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UniCredit: ottimo primo trimestre, alzati dividendi e buyback

UniCredit: primo trimestre forte, alzati dividendi e buyback

UniCredit continua a produrre risultati aziendali di grande qualità e nei conti del primo trimestre 2024 registra l’ennesima performance straordinaria e il tredicesimo trimestre consecutivo di alta redditività, che si accompagna a una struttura patrimoniale granitica. Su tali basi, la seconda banca italiana può offrire un’elevata remunerazione per gli azionisti.

l risultati trimestrali sono stati supportati da “un contesto nettamente migliorato per le commissioni e le masse gestite, dalla nostra attenzione per i clienti e verso le nostre fabbriche prodotto tradottasi in uno slancio commerciale eccezionale, e da un margine di interesse resiliente” ha affermato l’amministratore delegato Andrea Orcel. Tuttavia, l’a.d. ha sottolineato che “pur continuando a investire, rimaniamo vigili sui costi e raccogliamo i benefici delle iniziative che abbiamo assunto in precedenza”. Gli investitori hanno reagito comprando le azioni UniCredit a Piazza Affari.

 

UniCredit: i risultati trimestrali nel dettaglio

Nel primo trimestre 2024, UniCredit ha realizzato ricavi complessivi per 6,37 miliardi di euro, in crescita del 7,4% rispetto ai 5,93 miliardi di euro dello stesso periodo dello scorso anno. Nel dettaglio, il margine di interesse è salito dell’8,5% a 3,58 miliardi di euro, per effetto di maggiori tassi sui finanziamenti alla clientela e da più alti ritorni sul portafoglio di investimenti che riflettono i più elevati tassi di mercato, controbilanciando i maggiori costi di finanziamento e i minori volumi di prestiti. Le commissioni nette sono aumentate del 3,3% a 2,10 miliardi di euro, trainate principalmente da migliori commissioni su investimenti e dalla crescita delle commissioni relative ai pagamenti. I proventi da negoziazione hanno fatto un balzo del 20,4% a 558 milioni di euro, grazie in particolar modo alle dinamiche legate alla clientela e ai tassi più elevati.

L’utile netto di periodo si è attestato a 2,56 miliardi di euro, con una crescita del 23,9% anno su anno. Gli analisti si aspettavano guadagni per 2,1 miliardi di euro. Il rapporto costi/ricavi nel primo trimestre 2024 ha raggiunto il 36,2% in calo di 3 punti percentuali su base annua.

Sul fronte della solidità patrimoniale e finanziaria, il CET1 Ratio è al 16,23%, in crescita di venti punti base rispetto al primo quarto del 2023. Nel medesimo periodo, i crediti deteriorati lordi sono diminuiti del 4% a 12,09 miliardi di euro.

 

Guidance, dividendi e buyback

La società ha comunicato che per l’intero anno l’utile netto dovrebbe superare gli 8,5 miliardi di euro, “sostanzialmente in linea” con il risultato del 2023 di 8,6 miliardi, al netto di una svalutazione delle attività fiscali. Inoltre, successivamente al rilascio dei dati del primo trimestre del 2024 e a seguito dell’approvazione degli azionisti e dell’autorità di vigilanza, verrà avviata la seconda tranche del programma di riacquisto di azioni proprie sull’utile netto 2023 per 3,1 miliardi di euro, sulla base delle condizioni di mercato. Una prima tranche di 2,5 miliardi di euro è stata chiusa il 7 marzo dell’anno in corso.

Per quanto riguarda il 2024, le distribuzioni totali sono attese a circa 10 miliardi di euro, dei quali 3 miliardi sottoforma di dividendi pagati ad aprile 2024, 1,1 miliardi di euro di buyback a valere sul 2023 già eseguito durante il primo trimestre dell’anno in corso, 3,1 miliardi di euro relativi al residuo del riacquisto di azioni proprie a valere sul 2023, e circa 3 miliardi di euro di acconto sulla distribuzione dei dividendi sul 2024.

Il gruppo bancario prevede infine che i pagamenti nel 2025 e nel 2026 saranno superiori a quelli del 2024, per effetto di una politica di distribuzione dei dividendi almeno pari al 40% e a riacquisti di azioni proprie con limite massimo corrispondente alla generazione organica di capitale in combinazione con l’impiego del capitale in eccesso. Qualora quest’ultimo dovesse essere utilizzato per “opportunità di crescita inorganica”, a quel punto il livello delle distribuzioni nei prossimi due anni sarebbe dipendente dal rendimento delle acquisizioni.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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