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Wall Street: da Arm a Instacart le azioni delle IPO perdono quota, cosa significa?

Wall Street: le azioni delle IPO perdono quota, cosa significa?

L’entusiasmo per le IPO a Wall Street si sta affievolendo. Le quotazioni di Arm Holdings, Instacart e Klaviyo hanno perso slancio dopo la sbornia iniziale. Nel primo giorno di contrattazione al Nasdaq la settimana scorsa, il progettista di chip britannico Arm aveva fatto un salto quasi del 25% a 63,59 dollari dal prezzo IPO di 51 dollari. Nelle sedute successive però ha perso quasi il 17% a 52,91 dollari, toccando un minimo a 51,52 dollari (praticamente il prezzo IPO).

Instacart è partito da una quotazione iniziale di 30 dollari all’esordio di martedì, piazzando un rialzo del 12,3% a 33,70 dollari. Ieri ha subito un crollo del 10,68% e le azioni sono tornate al punto di partenza a 30,10 dollari. Klaviyo ha varcato i cancelli di Wall Street mercoledì, iniziando a scambiare da un prezzo IPO di 30 dollari. Il fornitore tech di automazione del marketing ha terminato la sessione con una performance del 9,20% a 32,76 dollari, ma il risultato non deve illudere. Il titolo ha bruciato gran parte dei suoi guadagni, che erano arrivati a +31,5% a 39,47 dollari durante la seduta.

 

IPO: è finito davvero l’entusiasmo a Wall Street?

Sicuramente la settimana della Federal Reserve non ha aiutato le azioni dei nuovi arrivati a tenere alti i guadagni. Ieri la Banca centrale ha ribadito che la politica monetaria continuerà a essere restrittiva e in particolare che i tagli dei tassi d’interesse nel 2024 saranno due e non quattro. Quanto è bastato per peggiorare l’umore degli investitori, che hanno cominciato a vendere le azioni a mani basse. Inevitabilmente tutto ciò si è riflesso anche nelle quotazioni di Arm, Instacart e Klaviyo, la cui attività aziendale è ad alto contenuto tecnologico e per questo sensibile alle dinamiche dei tassi d’interesse.

Tuttavia, il mercato comincia a chiedersi se forse l’euforia intorno a queste IPO non sia stata spropositata e se ancora i tempi non siano acerbi per dichiarare ufficialmente il risveglio di Wall Street sotto il profilo delle offerte pubbliche iniziali. Alcuni segnali che arrivano dalle posizioni dei venditori allo scoperto non sono molto tranquillizzanti. Secondo i dati rilasciati dalla società di analisti Ortex, le posizioni short selling sulle azioni Arm sono aumentate da 5,12 milioni di unità di titoli presi in prestito a 8,83 milioni di unità. Visto in altro modo, le scommesse contrarian dei venditori allo scoperto sono passate dal 2,7% al 5% del flottante del titolo Arm.

 

Cosa pensano gli strateghi 

Gli strateghi di Wall Street a questo punto tendono a portare gli investitori alla realtà. Secondo Robert Pavlik, senior portfolio manager di Dakota Wealth a Fairfield, nel Connecticut, “le banche d’investimento che hanno aiutato a rendere pubbliche le società hanno spinto per un debutto forte dicendo che questo è un ottimo momento per le quotazioni. In realtà il mercato sta dicendo che non è il momento migliore”.

Jake Dollarhide, amministratore delegato di Longbow Asset Management a Tulsa, Oklahoma, spiega le vendite di questi giorni con il fatto che “il Nasdaq sta vivendo un momento debole e gli investitori stanno cercando di ruotare verso il petrolio e cose che non hanno funzionato in precedenza”. Per questo motivo, “il comparto tecnologico viene venduto”, ha affermato.

A giudizio di Mark Luschini, chief investment strategist di Janney Montgomery Scott, gli alti tassi di interesse sono una preoccupazione per le IPO nei settori in crescita. “Gli investitori potrebbero chiedersi se le attuali condizioni economiche possano continuare a sostenere le elevate valutazioni delle IPO”, ha avvertito.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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