Waabi, la rivoluzione Physical Ai: dai camion autonomi ai robotaxi con Uber

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La rivoluzione dell’intelligenza artificiale arriva su strada con Waabi, la startup canadese diventata nel giro di pochi anni leader della cosiddetta Physical Ai. Inserita dalla società di consulenza Gartner tra i Technology Trends 2026, ovvero le principali tendenze tecnologiche strategiche per il 2026, l’Ia fisica è l’integrazione dell’intelligenza artificiale nei sistemi fisici, in particolare robot, droni e veicoli a guida autonoma.

Questa branca altamente trasformativa dell’intelligenza artificiale permette a macchine e dispositivi di avere un’interazione fluida e completa con il mondo reale. Nell’automotive Waabi applica la robotica basata sull’Ai generativa ai veicoli a guida autonoma. La sperimentazione è cominciata con i camion di grandi dimensioni senza conducente umano e sta per allargarsi alle auto grazie ad un importante finanziamento che renderà la soluzione dell’azienda più efficiente, scalabile e sicura.

 

In questo articolo:

 

  • Cosa fa Waabi, la startup dell’Ai fisica che rivoluziona i veicoli a guida autonoma
  • La sua founder è una pioniera dell’intelligenza artificiale
  • Chi ha partecipato al round di finanziamento di Serie C

 

Cosa fa Waabi, la startup dell’Ai fisica che rivoluziona i veicoli a guida autonoma

La sicurezza stradale è stato il punto di partenza di Waabi. Per ridurre il numero di incidenti che coinvolgono mezzi pesanti, la startup ha messo a punto una tecnologia che trasforma il settore dei trasporti su lunghe distanze, rendendo la guida dei camion completamente autonoma. Le applicazioni si basano sull’intelligenza artificiale generativa e si chiamano Waabi World (un simulatore avanzato che addestra e convalida il sistema allievo) e Waabi Driver, una soluzione end-to-end che gestisce in sicurezza qualsiasi scenario che avviene su strada.

Quella di Waabi non è un’intelligenza artificiale qualunque: il modello sviluppato è in grado di percepire il mondo e di ragionare in modo simile a quello umano. Driver genera astrazioni e ragiona sulle proprie azioni, proprio come farebbe un autista in carne e ossa alle prese con traffico, guasti, imprudenze, distrazioni, velocità eccessiva e guida in condizioni atmosferiche avverse. Ciò significa che l’Ai può gestire situazioni insolite con estrema facilità e che riesce ad orientarsi nell’imprevedibile mondo del trasporto su strada.

La sfida successiva di Waabi è scalare su più settori verticali della guida autonoma con un unico stack tecnologico. Ciò che caratterizza l’azienda è anche il suo modello di vendita diretta al consumatore, che consente a chi acquista di comprare i camion già attrezzati: i sensori e l’intero apparato tecnologico vengono integrati direttamente nel veicolo in fabbrica. Questo processo verrà mantenuto nel passaggio dalle autostrade ai centri urbani.

La startup ha fatto sapere sul suo sito di aver raccolto 1 miliardo di dollari in un round di Serie C (750 milioni dagli investitori e 250 milioni di milestone) e di aver chiuso una fondamentale collaborazione con Uber per implementare auto a guida autonoma sulla piattaforma di taxi privati. È la prima espansione dell’azienda canadese oltre i trasporti autonomi: Waabi alimenterà almeno 25.000 robotaxi per l’applicazione di ride-sharing. Al momento le due aziende non hanno fornito una tempistica per un’implementazione su così larga scala.

 

La sua founder è una pioniera dell’intelligenza artificiale

Fondata nel 2021 con sede principale a Toronto, Waabi è guidata da una donna: Raquel Urtasun, informatica e imprenditrice ispano-canadese, professoressa presso l’Università di Toronto al Department of Computer Science. Classe 1976, laureata all’Università di Navarra con dottorato al Politecnico di Losanna e postdoc al Mit e a Berkeley, co-fondatrice del Vector Institute for Artificial Intelligence, dal 2015 al 2017 ha avuto la presidenza della ricerca del Canada in machine learning e visione artificiale e dal 2017 al 2021 è stata scienziata capo e responsabile ricerca e sviluppo di Uber.

L’approccio di Urtasun è particolarmente innovativo perché Waabi non si affida ai dati come altre aziende della mobilità a guida autonoma quali Waymo, Avride, WeRide, Momenta e Nuro. Driver è addestrato, testato e convalidato utilizzando un simulatore a circuito chiuso come World: la simulazione di digital twin automatizza la guida ad alta precisione e insegna al sistema ad apprendere dai propri errori senza l’intervento umano. “Non abbiamo bisogno di miliardi di persone per sviluppare la tecnologia e le grandi flotte di cui la guida autonoma 1.0 ha bisogno, non abbiamo bisogno di enormi data center, consumi energetici elevati o miliardi di chip di ultima generazione”, ha spiegato Urtasun in un’intervista a TechCrunch.

 

Chi ha partecipato al round di finanziamento di Serie C

La raccolta di capitali è stata guidata da Khosla Ventures (la venture capital firm di Menlo Park lanciata da Vinod Khosla, il co-fondatore di Sun Microsystems) e G2 Venture Partners, la società di Portola Valley specializzata in climate-tech innovative. All’investimento hanno partecipato colossi del calibro di Uber, NVentures (il braccio di Nvidia dedicato al venture capital), Porsche Automobil Holding e Volvo Group Venture Capital.

Insieme a loro hanno contribuito anche investitori finanziari e fondi gestiti da BlackRock, Radical Ventures, HarbourVest Partners, Linse Capital, Incharge Capital, una sussidiaria dell’Abu Dhabi Investment Authority e diversi altri. In aggiunta, si sono uniti al round significativi investitori canadesi: Thrive Venture Fund di Bdc Capital, Edc (Export Development Canada), Telus Global Ventures e Bmo Global Asset Management. Un pool che ha reso quella di Waabi la più ingente raccolta della storia canadese.

“Waabi ha sviluppato una piattaforma di intelligenza artificiale fisica davvero rivoluzionaria che rappresenta un balzo in avanti fondamentale nello sviluppo della tecnologia senza conducente di prossima generazione – sottolinea Vinod Khosla in una nota –. I loro notevoli progressi nei trasporti autonomi e la rapida espansione nei robotaxi dimostrano come la loro tecnologia apra per la prima volta una vera scalabilità nel mondo reale. Questa svolta definirà l’intelligenza artificiale per i decenni a venire”.

Dopo la chiusura del primo round di Serie B da 200 milioni avvenuta nel giugno 2024 e la seconda da 1 miliardo frutto della partnership con Uber, il finanziamento totale raccolto da Waabi arriva a circa 1,28 miliardi di dollari. Nel giro di cinque anni, la startup ha testato diversi progetti pilota commerciali in Texas e prevede di lanciare il suo primo camion completamente senza conducente umano entro la fine del 2026. L’attesa è dovuta ai tempi di convalida che mirano a garantire la sicurezza e l’efficienza dei sistemi di guida autonoma.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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