Trump: il nuovo nemico è l'Europa (il vecchio è sempre la Fed)

TRUMP: IL NUOVO NEMICO? L’EUROPA (E IL VECCHIO E’ LA FED)

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A Davos il presidente Usa Donald Trump rinnova le minacce di nuove sanzioni all’Europa. Il presidente dell’Europarlamento Sassoli: “I dazi chiamano altri dazi”

 

Sembra quasi che adesso il “nemico” sia diventata l’Europa mentre al contrario, i rapporti con la Cina è come se andassero a gonfie vele, da sempre. Questo è Donald Trump. Prendere o lasciare, e questo vale anche per gli elettori americani che a novembre dovranno proprio decidere se affidarsi nuovamente al tycoon americano o se virare sul candidato democratico. Il presidente lo sa bene, e a Davos infatti non fa che sottolineare il buon stato di salute degli Stati Uniti nonostante i dati macro di oggi inerenti ai mutui abbiano riportato una brusca frenata: -1,2% nell’ultima settimana rivelata a fronte del +30,2% del periodo precedente. “L’accordo con la Cina è incredibile. Inizieremo la Fase Due molto presto.  I dazi sui prodotti cinesi sono state mantenute perché è bene negoziare per la Fase Due”. Come a dire: abbiamo lasciato intatte le tariffe esistenti ma solo per… rimuoverle, e questo lo ha ribadito anche in un’intervista a Fox Business.


Grafico indice Mutui settimanali in Usa by TradingEconomics

 

Squilibri commerciali e Digital Tax

Dicevamo dell’Europa. Trump ha voluto chiarire quali sono i rapporti commerciali tra le due parti:  “L’Unione Europea è più difficile da gestire, più di qualunque altro soggetto. Per anni hanno approfittato degli Stati Uniti. Noi speriamo di trovare un accordo ma in caso contrario, saremo obbligati ad applicare il 25% di tariffe sulle loro automobili” in riferimento di uno squilibrio commerciale tra Usa e Vecchio Continente che nel 2018 è stato di 169 miliardi di dollari a favore dell’Europa. Di dazi punitivi ha parlato a Davos anche Steven Mnuchin, parlando della Digital Tax: “Una tassa sul digitale  è discriminatoria per natura. Se si vogliono imporre arbitrariamente tasse sulle nostre aziende, allora noi punteremo a imporre tasse in modo arbitrario, a partire dal settore auto”, ha detto il segretario del Tesoro Usa al World Economic Forum. Dazi che minacciano anche l‘Italia e il Regno Unito se dovessero portare avanti i propositi di ua digita tax sui colossi Usa del Web (Amazon, Google, Facebok…).

 

La replica del presidente dell’Europarlamento

“Pagare le tasse è un atto di giustizia, ce lo hanno anche insegnato gli americani” ha commentato così le minacce brandite dagli Usa di dazi punitivi contro la Ue David Sassoli, presidente del Parlamento dell’Unione Europea. “Parlare di dazi significa chiamare altri dazi. Non è questo il mondo che vogliamo. Preferiamo sviluppare il commercio, fare accordi di libero scambio, ne abbiamo fatto uno ieri con il Vietnam e vogliamo continuare cosi. La risposta europea -ha concluso- sarà all’altezza delle iniziative che verranno prese”. Sulla Digital Tax, sembra che la Francia abbia assicurato un possibile accordo con gli Stati Uniti. “L’Italia dovrebbe fare come Parigi? Questa e’ una discussione europea” ha concluso Sassoli.

 

“Tutta colpa della Fed”

Abbassare le tasse sulle classi medie in tre mesi. Iniziative sanitarie. E ovviamente nuove critiche alla Fed. Questi altri passaggi dell’intervista a Donald Trump: “L’economia Usa è cresciuta più del previsto, ma vi assicuro che il nostro Pil avrebbe chiuso l’anno con un +4% se non fosse stato per gli errori della Federal Reserve” e cioè abbassare i tassi di interesse troppo tardi e troppo lentamente. Mosse che avrebbero, secondo Trump, frenato anche il Dow Jones: “Di 10.000 punti più alto, se non fosse stato per l’istituto centrale”.

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