In attesa della pubblicazione della trimestrale di Nvidia le azioni del principale progettista globale di chip per l’intelligenza artificiale si muovono al rialzo, vicine ai massimi storici a 184,45 dollari. Le attese degli analisti sui risultati della società di Santa Clara sono positive con una serie di rialzi dei target price effettuati nelle ultime settimane. Tuttavia, l’epoca delle trimestrali mirabolanti potrebbe essere dietro le spalle e sul mercato c’è attesa per vedere in che direzione si muoverà la questione cinese.
In questo articolo:
- Jensen huang fa “moral suasion” sulla Cina
- Trimestrale Nvidia, le attese del mercato
- I dubbi sulla profittabilità dell’IA
Jensen Huang fa “moral suasion” sulla Cina
L’amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, è intervenuto recentemente per rassicurare la Cina sui processori H20, quelli consentiti per l’esportazione nell’Impero di Mezzo dall’amministrazione Trump. “Non rappresentano alcuna minaccia della sicurezza” ha dichiarato alcuni giorni fa. Parole pronunciate per controbattere alle indiscrezioni secondo cui il governo cinese starebbe facendo pressione sulle aziende locali perché non comprino i chip di Nvidia. Quasi una riedizione, speculare, di quanto accaduto a Huawei qualche hanno fa, estromessa dai mercati occidentali.
L’asserita insicurezza potrebbe essere solo un paravento a scelte che avrebbero il sapore politico di una nuova puntata delle contrapposizioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, o più semplicemente far parte di una strategia per portare all’interno dei confini domestici la progettazione e costruzione degli importanti chip. Qualcosa di simile a quello che sta facendo Donald Trump.
Nel passato esercizio Nvidia ha realizzato il 13% delle proprie vendite in Cina, una percentuale in riduzione, per un totale di 17 miliardi di dollari.
Trimestrale Nvidia, le attese del mercato
Il consensus attende ricavi a 45,81 miliardi di dollari e utili di un dollaro per azione dalla società leader nella progettazione di chip per l’intelligenza artificiale. Queste attese sono la conseguenza di una revisione al rialzo del 53% anno su anno per ciò che concerne i ricavi e del 48% per ciò che riguarda gli utili.
Tim Quast, fondatore e amministratore delegato di Market Structure Edge, ha evidenziato, nel corso di un’intervista all’emittente americana Cnbc che stime così elevate potrebbero ridurre la possibilità di sorprese positive. Soprattutto, l’analista ha sottolineato come il 25% del totale dei volumi scambiati sul mercato delle opzioni nelle ultime settimane sia short (51% per l’S&P500), osservazioni che lo portano a valutare la presenza di un rischio di ribasso sulle azioni Nvidia. Sempre il mercato delle opzioni valuta oscillazioni del 6% nella capitalizzazione di mercato della società, al rialzo o al ribasso.
Nonostante ciò, gli analisti delle case di investimento, con uno sguardo sul più lungo periodo, rimangono positivi sulle azioni Nvidia. Wedbush ha recentemente rivisto al rialzo il target price a 210 dollari da 175, Stifel lo ha portato a 212 da 202 attendendosi forti prospettive per la domanda per i chip di nuova generazione GB300, Baird arriva fino a 225 dollari sempre in base alle aspettative di vendita, Evercore si attesta a 214 dollari e Ubs a 205.
I dubbi sulla profittabilità dell’IA
Nel frattempo tornano ad aleggiare i dubbi sulla profittabilità dei progetti di intelligenza artificiale. A lanciare l’allarme stavolta è il rapporto “State of AI in Business 2025” di Mit Nanda che ha analizzato oltre 300 iniziative, 52 società e effettuato sondaggi in numerosi eventi di settore. Secondo la ricerca, il 95% dei progetti di IA generativa non produce cambiamenti (positivi) nei bilanci delle aziende.









