USA: come la crisi idrica sta mettendo a rischio le aziende agricole - Borsa&Finanza

USA: come la crisi idrica sta mettendo a rischio le aziende agricole

USA: come la crisi idrica sta mettendo a rischio le aziende agricole

La siccità negli USA rappresenta un grande rischio per tutta l’industria agricola. Tale affermazione arriva da un rapporto di Morningstar Sustainalytics e The Water Council. Lo studio mette in luce come una crisi idrica in Nord America, oltre quella che quest’anno ha colpito il bacino del fiume Colorado, minacci l’interruzione della catena di approvvigionamento alimentare. Si tratta della falda acquifera di Ogallala nelle Grandi Pianure, che è la principale fonte d’acqua per l’agricoltura nel Midwest, oltre che una delle più grandi al mondo.

Secondo le stime del report, nei prossimi 30 anni la falda rischia l’esaurimento di acqua nella parte meridionale e occorreranno oltre 6.000 anni per rimetterla in sesto attraverso le piogge. L’area è anche quella a più alta intensità di acque sotterranee negli Stati Uniti, dove il 90% dell’acqua viene utilizzata per scopi di irrigazione. Di conseguenza, il pompaggio intensivo delle acque sotterranee contribuisce ad esaurire le falde acquifere.

Una previsione allarmante in quanto quella zona degli USA fornisce i prodotti agricoli che poi si trovano nei supermercati di tutta la nazione. Le Grandi Pianure, infatti, producono circa il 25% di tutte le colture negli Stati Uniti, soprattutto materie prime come grano, mais, sorgo, erba medica e cotone, per un valore complessivo di oltre 35 miliardi annui.

 

 

USA: ecco chi gestisce meglio il rischio idrico

Attualmente sono molte le società americane attive nella Regione delle Grandi Pianure e che sono sottoposte agli stress della crisi idrica. Il report però cita due aziende che si elevano rispetto alle altre nella gestione dei rischi: General Mills e Tyson Foods. La prima include marchi come Cheerios, Betty Crocker e Blue Buffalo, mentre la seconda è in questo momento il più grande produttore statunitense di pollo, maiale e manzo.

Gli studiosi sottolineano gli sforzi compiuti dalle due società nella catena di approvvigionamento. “Entrambi stanno affrontando i rischi legati all’acqua meglio dei loro coetanei. La gestione del rischio idrico di General Mills all’interno delle sue operazioni dirette e della sua catena di approvvigionamento si è rivelata solida. Anche Tyson Foods ha ottenuto risultati migliori rispetto ai suoi pari, anche se leggermente inferiori in confronto alla rivale”, hanno scritto nel rapporto di ricerca.

Per fare questo, General Mills sta collaborando con gli agricoltori e le organizzazioni locali, ha riferito Margot Conover, responsabile della gestione dell’acqua presso l’azienda. L’obiettivo è quello di “dare vita ai principi dell’agricoltura rigenerativa e creare risultati positivi a beneficio sia delle persone che del pianeta”, ha affermato.

 

Siccità: un problema per gli investitori

Gli investitori devono prestare attenzione nelle allocazioni di portafoglio, alla luce di queste considerazioni. Secondo Matt Howard, Vicepresidente della gestione dell’acqua presso The Water Council, i gestori patrimoniali dovranno comprendere il rischio correlato all’acqua relativamente alle società su cui investono, in modo da essere meglio posizionati per premiare quelle aziende che gestiscono bene l’aspetto idrico. In tale contesto, la Securities and Exchange Commission sta ultimando le regole climatiche che richiedono alle società quotate in Borsa di rivelare la quantità di attività sottoposte a stress idrico e il consumo totale di acqua che tali attività richiedono.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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