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Twitter: gli azionisti citano in giudizio la società ed Elon Musk

Twitter: gli azionisti citano in giudizio la società ed Elon Musk

In Twitter ancora una volta regna il caos. Gli azionisti hanno deciso di citare in giudizio la società ed Elon Musk per la gestione relativa all’acquisizione dell’azienda da parte del miliardario investitore. A giudizio dei partecipanti alla causa, la confusione che si è creata intorno a tutta la vicenda ha danneggiato il titolo in Borsa e quindi l’interesse degli azionisti. Da quando l’Amministratore Delegato di Tesla ha lanciato l’offerta di acquisto di Twitter, le azioni sono scese di quasi il 14%.

Questo ha agitato gli animi di coloro che avevano puntato sulla rivalutazione del titolo al punto che si sono uniti in un’azione collettiva imputando a Musk di aver violato le leggi aziendali della California, manipolando il mercato. Ad esempio, il 50enne sudafricano avrebbe ritardato di rivelare la sua partecipazione nell’azienda ottenendo benefici finanziari, oppure avrebbe nascosto il suo piano dall’inizio per entrare nel Consiglio di Amministrazione del social network. Ancora, l’enfant prodige avrebbe acquistato le azioni di Twitter una volta che conosceva informazioni privilegiate ottenute da conversazioni private con il management della società. La denuncia cita al riguardo Jack Dorsey, amico di lunga data di Musk, e Egon Durban il quale aveva investito nella società acquisita da Tesla, Solar City.

Non è finita qui. L’uomo più ricco del mondo è stato accusato di aver messo in dubbio l’accordo dopo aver firmato, tirando fuori la storia degli account falsi. Tutto ciò in palese violazione delle leggi californiane, secondo la causa. Tali lamentele sarebbero state messe in atto con lo scopo di negoziare a un prezzo migliore rispetto a quello proposto. In definitiva, Elon Musk avrebbe continuato a rilasciare dichiarazioni, inviare tweet e adottare comportamenti volti a creare incertezza in modo da abbassare il prezzo delle azioni Twitter, sperando di ritirare l’acquisto o negoziare nuovamente a un prezzo ribassato almeno del 25%. Questo significherebbe una riduzione di 11 miliardi di dollari del corrispettivo pagato.

 

Twitter-Musk: più che un accordo, un’odissea

La vicenda Twitter si arricchisce quindi di un nuovo capitolo, dopo le svariate turbolenze di questi quasi 2 mesi. Tutto è cominciato il 4 aprile quando il CEO di Tesla rivela una partecipazione del 9,2% nella società guidata da Parag Agrawal. L’obiettivo dichiarato di Musk è quello di apportare un cambiamento significativo nella gestione della piattaforma social, facendo rispettare la libertà di parola.

Nel frattempo Musk viene proposto nel CdA dell’azienda, ma egli vuole tutto e il 14 aprile lancia la proposta di acquistare Twitter per 44 miliardi di dollari a un prezzo di 54,2 dollari per azione. Dopo una certa indecisione, la società accetta e il mercato festeggia. Ma con Elon Musk non c’è mai nulla di scontato. Il suo dietrofront colpisce come un coltello di ghiaccio: l’accordo non può andare avanti se prima non viene risolto il problema degli account falsi che popolano la piattaforma. Il titolo Twitter si inabissa a Wall Street, perdendo il 18% in 2 sedute.

Molti cominciano a dubitare che le intenzioni da parte del visionario di Tesla siano reali. Intanto pochi giorni fa, viene lasciato scadere un prestito di margine di 6,25 miliardi di dollari che serviva per finanziare l’operazione. I nervi degli investitori sono stati tirati al massimo, al punto che è spuntata fuori questa causa. Adesso ci si domanda quale sarà il prossimo capitolo, rimanendo viva la sensazione che non sarà nemmeno l’ultimo.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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