USDT, la stablecoin di proprietà di Tether, sarà messa al bando dall’Europa se entro il 30 dicembre non si adegua ai severi requisiti del Markets in Crypto-Assets (MiCA). In sostanza, la stablecoin più importante al mondo non potrà essere negoziata dai cittadini europei. Tutti gli exchange operativi ed autorizzati a operare nel Vecchio Continente non potranno più permettere di negoziare le valute digitali tramite USDT. Nelle ultime settimane la terza criptovaluta al mondo per market cap dietro Bitcoin ed Ethereum è già stata delistata da Coinbase.
Il MiCA è un regolamento approvato nell’aprile 2023 e destinato a entrare in vigore nel 2024 secondo cui le stablecoin devono soddisfare alcune condizioni molto severe in tema di trasparenza, revisione contabile e garanzia delle riserve. L’obiettivo è quello di proteggere i consumatori e gli investitori da rischi come frodi e manipolazioni di mercato. Tra l’altro, il regolamento punta a promuovere l’innovazione e la concorrenza nel settore, affrontando argomenti importanti come il riciclaggio di denaro e il finanziamento al terrorismo.
In questo contesto, Tether ha ricevuto contestazioni sul fatto che non abbia fornito informazioni adeguate in merito alle sue riserve. Questo potrebbe sollevare questioni di solvibilità a lungo termine e mettere a repentaglio la stabilità del mercato. Per potersi conformare al MiCA, la società deve fornire prove complete riguardo USDT che il suo patrimonio sia completamente garantito e inoltre deve sottoporsi a verifiche periodiche da parte di soggetti terzi indipendenti. Senza una documentazione sufficiente, la stablecoin potrebbe essere cancellata dai listini degli exchange in territorio europeo.
Una stablecoin è una criptovaluta ancorata a un altro asset come una valuta fiat (tipo dollaro ed euro), titoli di Stato, depositi bancari, ecc. USDT è la principale stablecoin, sorretta dal dollaro USA e con una capitalizzazione di circa 126 miliardi di dollari.
USDT: cosa potrebbe comportare il delisting
Il delisting di USDT rischia di avere un impatto rilevante nel mondo delle stablecoin, quantunque rimanga quella preferita dai trader di tutto il mondo. I trader fanno grande affidamento al fatto di aver a che fare con un asset altamente liquido, il che significa una perdita di fiducia nel caso Tether non fosse in grado di soddisfare i requisiti dell’Unione europea entro fine anno. A quel punto, i trader dovrebbero adeguare i loro portafogli e le loro strategie di trading. Infatti, è da aspettarsi un trasferimento di fondi verso altre stablecoin che si adatteranno ai requisiti MiCA. Tuttavia, c’è il rischio che queste non siano in grado di offrire la stessa liquidità e facilità nell’utilizzo di USDT. La rimozione dalle Borse di quest’ultima potrebbe quindi causare interruzioni nelle contrattazioni.
C’è anche il rischio che il delisting in Europa crei un precedente normativo, con altri regolatori che potrebbero seguire lo stesso percorso se alla fine MiCA si rivelerà un successo. Infine, la quota di mercato di Tether potrebbe subire uno scossone rilevante, ovvero la società correrebbe il pericolo di perdere il posto di privilegio negli exchange di tutto il mondo.
Cosa farà Tether?
Tether negli ultimi mesi ha cercato di venire incontro alle esigenze dell’UE migliorando la trasparenza. Al riguardo, ha pubblicato rapporti più dettagliati in merito alle sue riserve. Chiaramente il MiCA stabilisce dei criteri ben precisi sotto il profilo quantitativo e qualitativo, il cui mancato raggiungimento implica l’espulsione dagli scambi. In tale contesto, comunque, Tether ha investito nella società europea di stablecoin StablR. Si tratta di una società che emette stablecoin in euro e in dollari USA e a luglio ha ottenuto una licenza di istituto di moneta elettronica (EMI) a Malta, un passaggio necessario per conformarsi alle normative dell’UE.
Tuttavia, sulle richieste della MiCA riguardo le riserve bancarie, la società non intende piegarsi. “Il mercato europeo delle stablecoin è a un punto di svolta, con la regolamentazione che finalmente sta raggiungendo l’innovazione”, ha dichiarato nei giorni scorsi Paolo Ardoino, amministratore delegato di Tether. “L’azienda vede l’evoluzione del panorama normativo come un passo avanti positivo, ma è preoccupata per i rischi sistemici che introduce, in particolare all’interno del già vulnerabile settore bancario europeo”. Il top manager sottolinea come la MiCA chieda il 60% della capitalizzazione di una società che emette stablecoin come depositi cash presso una banca. Il problema è che solo 100 mila euro sono assicurati. Ciò comporta che “se salta una banca, salta anche la stablecoin”, rimarca Ardoino, che definisce “molto problematica la MiCA”. Tra l’altro, tutto il sistema bancario verrebbe compromesso, sottolinea. infatti, una richiesta di massa di liquidazione di Tether, metterebbe fortemente a rischio la capacità delle banche di far fronte a tutta quella liquidità essendo che operano attraverso le riserve frazionarie.









