Trump manda l’a.d. di Goldman Sachs a fare il dj, ecco perché

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Un nuovo scontro infiamma l’economia e la politica americana. Dopo i continui battibecchi con il numero uno della Fed, Jerome Powell (reo di non tagliare il costo del denaro), e con il magnate e uomo più ricco al mondo Elon Musk (che ha anche fondato un nuovo partito), Donald Trump aggiunge altri due nemici alla sua ‘lista nera’: David Solomon, amministratore delegato di Goldman Sachs, e Jan Hatzius, capoeconomista della stessa banca d’investimento. Il motivo? Un report sui dazi che non è piaciuto affatto al presidente americano. 

 

In questo articolo:

 

  • Cosa dice il report di Goldman Sachs sui dazi
  • L’attacco di Trump all’a.d. di Goldman Sachs

 

Cosa dice il report di Goldman Sachs sui dazi

In una nota pubblicata domenica, gli analisti di Goldman Sachs, guidati appunto da Jan Hatzius, hanno affermato che fino a giugno circa il 64% del peso dei costi legati ai dazi è stato sostenuto dalle imprese americane, il 22% dai consumatori e solo il 14% dagli esportatori esteri. Una bocciatura completa per la politica trumpiana che, guardando ai prossimi mesi, potrebbe disegnare un quadro ancora più preoccupante per gli americani. 

Infatti, se questo modello dovesse ancora persistere, entro ottobre i consumatori americani potrebbero arrivare “a sopportare fino al 67% dei costi”. D’altronde, evidenzia la nota, i dazi stanno già influenzando i prezzi al consumo: gli elettrodomestici e i prodotti tecnologici hanno registrato aumenti di prezzo fino a 7,5 punti percentuali in più rispetto alla tendenza storica. Non sorprende quindi se la banca stima che l’inflazione core possa salire al 3,2 % su base annua entro dicembre, ben al di sopra del target del 2% della Fed (di cui, senza dazi, si stimerebbe un valore vicino al 2,4%).

Un’analisi che arriva in scia a diversi dati macroeconomici. A luglio, l’indice dei prezzi al consumo negli Usa è salito dello 0,2% dopo aver guadagnato lo 0,3% a giugno. Nei 12 mesi fino a luglio, il Cpi è avanzato del 2,7%, invariato rispetto al tasso annuale di giugno. Gli economisti avevano previsto un aumento del Cpi dello 0,2% su base mensile e un incremento del 2,8% su base annua. Inoltre, secondo quanto evidenziato da Reuters, dal 1° febbraio, ossia da quando Trump ha dato il via alle guerre commerciali imponendo dazi sulle importazioni da Messico, Canada e Cina, almeno 333 aziende in tutto il mondo hanno reagito in qualche modo ai dazi.

 

L’attacco di Trump a David Solomon

La risposta di Trump ovviamente non si è fatta attendere. “Grazie ai dazi stiamo intascando migliaia di miliardi di dollari. Qualcosa di incredibile per il nostro Paese, per i nostri mercati e per tutto il resto”, ha dichiarato il numero uno americano sul suo social Truth. “È stato dimostrato che, anche in questa fase avanzata, i dazi non hanno causato inflazione o altri problemi per l’America”. Anzi, ha insistito Trump, porteranno “ingenti quantità di denaro nelle casse del nostro Tesoro”.

Inoltre, “è stato dimostrato che, per la maggior parte, i consumatori non sosteranno i costi di questi dazi: sono soprattutto aziende e governi, molti dei quali stranieri, a pagarne il conto”. E qui arriva l’attacco diretto all’a.d. dell’istituto.”David Solomon e Goldman Sachs si rifiutano di dare credito a chi lo merita. Hanno fatto una previsione sbagliata molto tempo fa sia sulle ripercussioni sul mercato che sui dazi stessi, e si sbagliavano, proprio come si sbagliano su così tante altre cose. Penso che David dovrebbe andare a cercarsi un nuovo economista o, forse, dovrebbe concentrarsi solo sul fare il dj, senza preoccuparsi di gestire un importante istituto finanziario, ha chiosato Trump. 

Il messaggio su Truth con cui Donald Trump ha attaccato l’amministratore delegato di Goldman Sachs, David Solomon. 

 

Immagine di Massimiliano Carrà

Massimiliano Carrà

Classe 1994 e laureato in scienze della comunicazione a Palermo (sua città natale), si è specializzato a Milano sostenendo un Master in Radio e New Media Management & Content al Sole 24 Ore. Iscritto dal 2020 all'Ordine dei Giornalisti pubblicisti, dopo le esperienze in Radio 24, Class Editori, Money.it, Forbes Italia e Il Giornale è entrato nel 2025 in Borsa&Finanza, dove si occupa di approfondimenti macro-economici, startup, interviste e imprenditoria. Ama lo sport, la letteratura, il cinema e il mare. Gli piace visitare posti nuovi e scoprire nuove culture.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari