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Wall Street: i banchieri temono l’arrivo di un uragano

Wall Street: i banchieri temono l'arrivo di un uragano

A Wall Street si teme burrasca. Dopo il rischio di uragano sollevato dall’Amministratore Delegato di JP Morgan, Jamie Dimon, anche altri grandi banchieri statunitensi temono un peggioramento delle condizioni metereologiche nell’economia e quindi nella Borsa americana, giusto per usare la stessa metafora. Nell’ultima seduta, i principali listini statunitensi hanno chiuso in potente rialzo, con l’S&P 500 in salita dell’1,84%, il Dow Jones dell’1,33% e il NASDAQ del 2,69%. Da circa una settimana sembra che ci sia aria di tregua, ma non sono in pochi a presagire la quiete prima della tempesta.

Il mercato ha cominciato a reagire quando il principale indice americano si stava avvicinando pericolosamente verso un calo del 20% dai massimi, il che configura l’inizio di un mercato ribassista. Questo potrebbe significare che gli investitori non abbiano intenzione di mettersi short oppure che stiano prendendo la rincorsa per un’altra ondata di vendite. Guardando la situazione generale non c’è molto da stare allegri. Dalla Federal Reserve veri segnali in contrasto con la sua politica monetaria tutta aggressiva votata a combattere l’inflazione non se ne vedono e a livello geopolitico gli sviluppi della guerra Russia-Ucraina potrebbero comportare un fronte Russia-Cina-India difficile da smontare.

 

Economia USA: è davvero in arrivo un uragano?

Il clima tetro quindi non invoglia all’ottimismo, per questo il messaggio di Dimon non è rimasto una voce fuori dal coro. Brian Moynihan, Amministratore Delegato di Bank of America, ha parlato anche lui di uragani, mettendo in luce il fatto che in questo momento bisogna essere preparati in quanto non si ha altra scelta. Secondo il Presidente di Goldman Sachs, John Waldron, l’ambiente che si è creato è il più complesso che abbia mai visto, con una confluenza del numero di shock nel sistema senza precedenti. Anche Bill Demchak, CEO della banca statunitense PNC ed ex banchiere di JP Morgan, vede nero sull’economia prevedendo un risultato che non potrà essere che quello di una recessione.

 

Azioni banche: le preoccupazioni degli investitori

La preoccupazione dei banchieri mette notevolmente in preallarme gli investitori che dall’inizio dell’anno hanno puntato sui titoli bancari. Prima che arrivasse la guerra nell’Est Europa e l’occidente imponesse le sanzioni contro la Russia, le azioni finanziarie erano state tra le più virtuose a Wall Street, in quanto riflettevano la prospettiva di aumento dei tassi da parte della Federal Reserve. Infatti, quando si alzano i rendimenti sul mercato, le banche ne traggono beneficio perché aumentano il margine di intermediazione. Le cose sono cambiate con il conflitto, allorché il sistema finanziario internazionale è stato destabilizzato dall’esclusione delle banche russe da SWIFT e dalla perdita che hanno registrato istituti finanziari americani per la presenza in Russia. A peggiorare il contesto l’inflazione galoppante, che fa temere una recessione e quindi un riverbero negativo nei confronti delle banche. Se proprio da queste ultime ora arrivano proiezioni così fosche, gli investitori hanno poco da stare tranquilli.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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