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UBS: acquisizione Credit Suisse avverrà il 12 giugno, ecco cosa comporta

UBS: l'acquisizione di Credit Suisse avverrà il 12 giugno, ecco cosa comporta

La telenovela su quando UBS completerà l’acquisizione da 3 miliardi di franchi di Credit Suisse sta per giungere al termine, mettendo a tacere settimane di incertezza sulla posizione di oltre 100 mila dipendenti. La data fatidica per il closing dovrebbe essere il 12 giugno, con le azioni della banca svizzera salvata dal fallimento che saranno delistate dall’indice SIX il 13 giugno e da Wall Street il 12 giugno. Con l’uscita di scena di Credit Suisse, gli azionisti dell’istituto zurighese riceveranno 1 azione UBS per ogni 22,8 azioni possedute. Mentre tutte le obbligazioni di Credit Suisse saranno come emesse da UBS. La reazione in Borsa delle due banche è positiva fino a questo momento nelle contrattazioni di oggi. Le azioni UBS salgono dello 0,77% a 18,22 franchi, mentre il titolo Credit Suisse guadagna l’1,49% a 0,81 franchi.

 

La questione in sospeso delle garanzie statali

La chiusura dell’operazione avrebbe dovuto essere definita tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, secondo quanto aveva previsto UBS. Tuttavia, si è creato qualche ritardo per via del fatto che il gigante finanziario elvetico sta ancora negoziando con il governo svizzero in merito alla garanzia statale di 9 miliardi di franchi sulle perdite della banca che potrebbero scaturire dall’operazione. La condizione affinché si potesse fare la fusione era proprio quella di un intervento pubblico che coprisse il passivo, essenzialmente perché la situazione di estrema urgenza in quel momento non richiedeva tempo per una due diligence. Nella situazione attuale, se l’integrazione dovesse generare perdite, i primi 5 miliardi di franchi sarebbero assunti da UBS e i successivi 9 miliardi andrebbero a carico della collettività.

I termini principali dell’accordo di protezione dalle perdite dovrebbero essere fissati prima del closing, tuttavia le implicazioni normative potrebbero richiedere un allungamento dei tempi. In sostanza, si sta discutendo circa gli adeguamenti dei requisiti di liquidità e patrimoniali per l’entità combinata. Tra l’altro, UBS ha riferito che per questo motivo potrebbe slittare la pubblicazione della prossima trimestrale rispetto alla data prevista del 25 luglio, in modo da avere tempo a sufficienza per chiudere l’accordo e fornire i rendiconti finanziari combinati delle due banche.

 

Quale banca nascerà dalla fusione tra UBS e Credit Suisse?

La banca che risulterà dalla fusione comunque sarà un mega istituto finanziario che, con un bilancio da 1.600 miliardi di dollari, avrà il doppio delle dimensioni dell’economia di tutta la Svizzera. Questo già di per sé potrebbe essere un fattore di apprensione, considerate le ripercussioni a livello globale se qualcosa nel tempo dovesse andare storto. Le conseguenze per ora dovrebbero non essere allarmanti, dal momento che UBS ha stimato un guadagno su carta di circa 34,8 miliardi di dollari a seguito dell’acquisizione. La realtà combinata dovrebbe caricarsi però un ribasso di circa 13 miliardi di dollari delle attività di Credit Suisse, nonché fino a 4 miliardi di dollari di cause legali per diversi scandali finanziari portati avanti negli anni.

Infine, il personale di UBS passerà dalle 74 mila unità a circa 120 mila. C’è da dire che questa prospettiva è molto improbabile, perché richiederebbe l’assorbimento di tutto il personale Credit Suisse senza alcun licenziamento per tagliare i costi. “Riteniamo che il completamento dell’acquisizione sia un passo importante per avviare quello che consideriamo un lungo processo di integrazione e fare le cose”, ha affermato Michael Klien, analista di Zuercher Kantonalbank. “Sebbene il profilo di rischio di UBS sia cambiato in modo significativo, vediamo buone opportunità per gli investitori”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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