Wall Street: ecco cosa occorre per mettere fine al mercato ribassista - Borsa&Finanza

Wall Street: ecco cosa occorre per mettere fine al mercato ribassista

Wall Street: ecco cosa occorre per mettere fine al mercato ribassista

Il mese di dicembre finora è stato tutt’altro che scintillante per Wall Street, mentre ci si avvicina alla metà dell’ultimo mese del 2022. L’indice S&P 500 ha perso circa il 3%, dopo aver cumulato un guadagno del 13,79% tra ottobre e novembre. Nonostante una ripresa dai minimi dell’anno, il benchmark si trova ancora in territorio ribassista, avendo perso dai massimi oltre il 20% di capitalizzazione.

Il buon umore negli ultimi mesi è tornato dopo i dati incoraggianti dell’inflazione di ottobre rilasciati dal Bureau of Labor Statistics il mese scorso. Dati che richiedono una conferma questa settimana quando saranno pubblicati i risultati relativi all’indice dei prezzi al consumo di novembre. La speranza è che, con prezzi al consumo che crescono meno, la Federal Reserve rallenterà la manovra restrittiva sui tassi d’interesse riuscendo a evitrare una recessione.

 

Mercato ribassista: il fondo deve ancora arrivare

Una speranza che non è bastata per invertire veramente la rotta e allontanare Wall Street dal mercato orso. Gli investitori si domandano cosa occorra. A cercare di dare una risposta ci hanno pensato gli analisti di BNP Paribas, secondo cui “i mercati ribassisti recessivi storicamente si sono spesso conclusi con una capitolazione”. In sostanza, dovrà esserci una vendita massiccia di azioni da parte degli investitori per far precipitare ancora di più le quotazioni, senza che si verifichi però un evento scatenante che motivi l’azione di massa. Il VIX Cboe, osserva l’istituto finanziario, negli ultimi 100 anni ha raggiunto un picco a un livello mediano di 40,5 mentre i mercati arrivavano al fondo prima delle recessioni. Ora tale indice è a 23 ma il punto più alto quest’anno è stato distante dalla situazione che storicamente delinea il fondo per i mercati. Questo significa che ancora c’è spazio per le azioni per scendere, in quanto la volatilità implica incertezza, che a sua volta genera vendite.

BNP Paribas rileva che nei mesi che storicamente hanno preceduto una recessione, la correlazione negativa tra VIX e S&P 500 è diventata sempre più pronunciata. Quindi, nell’ipotesi che la volatilità cresca, il mercato azionario sarà destinato a scendere. Il mercato potrebbe scivolare anche senza capitolare, rimarca BNP. Basterebbe che la Fed aumentasse il costo del denaro più del previsto oppure che gli utili societari si rivelassero peggiori delle stime attuali. In tal caso vi sarebbe una discesa più graduale con tempi più lunghi per arrivare al picco minimo.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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