Tutto su USD1, la stablecoin di Trump ancorata al dollaro

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Dopo le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi, è arrivata l’ufficialità: World Liberty Financial, la piattaforma di finanza decentralizzata fondata nel 2024 da DT Marks DeFi, entità affiliata a Donald Trump e alla sua famiglia, è pronta a lanciare USD1, la sua stablecoin proprietaria ancorata al valore del dollaro statunitense con un rapporto di 1:1. Lo sviluppo della valuta digitale è affidato a Rich Teo, il cofondatore e amministratore delegato di Paxos.

Manca ancora la data di lancio, ma dai primi dettagli è emerso che inizialmente gli USD1 verranno coniati sulle blockchain di Binance Smart Chain ed Ethereum, con in vista il passaggio ad altri protocolli. La stable sarà sostenuta da Treasury Bill (T-Bill, i buoni del Tesoro statunitense a breve termine, con scadenza a un anno o inferiore), depositi in dollari e altri strumenti cash, mentre BitGo, la piattaforma di vendita al dettaglio che permette agli utenti di acquistare, vendere, custodire e investire in criptovalute, farà da depositario. Non mancano, però, polemiche e opacità in merito a questa operazione.

 

In questo articolo:

 

  • Cos’è USD1, la stablecoin di Donald Trump
  • Perché Trump punta sulle stablecoin
  • I prossimi passi di USD1

 

Cos’è USD1, la stablecoin di Donald Trump

Una stablecoin “pronta per le istituzioni”: così World Liberty Financial Inc presenta la sua stable in un comunicato ufficiale. USD1 è una versione digitale del dollaro: ogni token può essere riscattato in cambio di un dollaro, interamente supportato da un portafoglio di riserve verificato regolarmente da una società contabile terza. Con questa mossa, WLFI lancia la sua sfida alle private Tether (la società di USDT, la stablecoin più famosa e diffusa) e Circle che emette USDC. L’obiettivo è far diventate USD1 la valuta digitale di riferimento per gli scambi internazionali fra investitori sovrani e grandi istituzioni finanziarie. Chi investirà nella stablecoin finirà per acquistare debito americano: il modello di investimento serve infatti a sostenere il bilancio e a finanziare i programmi di spesa pubblica.

“USD1 offre ciò che i progetti di crypto algoritmiche e anonime non possono garantire: l’accesso al potere della DeFi sostenuta dalla credibilità e dalle garanzie dei nomi più rispettati della finanza tradizionale – spiega Steven Witkoff, l’imprenditore immobiliare nominato inviato speciale per il Medio Oriente e co-fondatore di World Liberty Financial –. Stiamo offrendo una stablecoin di dollaro digitale che gli investitori sovrani e le principali istituzioni possono integrare con fiducia nelle loro strategie per transazioni transfrontaliere sicure e senza soluzione di continuità”.

Nelle ultime ore, il sito ufficiale di WLFI riporta che Trump e la sua famiglia avrebbero ceduto il 20% della loro partecipazione nella società madre. Ora DT Marks DeFi possiederebbe solo il 40% delle quote della holding dal 60% precedente. Tuttavia non vengono comunicate la data dell’operazione e la modalità della vendita. DT Marks DeFi è “un’entità affiliata a Donald J. Trump e ad alcuni membri della sua famiglia”, si legge nella sezione governance del portale. I rappresentanti di World Liberty Financial e degli interessi commerciali dei Trump non hanno risposto alle richieste di chiarimento che sono arrivate da parte del sito specializzato CoinDesk.

 

Perché Trump punta sulle stablecoin

Al suo secondo mandato, il presidente degli Stati Uniti si sta schierando apertamente a favore delle criptovalute: in campagna elettorale ha promesso di trasformare gli States nella “capitale mondiale delle crypto”; arrivato alla Casa Bianca ha prima lanciato la meme coin $TRUMP e ha poi firmato un ordine esecutivo per creare una riserva strategica di Bitcoin e altre valute digitali, da Ethereum a Solana e Cardano. Il Senato ha inoltre approvato il Genius Act, la legge sulle stablecoin che regolamenta a livello federale le stable, pronte a salvare il dollaro americano.

Il Congresso ha discusso per mesi i disegni di legge per regolamentare il ruolo delle stablecoin nel sistema globale dei pagamenti digitali. Questo processo di normalizzazione sta spingendo il mercato delle stable, che ha superato i 230 miliardi di dollari di valore complessivo. World Liberty Financial, il protocollo DeFi della famiglia Trump, promuove l’adozione di cripto-attività, stablecoin e Web3, permettendo agli utenti di investire in asset digitali senza passare per intermediari e sistemi bancari tradizionali, abbattendo i costi di transazione e migliorando l’accessibilità.

WLFI ha costruito un portafoglio diversificato con significativi investimenti in ETH, USDT, wBTC, TRX, USDC, MOVE, WHITE e ONDO. La gestione è attualmente in mano ai figli di Trump – Barron, Eric e Donald Jr. – con la società WLF Holdco LLC con sede nel Delaware. Non mancano accuse di conflitto d’interessi in merito a quest’entità, dal momento che World Liberty Financial incasserà cedole e interessi dalle conversioni delle valute fiat in USD1 e dalle successive riconversioni. Un’altra critica è quella sollevata da Giancarlo Giorgetti in una sua recente dichiarazione. “Si parla moltissimo dei dazi americani, ma a me preoccupa soprattutto l’utilizzo delle criptovalute, o meglio delle stablecoin, per riaffermare il signoraggio del dollaro nel mondo”, ha detto il ministro dell’Economia italiano.

 

I prossimi passi di USD1

Le riserve di USD1 saranno custodite da BitGo, con BitGo Prime (il servizio di prime brokerage della piattaforma) che supporterà la stablecoin, fornendo ai clienti istituzionali accesso a profonda liquidità e trading con una custodia qualificata assicurata e regolamentata.

“Il lancio di USD1 rappresenta un significativo progresso negli asset digitali pronti per le istituzioni – sottolinea Mike Belshe, l’amministratore delegato di BitGo –. I nostri clienti richiedono sicurezza ed efficienza e questa partnership con WLFI offre entrambe le cose, combinando una profonda liquidità con la garanzia che le riserve siano detenute e gestite in modo sicuro all’interno di una custodia regolamentata e qualificata”.

In attesa di conoscere la sua data di debutto, USD1 è presentato come uno strumento di pagamento e di risparmio che “dà priorità alla stabilità attraverso il suo approccio conservativo”, perfetto per l’adozione nei Paesi ad alta inflazione. “Evitando complessi meccanismi di generazione di rendimento – si legge nel comunicato di World Liberty Financial –, USD1 offre la chiarezza e la sicurezza richieste per un’adozione istituzionale più ampia”.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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