Unicredit: azioni volano dopo utili record e stop a ops su Banco Bpm

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Le azioni Unicredit sono in forte rialzo oggi alla Borsa di Milano, dopo che la società ha presentato i conti trimestrali riportando un utile netto da record e annunciato il ritiro dell’offerta pubblica di acquisto su Banco Bpm. Il titolo della seconda banca italiana è arrivato a guadagnare circa 4 punti percentuali a Piazza Affari, con gli investitori entusiasti anche del miglioramento della guidance.

 

In questo articolo:

 

  • Unicredit: forte trimestrale e miglioramento della guidance
  • Orcel abbandona la scalata a Banco Bpm

 

Unicredit: forte trimestrale e miglioramento della guidance

Il Consiglio di amministrazione di Unicredit ha approvato i conti finanziari del secondo trimestre 2025, con il gruppo che ha dato ancora una volta prova della sua solidità finanziaria. Tuttavia, qualche piccola ombra si è vista sul bilancio del colosso guidato da Andrea Orcel. Ad esempio, i ricavi di 6,13 miliardi di euro sono scivolati del 3,3% rispetto ai 6,33 miliardi di euro del secondo trimestre 2024. Ciò per effetto di un calo della redditività netta da interessi, del 2,8% a 3,46 miliardi di euro, delle commissioni dell’1% a 2,12 miliardi di euro, del risultato dell’attività di negoziazione del 57,7% a 0,19 miliardi di euro, e di altri oneri/proventi del 32,9% a 0,04 miliardi di euro.

L’utile netto di 3,36 miliardi di euro ha registrato un balzo del 25,1% anno su anno, segnando il massimo di sempre, ma il risultato tiene conto degli impatti una tantum relativi soprattutto alla partecipazione di Unicredit in Commerzbank. L’utile rettificato risulta di 2,9 miliardi di euro, comunque massimo storico. Il risultato lordo di gestione, che non include i profitti netti da investimento per 0,87 miliardi di euro, ha registrato un calo del 5,5% anno su anno a 3,81 miliardi di euro.

“Conseguire questi risultati nell’attuale ambiente macroeconomico rende questo un traguardo ancora più significativo per il team, il quale continua a superare le aspettative anche quando non dovrebbe essere possibile farlo”, ha affermato Orcel. “Unicredit si trova decisamente nella fase di accelerazione di Unicredit Unlocked (piano strategico triennale, n.d.r.), producendo risultati superiori al piano e al contempo rafforzando e proteggendo la nostra banca per il futuro”.

Forte dei risultati conseguiti, la banca ha alzato la guidance per il 2025. I ricavi netti 2025 sono previsti a oltre 23,5 miliardi di euro, mentre il margine d’interesse è stato migliorato a “una diminuzione in punti percentuali mid-single digit rispetto al 2024″ e le commissioni sono state confermate con un “aumento in punti percentuali mid-single digit rispetto al 2024″, ha scritto la società nel comunicato.

Gli azionisti riceveranno remunerazioni complessive per 9,5 miliardi di euro nell’intero anno, di cui almeno 4,75 miliardi di euro sotto forma di dividendi in contanti. Unicredit ha anche aggiornato le ambizioni per il 2027, con un utile netto di almeno 11 miliardi di euro e una distribuzione agli azionisti di almeno 30 miliardi di euro tra il 2025 e il 2027, la metà dei quali in dividendi. La performance del gruppo “ci ha permesso di alzare la nostra guidance per il 2025 e le nostre ambizioni per il 2027”, ha detto Orcel. “Guardiamo al futuro con fiducia”.

 

Orcel abbandona la scalata a Banco Bpm

La chiamata agli utili di Unicredit è arrivata poco dopo che l’istituto bancario di Gae Aulenti ha annunciato il ritiro dall’ops su Banco Bpm. Il Cda ha preso questa decisione attribuendo al golden power del governo la motivazione della scelta, sebbene il Tar del Lazio avesse parzialmente bocciato il provvedimento e la Commissione europea lo avesse praticamente smontato pezzo per pezzo spingendo l’esecutivo verso un nuovo decreto.

Secondo Unicredit, la clausola del golden power, insistentemente invocata dai vertici di Banco Bpm, ha impedito alla banca di Orcel di dialogare con gli azionisti del Banco “nel modo in cui un normale processo di offerta avrebbe consentito” e che avrebbe permesso agli stessi azionisti di “comprendere il valore creato dalla combinazione”. Nel frattempo, la Consob ha sospeso per 30 giorni l’ops in scadenza il 23 luglio. “Pur accogliendo con favore i significativi progressi compiuti con il Tar, la DG Comp dell’Unione europea e il governo italiano, i tempi per una risoluzione definitiva della questione golden power vanno ben oltre la scadenza della nostra offerta e anche di quella della sospensione decisa oggi dalla Consob”, si legge nel comunicato di Unicredit. Pertanto, “abbiamo deciso di ritirare l’offerta”.

Pietro-Carlo Padoan, presidente di Unicredit, ha affermato che la combinazione “avrebbe apportato un enorme valore aggiunto per tutte le parti interessate”, ma “il processo di offerta deviato e la continua incertezza hanno reso questa situazione insostenibile”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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