L’attesa è finita: oggi il mondo conoscerà il nome del prossimo presidente USA. Ciò a meno di ulteriori prolungamenti dettati dal conteggio dei voti in alcuni stati, il che potrebbe richiedere ancora qualche giorno prima di svelare ufficialmente chi siederà alla Casa Bianca. Se però il voto dovesse essere contestato, allora per l’esito finale potrebbero volerci settimane. Al momento l’incertezza è elevatissima. Almeno 7 stati chiave sono in bilico e quello che sembrava essere una roccaforte di Donald Trump, lo Iowa, gli ultimi sondaggi lo danno in mano a Kamala Harris. In definitiva, le elezioni USA probabilmente si decideranno per una manciata di voti.
USA: ecco le sfide del prossimo presidente
Intanto analisti e investitori si interrogano su quali saranno le sfide che il leader dei repubblicani o quello dei democratici dovrà affrontare in caso di vittoria alle urne. Secondo Mohamed El-Erian, presidente del Queens’ College di Cambridge e consigliere di Allianz e Gramercy, sono almeno cinque.
La prima consiste nel sostenimento della crescita attraverso “la diffusione intelligente delle innovazioni” nei settori dell’intelligenza artificiale, delle life sciences, dell’energia verde, della difesa, dell’assistenza sanitaria e della sicurezza alimentare. In questo ambito, occorre avere “approcci normativi più dinamici” nell’ambito della promozione dell’innovazione e di una “migliore comprensione del rischio di equilibrio” tra la perdita di posti di lavoro e il vantaggio del miglioramento delle competenze.
La seconda riguarda il deficit di bilancio e il debito in rapido e costante aumento. Attualmente il primo è al 6% del PIL e il secondo al 120% del PIL. “Entrambi sono su un percorso insostenibile”, sottolinea l’esperto. Questo significa che occorre una riforma del sistema fiscale, una razionalizzazione della spesa e maggiori risorse per gli investimenti. A dire il vero, le politiche fiscali in programma dei due candidati alla Casa Bianca farebbero aumentare l’indebitamento degli Stati Uniti, secondo i principali studi effettuati sul tema.
La terza sfida è il contenimento degli strumenti economici preferiti dai due leader. In buona sostanza, Trump dovrebbe resistere all’impeto di aumentare i dazi e di effettuare i tagli fiscali; Harris a quello di eccedere nella regolamentazione e nella politica industriale.
La quarta sfida sta nel ripristino della credibilità della leadership americana nel contesto economico e finanziario globale, in modo da contrastare la frammentazione ed evitare shock violenti con maggiore frequenza.
Infine, una sfida cruciale del prossimo presidente è la comunicazione. Riportare i fatti nel giusto modo potrebbe avere un impatto decisivo sull’economia e sui mercati. Ad esempio, la Federal Reserve ha commesso l’errore, secondo El-Erian, di definire l’inflazione transitoria quando poi è salita al 9%; Trump invece ha comunicato bene all’indomani del suo mandato alla Casa Bianca nel 2016 quando ha usato toni concilianti sull’economia “trasformando le perdite del mercato azionario in guadagni”.









