Titoli di Stato Usa: rendimenti 30 anni al 5% dopo downgrade Moody’s

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I rendimenti dei titoli di Stato Usa sono saliti in questo inizio settimana, raggiungendo, per le scadenze a 30 anni, la soglia psicologica del 5%. I Treasury a 10 anni invece hanno toccato il 4,5%.

Le vendite sono scattate a seguito della decisione di Moody’s di tagliare il rating sugli Stati Uniti da Aaa ad Aa1, a causa di timori sul deficit Usa che “mostra pochi segni di restringimento” e assegnando la responsabilità di questo ai presidenti americani e al Congresso. “Ci aspettiamo che i deficit federali si allarghino, raggiungendo quasi il 9% del Pil entro il 2035, rispetto al 6,4% del 2024, trainati principalmente dall’aumento dei pagamenti degli interessi sul debito, dall’aumento della spesa per i diritti sociali e dalla generazione di entrate relativamente bassa”.

Attualmente il deficit di bilancio federale degli Stati Uniti si aggira intorno a 2.000 miliardi di dollari l’anno, mentre il debito potrebbe raggiungere il 107% del Pil entro il 2029, ha avvertito il Congressional budget office.

La politica fiscale del presidente Usa Donald Trump ha sollevato molte preoccupazioni nei mercati finanziari, a causa dell’approccio molto accomodante verso le società e i soggetti privati, senza un sostanziale taglio della spesa pubblica. Con la guerra commerciale innescata dai dazi, i timori sono aumentati per via dei legami tra il debito e lo scenario recessivo.
Intanto, la Commissione per il bilancio del Congresso ha approvato la legge fiscale di Trump domenica sera, attuando tagli per centinaia di miliardi di dollari senza compensazioni attraverso cambiamenti nella spesa. Questo significa solamente un aumento del deficit.

L’amministrazione ritiene che i tagli fiscali stimoleranno la crescita, aumenteranno le entrate e ridurranno il deficit degli Stati Uniti. Tuttavia, il Committee for a responsible federal budget prevede che nell’arco di un decennio, il debito nazionale a seguito del disegno di legge potrebbe aumentare fino a 5.200 miliardi di dollari. Il segretario al Tesoro degli Stati Uniti Scott Bessent ha minimizzato la questione del debito, affermando che l’amministrazione Trump è determinata a ridurre la spesa federale e far crescere l’economia. Sul declassamento di Moody’s, Bessent ha sminuito l’importanza del giudizio, così come per tutte le agenzie di credito.

 

Titoli di Stato Usa: cosa significa l’aumento dei rendimenti

L’aumento dei rendimenti ha messo sotto pressione il dollaro Usa e i future delle azioni statunitensi. Gli investitori temono che rendimenti elevati alimentino il rischio di una contrazione dell’economia americana e quindi si allontanano dagli asset a stelle e strisce. Nel contempo festeggia l’oro, che oggi si è portato oltre 3.200 dollari l’oncia. Il metallo prezioso è un bene rifugio come i titoli di Stato Us, quindi qualsiasi difficoltà nei bond americani sposta denaro verso un asset concorrente.

“I costi del servizio del debito continueranno a salire man mano che i grandi investitori, sia sovrani che istituzionali, inizieranno gradualmente a scambiare i Treasury con altri beni rifugio”, ha detto Max Gokhman, vice direttore degli investimenti di Franklin Templeton Investment Solutions. “Questo, purtroppo, può creare una pericolosa spirale ribassista per i rendimenti statunitensi, un’ulteriore pressione al ribasso sul biglietto verde e ridurre l’attrattiva delle azioni statunitensi”.

Della stessa opinione è Subadra Rajappa, strategist di Société Générale, secondo cui “rendimenti alti più a lungo si aggiungeranno al costo degli interessi netti e ai deficit del governo”. Dunque, “nel lungo periodo, l’erosione dello status di rifugio sicuro dei Treasury ha implicazioni per il dollaro e la domanda estera di obbligazioni e altri asset statunitensi”.

Di veduta diversa sono invece gli analisti di Barclays, che reputano il declassamento di Moody’s non decisivo per le scelte del Congresso e di non grande impatto sulla vendita di titoli del Tesoro o sui mercati monetari. “I declassamenti del credito del governo degli Stati Uniti hanno perso significato politico dopo che S&P ha declassato gli Stati Uniti nel 2011, e ci sono state ripercussioni limitate, se non nulle”, hanno affermato sottolineando che i Treasury hanno spesso registrato un rally dopo mosse simili in passato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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