Wall Street: dopo la caduta Ubs taglia il target sull’S&P 500

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I dazi del presidente USA Donald Trump hanno generato una vera ecatombe a Wall Street. Quest’anno la Borsa americana è stata contrassegnata per lo più dalle vendite, ma un sell-off con la violenza dell’ultima seduta non si vedeva da un po’. L’indice S&P 500 è crollato del 4,84%, mentre il Nasdaq è letteralmente naufragato perdendo quasi 6 punti percentuali. In una sola sessione sono stati spazzati via circa 2.500 miliardi di dollari di capitalizzazione. La grandinata di vendite prosegue oggi sui mercati europei, con gli indici tutti pesantemente in rosso. I future a Wall Street preannunciano un’altra giornata di passione.

Trump ha detto che si aspettava turbolenze sui mercati finanziari dopo la decisione di usare la mano pesante sulle tariffe, ma ha ribadito il concetto che l’economia americana “era come un paziente malato” e i dazi inaugureranno una fase di “forte espansione”.

L’inquilino della Casa Bianca, insieme al Segretario del Tesoro Scott Bessent, sta valutando la possibilità di lasciare una finestra aperta ad accordi con le nazioni colpite. Gli investitori però non sembrano cogliere alcun intento positivo e in questo momento continuano a scaricare azioni in preda a un sentiment pesantemente deteriorato. “I mercati stanno entrando nella modalità trading e scontano una recessione. Vi rimarranno fino a quando non avranno un motivo per fermarsi”, ha detto Robert Tipp, responsabile delle obbligazioni globali di PGIM.

A inasprire il clima c’è anche il fatto che Unione europea e Cina si sono già messe sul piede di guerra e preparano ritorsioni. Il Ministero del commercio cinese ha parlato di “bullismo unilaterale“, riferendosi al comportamento di Trump, e ha dichiarato che “prenderà risolutamente contromisure per proteggere diritti e interessi”. Alle promesse sono seguiti i fatti. Secondo quando riportato dall’agenzia di stampa governativa Xinhua, Pechino applicherà una tariffa del 34% su tutte le importazioni dagli Stati Uniti a partire dal 10 aprile. Anche il tono poco conciliante del presidente della Commissione europea ,Ursula von der Leyen, fa pensare che la guerra commerciale avrà un’ulteriore escalation.

 

Wall Street: Ubs declassa le azioni americane

In questo clima teso, i gestori patrimoniali si tengono alla larga alle azioni statunitensi. Ubs Global Wealth Management ha declassato la Borsa americana, avvertendo che i dazi porteranno a una “prolungata volatilità dei mercati e a implicazioni di vasta portata per la crescita globale”. L’asset manager ha tagliato l’obiettivo per l’indice S&P500 da 6.400 a 5.800 punti per fine anno. Il target implica ancora un guadagno di circa 7,5 punti percentuali rispetto alla chiusura di ieri a 5.396 punti.

“L’entità dei dazi annunciati ha sorpreso sia noi che il mercato”, ha scritto in una nota il direttore finanziario di Ubs Gwm, Mark Haefele. “I mercati rimarranno volatili a causa della potenziale escalation dei dazi, delle indagini della Sezione 232 (del Dipartimento del Commercio USA inerente ai prodotti e derivati sull’alluminio, n.d.r.), che potrebbero portare a ulteriori dazi statunitensi, e dei probabili declassamenti economici”, ha aggiunto. Haefele ha anche affermato che i dazi e la minore crescita che ne deriverà metteranno sotto pressione gli utili societari statunitensi, mentre “la continua incertezza, l’indebolimento dei dati economici e l’apparente volontà dell’amministrazione Trump di tollerare il ribasso economico faranno sì che i premi al rischio rimarranno probabilmente elevati”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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