Wall Street: gli investitori comprano il ribasso sui tagli Fed

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Il balzo di Wall Street nella prima seduta della settimana ha scacciato in parte la paura delle precedenti sessioni, contrassegnate da vendite massicce. Gli investitori hanno rivissuto ricordi del periodo più buio della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e i paesi partner, dopo che il presidente americano Donald Trump ha annunciato nuovi dazi. I dati negativi sull’occupazione americana di venerdì scorso hanno intorbidito l’umore del mercato, facendo ritornare l’incubo di una recessione economica. Gli animi si sono rasserenati però sulle aspettative di un’accelerazione della Federal Reserve nel taglio dei tassi di interesse, anche alla luce di alcune dichiarazioni di funzionari della Banca centrale.

 

In questo articolo:

 

  • Wall Street: gli investitori comprano il ribasso?
  • Cosa bisognerà considerare ora

 

Wall Street: gli investitori comprano il ribasso?

Uno dei temi sui quali si è discusso molto negli ultimi mesi è se gli operatori di mercato dovrebbero comprare a ogni correzione del rally in corso a Wall Street. Alcuni sostengono che le valutazioni sono diventate molto alte e quindi bisogna agire con cautela. Altri ritengono viceversa che ogni ritracciamento può essere un’opportunità per entrare a mercato a prezzi più bassi, in quanto il trend è ancora molto forte.

Secondo gli analisti di Yardeni Research, i compratori sono tornati in massa sui cali recenti delle quotazioni giacché crescono le aspettative per i tagli dei tassi di interesse. Secondo quanto mostrato dal FedWatch Tool di CME – lo strumento che esprime ciò che la maggior parte dei trader di Fed Funds si aspetta sul fronte dei tassi dalle riunioni della Banca centrale americana – la probabilità di sforbiciate a settembre si attesta intorno al 90%, rispetto a solo il 63% di una settimana fa.

 

Cosa bisognerà considerare ora

Attualmente Wall Street sta però entrando in una fase tradizionalmente avversa sotto il profilo della stagionalità. Se la storia può fare da guida, agosto e settembre non sono mesi “amici” per la Borsa americana. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, negli ultimi 30 anni, l’indice S&P 500 ha perso in media lo 0,7% in ognuno di entrambi i mesi, a fronte di un guadagno medio dell’1,1% negli altri. “La domanda ora è: l’S&P 500 oscillerà durante agosto e scenderà durante settembre per poi riprendere la sua ascesa in un rally di fine anno in linea con la sua media decennale? Oppure continuerà a stabilire nuovi record nei prossimi due mesi e proseguirà fino alla fine dell’anno?” hanno scritto gli analisti di Yardeni in una nota.

I fattori da tenere in considerazione e che potrebbero spostare le quotazioni in Borsa sono molti, sostengono gli esperti di mercato. Tra questi la scelta per il nuovo presidente della Fed e anche del nuovo commissario del Bureau of Labor Statistics dopo il licenziamento operato da Trump. In tutto ciò si inserisce anche il simposio di Jackson Hole tra il 21 e il 23 agosto, nel corso del  quale il governatore della Fed Jerome Powell potrebbe fornire indicazioni importanti sulla politica monetaria dell’istituto che guida.

Gli analisti di Yardeni hanno confermato le loro aspettative economiche sugli Stati Uniti, prevedendo che la crescita nella seconda metà dell’anno accelererà rispetto ai primi sei mesi del 2025. A loro avviso, i deboli dati sull’occupazione di venerdì scorso riflettono una “carenza di lavoratori che sarà più che compensata dalla crescita della produttività”. Tuttavia, l’inflazione è un problema, poiché a causa dei dazi dovrebbe aumentare nei prossimi mesi “influenzando la capacità della Fed di tagliare i tassi di interesse nonostante il quadro occupazionale più debole”, hanno affermato gli analisti della società americana di ricerca, analisi e strategie di investimento globali. “Nel nostro scenario di base, uno o due tagli dei tassi quest’anno non sono probabili”, hanno aggiunto. Alla luce di tutto ciò, gli esperti hanno previsto che l’indice S&P500 chiuderà il 2025 a un livello compreso tra 6.500 e 6.600 punti (l’ultima chiusura è stata a 6.330), anche se potrebbe salire fino a 6.900.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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