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UBS: azioni in volata dopo i conti, 3 mila licenziamenti in vista

UBS: azioni in volata dopo i conti, la banca lascia a casa 3 mila dipendenti

Le azioni UBS oggi volano alla Borsa di Zurigo, realizzando un guadagno di circa il 7% mentre ci si avvia verso la fine delle contrattazioni della giornata. Gli investitori hanno apprezzato i dati trimestrali della banca, che hanno riportato un utile di quasi 29 miliardi di dollari, ben al di sopra delle stime degli analisti di 12,8 miliardi di dollari. C’è da dire che tale risultato è stato determinato dalla grande plusvalenza una-tantum derivante dall’avviamento negativo di Credit Suisse, incorporato nella fusione di marzo che ha comportato un esborso per la principale banca elvetica di 3 miliardi di franchi.

Se si esclude questo aspetto, insieme alle spese legate all’integrazione e ai costi di acquisizione, l’utile prima delle imposte si è attestato a 1,12 miliardi di dollari. “Quando le persone guarderanno a questi numeri, capiranno chiaramente che questo avviamento negativo è il capitale necessario per sostenere 240 miliardi di dollari di attività ponderate per il rischio e le risorse finanziarie per affrontare una profonda ristrutturazione necessaria a Credit Suisse, perché la nostra analisi ha dimostrato che il modello di business non era più praticabile”, ha detto l’amministratore delegato di UBS Sergio Ermotti.

 

UBS: a casa 3 mila lavoratori

Il mercato ha giudicato positivamente anche il piano di UBS di tagliare oltre 10 miliardi di dollari di costi del personale, lasciando a casa solo in Svizzera 3 mila lavoratori. Questo stillicidio di posti di lavoro è inevitabile, ha sottolineato il CEO, anche perché molti sarebbero andati via di propria iniziativa e altrettanti sarebbero andati in pensione. Nel primo semestre dell’anno sono stati già 8 mila i dipendenti che hanno lasciato l’azienda.

Dei 3 mila lavoratori che perderanno il posto, un terzo sarà eliminato per effetto delle sovrapposizioni nelle attività bancarie nazionali. Il resto è per via di una mancanza di funzionalità nel gruppo. Con l’acquisizione di Credit Suisse, la forza lavoro di UBS è aumentata a circa 120 mila unità, generando esuberi che la banca quantifica in circa il 30% del totale e che verranno tagliati. Tuttavia, Ermotti non ha dato indicazioni precise su quale sarà il totale complessivo dei ruoli che scompariranno.

 

La decisione di assorbire Credit Suisse locale

La decisione di UBS sul taglio del costo del lavoro segue quella di assorbire l’unità di Credit Suisse in Svizzera, che ha rappresentato l’unica divisione in attivo. L’alternativa era di effettuare uno scorporo, ma alla fine la banca ha ritenuto più opportuno seguire la strada dell’integrazione. “La nostra analisi mostra chiaramente che una piena integrazione è il miglior risultato per UBS e l’economia svizzera”, ha detto Ermotti.

La mossa tuttavia non è stata molto apprezzata in Svizzera. Ethos, l’advisor che rappresenta i fondi pensione svizzeri e le fondazioni che possedevano partecipazioni in entrambe le banche, ritiene che la separazione dall’unità svizzera di Credit Suisse avrebbe evitato “un grave rischio sistemico per la Svizzera, un importante impatto negativo sull’occupazione e problemi per la concorrenza leale”.

Dai palazzi della politica sono arrivate altrettante critiche, in quanto si reputa che Credit Suisse svizzera intatta e indipendente avrebbe evitato lo sterminio di posti di lavoro. A giudizio di Alison Williams, analista senior di Bloomberg Intelligence, invece “la decisione di mantenere e integrare l’unità svizzera nazionale consente a UBS di consolidare la sua leadership competitiva nel mercato interno”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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