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Trimestrale UBS: afflussi per 28 miliardi, crolla del 52% l’utile netto

Trimestrale UBS: afflussi per $ 28 miliardi, ma l'utile netto crolla del 52%

Le azioni UBS crollano alla Borsa di Zurigo questa mattina, perdendo il 4,2% dopo la pubblicazione dei conti del primo trimestre 2023. Il gruppo bancario svizzero ha riportato un afflusso di 28 miliardi di dollari da parte dei clienti più facoltosi nei mesi precedenti all’accordo di acquisizione della banca rivale Credit Suisse che era sull’orlo del collasso. Nei dieci giorni successivi all’annuncio di fusione, nella gestione patrimoniale di UBS sono arrivati 7 miliardi di dollari, mentre durante tutto il primo trimestre nella stessa unità i clienti di Credit Suisse hanno ritirato ben 53 miliardi di dollari.

Insomma, sembra che una buona parte del denaro in fuga dall’istituto elvetico salvato in extremis sia confluito verso la più grande banca svizzera. Questo compensa il profitto più debole di oltre tre anni che è stato riportato nella trimestrale di UBS. “Gli afflussi sono un segno di fiducia dei nostri clienti e il denaro non è provenuto solo da Credit Suisse, con gli Stati Uniti come motore principale”, ha dichiarato Sergio Ermotti, nuovo amministratore delegato di UBS. Tuttavia, i ricavi dell’attività patrimoniali hanno mancato le stime ed Ermotti non esclude una potenziale recessione tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

 

Trimestrale UBS: ecco tutti i numeri nel dettaglio

Il colosso bancario zurighese ha rilasciato un utile netto di 1,03 miliardi di dollari, molto al di sotto delle previsioni degli analisti a 1,86 miliardi di dollari, e con un crollo del 52% rispetto ai 2,14 miliardi del primo trimestre 2022. Sulle performance hanno pesato 665 milioni in accantonamenti per coprire i costi di contenzioso relativi ai titoli garantiti da ipoteche residenziali statunitensi, che hanno svolto un ruolo centrale nella crisi finanziaria globale.

L’azienda di credito ha registrato total revenues per 8,74 miliardi di dollari, segnando un calo rispetto ai 9,38 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Il Wealth Management ha generato nuove attività nette per commissioni di 19,7 miliardi di dollari, oltre la stima di 17,67 miliardi di dollari. In tale ambito, i ricavi totali sono risultati di 4,79 miliardi di dollari, al di sotto delle previsioni di 4,9 miliardi di dollari. Per quanto riguarda la banca d’investimento, il fatturato è ammontato a 2,35 miliardi di dollari, mentre le stime erano per 2,43 miliardi di dollari. Quanto agli indici patrimoniali, il CET1 Ratio è passato dal 13,3% di fine dicembre 2022 al 13,9% di fine marzo 2023.

 

UBS: sospesi i riacquisti di azioni

UBS ha annunciato che i buyback saranno sospesi in modo da finanziare l’operazione di integrazione con Credit Suisse. Tuttavia, Ermotti ha detto che prevede di riprendere il riacquisto quando tutto sarà concluso, sebbene sia troppo presto per dare una tempistica. “Stiamo ribadendo la nostra intenzione di avere un aumento progressivo dei dividendi in contanti ogni anno e abbiamo sicuramente l’intenzione di riprendere i riacquisti di azioni quando appropriato”, ha affermato.

L’azienda conta di chiudere la fusione entro la fine dell’anno, ma il presidente Colm Kelleher ha affermato nei giorni scorsi che l’integrazione richiederà fino a quattro anni per trasferire tutti gli asset da Credit Suisse a UBS, viste le complessità di un accordo che lo rende addirittura più impegnativo dei salvataggi attuati durante il culmine della crisi del 2008.

 

Il commento degli analisti

Alcuni analisti non si mostrano troppo sorpresi dai dati della trimestrale snocciolati da UBS. Kian Abouhossein di JPMorgan Chase & Co., ha affermato che “nel complesso i risultati sono in linea con le aspettative del consenso”. Ancora più importante, “l’unità di gestione patrimoniale rimane un forte performer con il franchising ben intatto”, ha aggiunto. Altri come l’analista di Keefe, Bruyette & Woods, Thomas Hallett, hanno descritto i risultati come “poco brillanti”. Nel complesso, “l’asticella è stata fissata in basso negli utili e tuttavia i risultati sono riusciti a deludere”, ha detto Hallett.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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