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USA: in arrivo i nuovi dazi sulla Cina, ecco i settori più colpiti

USA: in arrivo i nuovi dazi sulla Cina, ecco i settori più colpiti

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden renderà noti questa settimana i nuovi dazi su alcuni beni esportati dalla Cina in USA. Si tratta di un passaggio molto importante in vista delle elezioni che si terranno a novembre di quest’anno. La decisione perché in un momento cruciale per il Paese, alle prese con un conflitto commerciale e tecnologico senza precedenti con la seconda superpotenza economica mondiale.

Le tensioni tra Washington e Pechino sono molto alte, dopo una serie di botta e risposta a suon di restrizioni che hanno riguardato soprattutto il settore dei chip. Gli USA temono che l’avanzata cinese rappresenti una minaccia non solo per l’economia americana ma anche per la sicurezza militare, il che inasprisce ulteriormente i rapporti tra le due nazioni.

Biden sta rivedendo tutti i dazi imposti dal suo predecessore Donald Trump e sta valutando su quali settori confermare o incrementare le tariffe e su quali soprassedere. Tutto questo nel tentativo di trovare un equilibrio tra il contenimento dell’ascesa delle aziende cinesi ed evitare che una politica troppo protezionistica impatti negativamente sulla crescita e/o alimenti l’inflazione.

 

USA: ecco i settori colpiti dai dazi sulla Cina

Il comparto che con ogni probabilità sarà maggiormente colpito dai dazi sono le auto elettriche. Biden ha intenzione di portare le tariffe dal 27,5% al 102,5%. Si tratta di un aumento di quasi quattro volte, giustificato dalla crescita poderosa delle case automobilistiche cinesi. BYD è diventato il più grande venditore di veicoli a batteria al mondo superando Tesla già dallo scorso anno e può contare su una struttura di business di integrazione verticale che gli permette di tenere i costi bassi risultando più competitivo. Il colosso cinese sta cercando di espandersi all’estero, facendosi largo in Europa mentre la strada negli Stati Uniti è preclusa dal clima poco accogliente predisposto dalle autorità americane.

I dazi esistenti avevano già in buona parte tagliato fuori i produttori cinesi dal territorio statunitense. L’aumento delle tariffe servirà per creare una barriera ancora più granitica, ma non avrà un impatto così rilevante. Tra l’altro, le aziende cinesi hanno intenzione di andare a costruire in Messico e aggirare così i dazi USA, sfruttando l’accordo trilaterale USA-Messico-Canada. Il candidato alla Casa Bianca Donald Trump ha affermato che Biden avrebbe dovuto applicare queste tariffe già quattro anni fa e che, se sarà presidente dopo il voto di novembre, imporrà dazi del 200% sulle auto di fabbricazione cinese prodotte in Messico.

Tra gli altri settori oggetto di inasprimento vi sono quelli l’acciaio e l’alluminio. I dazi potrebbero aumentare del 25% su alcuni prodotti che in questo momento hanno un’aliquota del 7,5% o nulla. Trump ha promesso l’applicazione di una tariffa del 60% su tutti i beni cinesi, ma tale ipotesi è stata respinta dall’amministrazione Biden in quanto ritenuta foriera di pericolose spirali inflazionistiche.

 

I settori risparmiati

Alcuni settori verranno risparmiati dai dazi di Biden, o comunque riceveranno un approccio più morbido. Su tutti soprattutto i pannelli solari. La Casa Bianca vorrebbe escludere alcuni articoli come i macchinari utilizzati per produrre i componenti per i pannelli, venendo incontro ad alcune aziende che denunciano problemi alla catena di approvvigionamento. Questo tuttavia contrasta con l’obiettivo di Biden di accaparrarsi le forniture relative all’energia pulita che in questo momento sono appannaggio della Cina. C’è da dire che le aziende cinesi esportano negli Stati Uniti pannelli solari principalmente dall’estero, il che permetterebbe comunque di aggirare eventuali restrizioni.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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