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Twitter: Musk taglia altri dipendenti per evitare il default, cosa fare con l’azione?

Twitter lascia a casa altri dipendenti: rischio default per la società? Cosa fare con l'azione?

Dopo l’acquisizione di Twitter per 44 miliardi di dollari, Elon Musk continua a scuotere il social network. Nel primo discorso ai dipendenti il nuovo amministratore delegato non ha usato mezzi termini e si è spinto a parlare di “rischio fallimento” se l’uccellino non inizierà a generare più ricavi. Secondo Musk le perdite ammonterebbero a 4 milioni di dollari al giorno. Da qui la cura da cavallo pensata dal numero uno di Tesla (e ora di Twitter) che si è sbarazzato di metà dei dipendenti e della maggior parte dei top manager del gruppo nel giro di pochi giorni.

Tra gli altri provvedimenti draconiani decisi dall’AD il taglio del lavoro da remoto. Musk non se lìè presa solo con i propri dipendenti. Anche gli utenti del social network hanno dovuto sopportare la loro dose di preoccupazioni. In particolare la lotta senza quartiere dichiarata dall’AD agli account fake e la richiesta di pagamento per il bollino blu (circa 8 dollari) che certifica la veridicità dell’account. Su questa iniziativa, tuttavia, Musk è stato costretto a fare marcia indietro per il momento dopo un’invasione di account falsi.

 

Azioni Twitter: analisi tecnica e strategie operative

Andiamo ora a vedere come si sta muovendo l’azione quotata a Wall Street. Il trend sul titolo Twitter è rialzista, con i prezzi che dai minimi di periodo posti sui 32,50 dollari, toccati nel luglio del 2020, si sono spinti durante la scorsa ottava nei pressi dei 53,70 dollari. Nel breve le attese sono per una continuazione del movimento in atto che potrebbe portarsi sui massimi del 2022 situati sui 54,50 dollari. Nel caso in cui ci fosse il superamento di questi ultimi livelli si avrebbe un ulteriore rafforzamento della struttura grafica del titolo con possibili nuovi allunghi dei corsi in direzione dei 55,50 dollari e successivamente i 60,50 dollari. In questo contesto eventuali correzioni in direzione dei 48-48,50 dollari verrebbero lette come normali prese di beneficio, che potrebbero essere sfruttate per entrare in acquisto.

Al contrario, una discesa sotto i 48 dollari potrebbe aprire le porte a una fase correttiva che avrebbe un primo target posizionato sulla soglia dei 45 dollari. Nel caso in cui anche questi sostegni non dovessero porre un argine alle vendite si aprirebbero le porte a una fase ribassista più approfondita con possibili estensioni delle vendite verso i 42 dollari, dove transita la media mobile di lungo periodo, e a seguire i minimi di agosto 2022 situati nei pressi dei 38 dollari.

 

AUTORE

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Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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