L’ultima scintillante seduta di Wall Street ha riacceso l’entusiasmo degli investitori per un nuovo rally di lungo periodo. A trasmettere ottimismo è stato l’accordo tra Stati Uniti e Cina sui dazi. Le due superpotenze hanno deciso di ridurre le tariffe del 115% per un periodo di 90 giorni a partire da mercoledì 14 maggio. Attualmente i prelievi sono del 145% sulle importazioni americane di merci cinesi e del 125% sulle importazioni cinesi di beni americani. Come effetto dell’intesa, la Cina avrebbe rimosso, secondo le indiscrezioni, il divieto per le compagnie aeree locali di prendere in consegna gli aerei Boeing. Nel contempo, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha firmato un ordine esecutivo che ridurrà la tariffa “de minimis” sulle spedizioni cinesi dal 120% al 54% a partire da domani, fermo restando la quota fissa di 100 dollari.
Wall Street: le azioni sono da comprare?
Il momento più critico a Wall Street sembra essere alle spalle, al punto che gli investitori appaiono meno preoccupati di entrare a mercato. Anche alcuni strategist stanno rompendo gli indugi, mostrando meno cautela rispetto a qualche settimana fa quando erano in attesa di sviluppi su un potenziale accordo Usa-Cina sui dazi.
Gli strateghi di Goldman Sachs hanno aumentato l’obiettivo di prezzo per l’indice S&P500 da 6.200 a 6.500 punti nei prossimi 12 mesi. Rispetto all’ultima chiusura di 5.844, lo spazio di rialzo è di circa l’11%. Goldman Sachs aveva tagliato le sue previsioni per il principale benchmark americano due volte a marzo, citando un rischio di recessione più elevato e l’incertezza legata ai dazi. Secondo il team guidato da David Kostin, tali preoccupazioni si sono attenuate con l’ultimo accordo Usa-Cina e le azioni Big tech, in particolare, dovrebbero riprendersi.
Tuttavia gli esperti non perdono una certa prudenza di fondo: “Le valutazioni ottimistiche del mercato sulle prospettive di crescita economica, riflesse nei prezzi, così come l’incertezza che circonda l’entità dell’imminente rallentamento della crescita e degli utili, probabilmente metteranno un tetto ai multipli azionari nei prossimi mesi” hanno scritto in una nota. “Nonostante il recente miglioramento delle prospettive di crescita, le tariffe saranno probabilmente più alte nel 2025 rispetto al 2024, mettendo sotto pressione i margini di profitto”.
Per tutte queste ragioni, la banca d’investimento americana raccomanda agli investitori di concentrarsi su azioni di società con un elevato potere di determinazione dei prezzi, quindi in grado di mantenere i margini a fronte di costi di input elevati.









