre un decennio per controllare la curva dei rendimenti. Con le strette iniziate nel 2024 però i rendimenti sono saliti facendo suonare un campanello d’allarme. In particolare, lo scorso mese, i rendimenti a 30 anni sono balzati al 3,185%, ossia al massimo storico. Ciò ha segnato una rottura nell’equilibrio tra la domanda e l’offerta nelle scadenze lunghe. Secondo l’ex membro del Consiglio Makoto Sakurai, se la BoJ taglierà gli acquisti di obbligazioni, i rendimenti aumenteranno ulteriormente. Ed è per questo che “è probabile che si fermi”. Sarebbe cioè “la soluzione più ragionevole quella di fermarsi ora per ripensarci più tardi. È un po’ rischioso prendere un impegno a lungo termine quando le incertezze sono così alte”, ha precisato.
Ora sono aumentate le speculazioni che il Ministero delle Finanze possa adeguare le emissioni del debito, proprio per evitare di dover sostenere rendimenti troppo elevati. La notizia è considerata positiva da Katsutoshi Inadome, senior strategist di Sumitomo Mitsui Trust Asset Management Co., secondo cui “con l’asta di obbligazioni a 30 anni in arrivo giovedì, la nebbia non si diraderà tutta in una volta”, ma questo “potrebbe aver ridotto le preoccupazioni per i problemi nel settore super-long”.
BoJ: quando aumenterà i tassi?
Nella sua testimonianza davanti al parlamento, Ueda ha toccato anche l’argomento dei tassi di interesse. Il governatore ha affermato che aumenterà il costo del denaro una volta che ci sarà abbastanza convinzione sulla crescita economica e dei prezzi, in modo da lasciarsi alle spalle il periodo di stagnazione. A preoccupare Ueda ancora sono i prezzi dei generi alimentari, previsti in rallentamento, benché l’inflazione complessiva di aprile abbia raggiunto il livello del 4,6%. L’inflazione sottostante – o l’aumento dei prezzi guidato dalla domanda interna e dall’aumento dei salari – rimane inferiore al 2%, ma probabilmente riaccelererà dopo un periodo di stagnazione, ha detto Ueda. “Se siamo convinti che la nostra previsione si materializzerà, adegueremo il grado di sostegno monetario aumentando i tassi di interesse”, ha affermato, osservando che l’incertezza sulle prospettive è “estremamente alta”. Il prossimo appuntamento ufficiale della BoJ è per il 16-17 giugno, ma la maggior parte degli economisti si aspetta che i tassi rimarranno stabili fino a settembre.









