Wall Street: gli strategist non sono convinti del rimbalzo delle azioni

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Questa settimana a Wall Street ha registrato un forte rimbalzo grazie all’accordo tra Stati Uniti e Cina che ha congelato i dazi per 90 giorni. Il rialzo ha consentito all’indice S&P 500 di annullare le perdite da inizio anno. Nel contempo il dollaro Usa ha reagito  meno, mentre i rendimenti obbligazionari a lungo termine sono aumentati. Questo potrebbe essere il segno che la fuga dagli asset statunitensi in essere fino a qualche settimana fa non è del tutto tramontata.

In realtà, il mercato guarda già oltre il termine dei 90 giorni previsto dall’accordo Usa-Cina. Secondo un recente sondaggio di Bloomberg gli investitori e analisti americani, asiatici ed europei ritengono che i dazi statunitensi sulla Cina rimarranno al 30%. Quindi, un accordo definitivo non eliminerebbe completamente le tariffe, il che sarebbe in grado di arrecare comunque un danno rilevante all’economia cinese con inevitabili riflessi su quella americana. In pratica, la paura non è ancora passata e gli scenari più cupi possono riproporsi.

 

Wall Street: vanno comprate le azioni?

Acquistare le azioni di una Wall Street in pieno slancio potrebbe rivelarsi una mossa azzardata, a giudizio di alcuni osservatori di mercato. Due aspetti potrebbero servire da monito. In primo luogo, i multipli sono elevati. L’indice S&P500 scambia a circa 27 volte gli utili attesi, un livello molto più alto rispetto ad altri importanti benchmark concorrenti. In secondo luogo, gli utili non sono stati ancora rivisti abbastanza al ribasso rispetto alle prospettive di crescita dell’economia.

“Le stime di consenso degli analisti per una crescita degli utili per azione del 14% per il 2025 sono state riviste solo al 9%”, ha affermato Hugh Gimber, strategist globale di JPMorgan Asset Management. “Mi aspetterei una cifra singola più bassa”. A suo avviso, i prezzi nel mercato statunitense non stanno ancora scontando gli effetti dell’aumento dei dazi commerciali. “Se sei una grande azienda, perché dovresti avviare piani per la costruzione di un nuovo stabilimento o prendere importanti decisioni di assunzione?”.

Helen Jewell, direttrice degli investimenti di Blackrock Emea, mette in luce il fatto che l’avvento di DeepSeek ha messo in luce che gli Stati Uniti non hanno il monopolio su tecnologie come l’intelligenza artificiale. L’esperta si aspetta un passaggio dalle azioni Usa a quelle europee. “C’è stato uno sconto del 45% sulla valutazione dei titoli europei, che ora è del 30-35%”, ha detto. “Storicamente, lo sconto è del 20%”.

Alec Cutler, che gestisce quasi 4,6 miliardi di dollari in mandati azionari e obbligazionari globali bilanciati nel fondo Orbis Global Balanced, ritiene che Trump abbia fatto un “enorme favore” al Regno Unito e all’Europa. Per questo l’asset manager ha privilegiato le azioni britanniche a causa delle loro basse valutazioni e detiene solo il 10% del suo portafoglio negli Usa. “Siamo stati estremamente sottopesati sugli Stati Uniti e abbiamo compensato nel Regno Unito e in Europa”, ha dichiarato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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