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Ucraina: sanzioni finanziarie alla Russia per 50 anni, ecco quali sono

Ucraina: sanzioni finanziarie alla Russia per 50 anni, ecco quali

Il Parlamento ucraino ha preso a maggioranza schiacciante una decisione storica: per 50 anni le istituzioni finanziarie russe, tra cui la Banca centrale, le banche commerciali, i fondi d’investimento e le altre imprese non potranno avere accesso ai mercati e alle attività in Ucraina. La mossa è stata votata da 325 deputati e costituisce un inasprimento sanzionatorio dopo l’invasione da parte dell’esercito di Mosca del territorio ucraino il 24 febbraio del 2022, un anno fa. “Si tratta di un blocco totale dell’accesso ai mercati e alle attività in Ucraina da parte delle istituzioni finanziarie della Federazione Russa. Un blocco totale. Dovremmo indebolirla con tutti i mezzi a disposizione. È il settore finanziario che è un ‘donatore’ strategico di questa guerra”, ha scritto su Facebook Andriy Pyshniy, governatore della Banca Nazionale Ucraina.

Sulle sanzioni si è espresso anche il ministro dell’Economia ucraino Yulia Svyrydenko, che ha precisato che il provvedimento colpirà centinaia di banche e decine di migliaia di istituzioni finanziarie registrate in Russia. “Le misure includono il divieto di transazioni con attività di proprietà delle istituzioni finanziarie della Federazione Russa, il divieto di stabilire relazioni commerciali e il divieto di transazioni e investimenti in istituzioni finanziarie russe”, ha riferito.

 

L’Ucraina fa pressione sull’Occidente per altre sanzioni alla Russia

Non è questa la prima volta che l’Ucraina interviene con meccanismi sanzionatori nei confronti del paese guidato da Vladimir Putin. Kiev aveva già imposto misure verso funzionari e uomini d’affari russi, impedendo loro di possedere terreni, partecipare alla privatizzazione statale, effettuare acquisti di beni pubblici, fornire servizi e trasferire tecnologie. Tra l’altro, il governo guidato da Volodymyr Zelensky sta facendo pressioni verso l’Occidente affinché imponga ulteriori provvedimenti contro Mosca, come quello verso il settore nucleare.

L’Europa intanto sta preparando un nuovo pacchetto di sanzioni mirato a restringere i beni utilizzati dall’esercito russo, come componenti, mezzi tecnologici, veicoli pesanti, macchinari industriali e terre rare. Inoltre, da Bruxelles potrebbero scattare obblighi di segnalazione per le banche e altri operatori che detengono attività russe sanzionate. Nel contempo, il G-7, insieme all’Ue, è pronto a creare un nuovo strumento di coordinamento sull’applicazione delle sanzioni esistenti contro la Russia. Tale strumento è denominato proprio “meccanismo di coordinamento dell’applicazione” e mira a rafforzare la condivisione delle informazioni e altre azioni, in relazione a paesi e aziende di ogni parte del mondo che sono sospettati di favorire la guerra Russia-Ucraina eludendo o minando le sanzioni.

L’obiettivo è quello di mettere ancora di più Putin all’angolo, con la prospettiva che si convinca che l’estenuante conflitto che sta portando avanti in maniera scellerata porterà solamente alla dissoluzione economica e finanziaria del proprio paese. Dai continui colloqui di pace saltati non sembra ancora che i tempi siano maturi per un grande passo indietro. Nella speranza che nel frattempo la situazione non scivoli verso soluzioni impensabili fino a qualche tempo fa.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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