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Wall Street: ecco chi potrebbe guidare il rally dopo le Big Tech

Wall Street: ecco chi potrebbe guidare il rally dopo le Big Tech

La nuova settimana che si apre a Wall Street ha come focus per gli investitori il peso delle Big Tech sul rendimento dell’S&P 500. Da inizio anno il principale indice americano è cresciuto di circa 12 punti percentuali, ma oltre la metà del guadagno è da attribuire all’andamento di sei titoli: Nvidia, Meta Platforms, Alphabet, Amazon, Microsoft e Apple. Nvidia guida la classifica con una straordinaria performance del 144%, seguita da Meta Platforms con il 39%, Alphabet con il 25% e Amazon con il 21%. Microsoft è rimasta più indietro, avanzando del 13%, mentre Apple solo negli ultimi tempi ha invertito il trend negativo salendo alla fine del 2,3% sull’attesa che al Worldwide Develpers Conference di oggi riveli novità interessanti sull’intelligenza artificiale. Proprio l’AI (Artificial Intelligence) è stata il motivo conduttore dei grandi rialzi delle Big Tech, che insieme hanno aggiunto quasi 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione alla Borsa americana nel 2024.

 

Big Tech: 3 motivi che potrebbero rallentare le azioni

L’eccessiva concentrazione di Wall Street può essere un problema, anche perché il ritmo di espansione dei profitti delle Big Tech si sta contraendo. Per tre mesi consecutivi, le cinque maggiori società dell’S&P 500 (quelle citate meno Meta), ha registrato una crescita degli utili in media superiore al 44%, ma nel trimestre in corso la cifra è vista scendere al 29% e subire un rallentamento più marcato nella seconda parte dell’anno (dati Bloomberg). Il fatto è che gli eccezionali risultati del 2023 rendono il confronto difficile con il 2024, per quanto le aziende continuino a sfoderare grandi profitti. “Continuiamo a pensare che le Big Tech probabilmente sovraperformeranno, ma a un livello più moderato”, ha detto Keith Lerner, co-chief investment officer e chief market strategist di Truist Advisory Services Lerner. “Gli investitori continueranno a rimanere fedeli a queste società, che sono di alta qualità, hanno un forte flusso di cassa, molta liquidità in bilancio”.

Un altro problema è l’asimmetria nelle prospettive di guadagno delle Big Tech. Come ha osservato Michael Casper, strategist azionario di Bloomberg Intelligence, “le linee di business fondamentali di ciascuna di queste aziende non si stanno più muovendo nella stessa direzione come durante la ripresa dalla pandemia, quindi anche questo sta causando un raffreddamento dei profitti”. Ne consegue che “i titoli dei Magnifici Sette non si muovono come un blocco onnipresente, e questo danneggia il suo potenziale di guadagno”, ha aggiunto.

Infine c’è una terza questione, i multipli elevati, che potrebbero spingere gli investitori a liquidare alcune posizioni. Le azioni Nvidia sono scambiate a circa 40 volte gli utili attesi nei prossimi 12 mesi, il titolo Microsoft a 33 volte, Apple a 29 volte e Alphabet a 21 volte. A confronto, l’indice S&P 500 è negoziato a 21 volte. “Man mano che questi settori non tecnologici iniziano a far crescere gli utili, il premio che gli investitori stavano pagando per la tecnologia dovrebbe scendere su base relativa rispetto ad altri settori”, ha detto Ohsung Kwon, stratega azionario e quantitativo di Bank of America.

 

Wall Street: ecco su chi puntare ora

Quindi è il momento di vendere le Big Tech a Wall Street? A giudizio di Adam Sarhan, fondatore di 50 Park Investments, spetta alle grandi aziende tecnologiche “essere all’altezza delle alte aspettative, altrimenti il mercato azionario sarà costretto a ricalibrarsi e vendere, in particolare se la crescita degli utili di altri settori non migliorerà da qui”. Tuttavia, “finché le Big Tech continueranno a mantenere le loro prospettive di profitto, ciò è di buon auspicio per l’economia”. Questo significa che “il rally azionario può essere alimentato perché ci sono altri settori al di fuori della tecnologia che trarranno vantaggio dall’intelligenza artificiale”. Tuttavia, per mantenere certe performance, l’S&P 500 ha bisogno della collaborazione di altri angoli del mercato, secondo Lerner di Truist Advisory. “Per avere un rendimento simile per il mercato nel secondo semestre, è necessario vedere una partecipazione più ampia”, ha affermato.

Il punto è quali sono i settori su cui varrebbe la pena concentrare l’attenzione. Kwon di BofA fa riferimento a energia, materiali, beni di consumo discrezionali, industriali e finanziari. “Penso che tutti questi settori ciclici andranno meglio nella seconda metà dell’anno”, ha sottolineato. Casper di Bloomberg cita i beni di consumo discrezionali, gli industriali e i finanziari. L’esperto però osserva che ci sono dei rischi incorporati in questi gruppi per il fatto che “le previsioni sugli utili sono piuttosto scarse per la maggior parte dei rivenditori diversi da Amazon”, mentre sui finanziari “c’è ancora il problema delle banche regionali dopo il crollo della Silicon Valley Bank”.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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