Trump rimette in sesto Wall Street, quanto durerà stavolta?

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Nella seduta di ieri a Wall Street l’indice S&P500 ha terminato le contrattazioni con un rialzo del 2,51% a 5.288 punti, mentre il Nasdaq si è attestato a 16.300 punti dopo un balzo di 2,71 punti percentuali. Gli investitori hanno accolto bene le dichiarazioni di Donald Trump sui rapporti con il governatore della Federal Reserve Jerome Powell e sulla guerra commerciale Usa-Cina. Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di non aver intenzione di licenziare Powell. “Mi piacerebbe vederlo un po’ più attivo nell’abbassare i tassi di interesse”, ha aggiunto. Un abbassamento di toni notevole rispetto alle esternazioni rilasciate tra la fine della scorsa settimana e l’inizio di quella in corso. Trump aveva definito il numero uno della Banca centrale americana “un grande perdente“, dopo aver fatto credere di potergli dare il benservito.

Il presidente Usa ha fatto un passo indietro anche nel confronto commerciale con la Cina, esprimendo ottimismo sul fatto che un accordo potrebbe “ridurre sostanzialmente le tariffe”. Al riguardo, se ci sarà un’intesa, Trump ha promesso di “essere molto gentile” con la seconda superpotenza mondiale. Un’apertura importante dopo un botta e risposta a colpi di dazi e altre restrizioni al commercio. Attualmente i beni cinesi che entrano negli Stati Uniti sono assoggettati a un prelievo del 145%, mentre quelli americani che arrivano nel territorio cinese subiscono dazi al 125%. Inoltre il Dragone ha messo in atto altri provvedimenti contro gli Stati Uniti, come il divieto di esportare alcune terre rare chiave. Trump ha specificato che anche con un accordo le tariffe non torneranno a zero.

 

Wall Street: è troppo presto per comprare?

Ogni volta che si verifica un rimbalzo di sollievo a Wall Street, si discute dell’opportunità di entrare a mercato, nella speranza che il rally rialzista di lungo periodo riprenda. Diversi osservatori finanziari però suggeriscono che fino a quando non ci sarà un accordo globale sui dazi con una loro consistente riduzione, l’incertezza e la volatilità rimarranno elevate.

Il gestore patrimoniale anglo-americano Janus Henderson Investors vede il mercato statunitense meno attrattivo a causa della politica commerciale di Trump ed è per questo che valuta una riduzione dell’esposizione agli Stati Uniti. “Il 10% dell’esposizione dei nostri clienti potrebbe essere riallocato dagli asset Usa, dati i segnali di difficoltà dell’eccezionalismo statunitense”, ha detto Ali Dibadj, amministratore delegato dell’asset manager. “Il denaro può spostarsi in Europa, Cina, Medio Oriente e America Latina“. In particolare, la Cina presenta “alcune opportunità di investimento”, derivanti dal “disaccoppiamento del Paese dagli Stati Uniti e dalla spinta per l’autosufficienza nella sfera tecnologica”. Riguardo gli ultimi commenti del presidente Trump, il top manager ha detto che sebbene possano migliorare il sentiment nei confronti degli asset statunitensi, “è probabile che i livelli di incertezza rimangano elevati fino a quando non ci sarà una risoluzione duratura delle controversie sui dazi”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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