Anche il mondo tech si divide in due blocchi, quello Usa contro quello cinese. E se Nvidia punta sulla collaborazione con Intel, Pechino blocca gli ordini di chip delle sue aziende verso il colosso di Santa Clara. Gli esperti di esperti di Vontobel analizzano lo scenario nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
È un mondo sempre più spaccato in due macroblocchi quello della tecnologia: da un lato la Cina, dall’altro l’America. In mezzo l’azienda a più grande capitalizzazione del pianeta, quella che maggiormente ha saputo sfruttare finora le opportunità dell’AI. In un contesto geopolitico delicato, i contrasti tra la prima e la seconda economia del globo si stanno intensificando proprio sul fronte tech. Se qualche mese fa il fondatore di Nvidia, Jen-Hsun Huang, aveva evidenziato l’importanza di essere il chip di riferimento usato dagli sviluppatori AI di tutto il mondo, Cina in testa, negli ultimi giorni le mosse di Pechino e delle sue aziende rischiano di scardinare le prospettive del colosso californiano.
Dopo aver puntato i fari dell’antitrust su Nvidia, i vertici dell’ex Celeste Impero hanno invitato le aziende locali a interrompere l’acquisto di tutti i chip di intelligenza artificiale di Nvidia e di terminare gli ordini esistenti. Tra queste colossi come ByteDance e Alibaba. Secondo alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, la domanda per la nuova scheda RTX6000D, l’ultimo chip di intelligenza artificiale progettato per il mercato cinese, avrebbe effettivamente registrato una richiesta debole.
Il tutto si inserisce in un contesto in cui l’arena competitiva in Cina si fa sempre più sfidante. Oltre a DeepSeek e Albaba, ora anche Huawei Technologies ha annunciato una nuova generazione di chip Ascend e di memorie ad alta larghezza di banda per accrescere la sua presenza nel mercato dell’AI. In tutta risposta e a sorpresa, Nvidia ha annunciato un investimento da 5 miliardi di dollari in Intel. Per il momento l’azienda di Jen-Hsun Huang non affiderà la produzione di propri chip a Intel, tuttavia l’accordo include un piano per lo sviluppo congiunto di chip per PC e data center. Un deal che mette sotto pressione Tsmc e che rende Nvidia sempre più un’architrave dell’economia americana e della geopolitica internazionale.









