Donald Trump vuole mettere le mani sulle terre rare dell’Ucraina in cambio di aiuti militari ed economici. La proposta del presidente degli Stati Uniti arriva mentre si stanno lentamente sviluppando i colloqui per mettere fine alla guerra con la Russia. L’inquilino della Casa Bianca si è lamentato del sostegno finanziario e militare incondizionato dato al Paese dall’amministrazione Biden. Secondo le stime del Council on foreign relations, gli USA sono stati il più grande sostenitore dell’Ucraina con oltre 30 miliardi di dollari di aiuti e quasi 70 miliardi di dollari per l’assistenza alla sicurezza.
Ora però Trump vuole passare alla cassa. “Stiamo investendo centinaia di miliardi di dollari. Loro hanno disponibilità di terre rare” ha dichiarato. Su questo il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy sembra allineato. Una persona a lui vicina ha riferito che il leader ucraino ha offerto a Trump “condizioni speciali per la cooperazione sulle risorse chiave”, in modo da proteggerle da Paesi come la Russia e l’Iran. Ciò si incastra nel famoso “Piano della vittoria” che Zelenskyy ha presentato a settembre al presidente USA in cui, tra l’altro, si diceva disposto a condividere le risorse minerali critiche della nazione con gli alleati occidentali.
Terre rare e minerali critici: per Trump l’Ucraina come la Groenlandia?
L’Ucraina possiede grandi riserve di alcune materie prime come titanio, minerale di ferro, carbone, litio non sfruttato e uranio per un valore complessivo stimabile in decine di migliaia di miliardi di dollari. La guerra in corso rischia di distruggere queste riserve, o di farle finire sotto il controllo dei russi. Uno scenario che l’occidente e Kiev vorrebbero evitare. “Il controllo delle risorse minerarie è diventato parte della guerra”, ha detto Mustafa Nayyem, ex capo dell’agenzia statale ucraina per il ripristino e lo sviluppo delle infrastrutture. “Il Paese non sta lottando solo per il suo territorio, ma anche per il diritto di gestire la sua ricchezza strategica, che potrebbe essere un fattore cruciale per la sua ripresa”.
Dal canto suo, Trump sta mostrando grande interesse per le materie prime critiche e le terre rare nell’ambito dei suoi grandi obiettivi per l’economia americana. Infatti, il presidente USA ha puntato anche la Groenlandia, di cui non ha escluso l’annessione financo ricorrendo alla forza militare. L’isola appartenente al Regno di Danimarca – che comprende la Danimarca continentale e le isole Fær Øer – ha un potenziale di 38 minerali critici che includono i metalli delle terre rare come grafite, niobio, platino, molibdeno, tantalio e titanio. Sono tutte materie prime importanti per le tecnologie verdi emergenti, come turbine eoliche, veicoli elettrici e stoccaggio di energia, nonché per la sicurezza nazionale. L’obiettivo degli Stati Uniti è quello di sganciarsi dalla dipendenza della Cina, che attualmente controlla circa il 60% dei minerali critici. Il punto però è che la Groenlandia è poco propensa a cadere nelle braccia di Donald Trump.









