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Wall Street: IPO 2019-2021, il 75% è in forte perdita

IPO USA: ecco perché le società sono diventate preda dei private equity

La statistica per le IPO americane negli ultimi anni è preoccupante. Delle oltre 400 società che sono diventate pubbliche tra il 2019 e il 2021 raccogliendo almeno 100 milioni di dollari, il 76% quota al di sotto del prezzo IPO, con un rendimento medio negativo del 44%. Tra le vittime anche nomi illustri che avevano debuttato in Borsa accompagnati da grandi aspettative come Robinhood Markets, Lyft e DoorDash. Questo potrebbe essere terreno fertile per i private equity, che avrebbero la possibilità di fare acquisizioni a prezzi stracciati. Secondo i dati Preqin, le società di private equity americane hanno un tesoretto di oltre 500 miliardi di dollari da investire e per questo potrebbero essere più aggressive rispetto ad altre società quotate.

La situazione per le aziende fresche ancora di IPO non è facile, perché con la Federal Reserve impegnata a stringere sui tassi e l’economia che si avvicina verso una recessione, potrebbero trovarsi nella condizione di cedere alle lusinghe da parte dei gruppi di private equity. Secondo Ted Smith, co-fondatore della banca d’investimento tecnologica Union Square Advisors, le precedenti valutazioni euforiche potrebbero essere non più rilevanti. “Se sei a due anni dalla tua IPO e da un picco di prezzo iniziale, allora l’attuale prezzo di mercato della società è molto più importante per valutare il valore in una potenziale transazione”, ha affermato.

 

IPO USA: ecco le operazioni dei private equity

I private equity, quindi, stanno cercando delle opportunità interessanti, distinguendo ovviamente tra quelle società che hanno visto crollare le loro valutazioni per effetto della crisi generale ma che hanno potenziale di redditività e quelle che invece hanno semplicemente colto la frenesia post-pandemica per quotarsi in Borsa. Nel frattempo, alcune operazioni interessanti sono state compiute.

Un esempio è quello di ForgeRock, società di software aziendale, che è sbarcata in Borsa a settembre 2021 e la settimana scorsa ha annunciato il delisting finendo tra le braccia di Thoma Bravo per una cifra di 2,3 miliardi di dollari. A seguito dell’IPO, le azioni della società erano salite rapidamente fino a quasi raddoppiare il loro valore e raggiungendo una capitalizzazione di mercato di circa 4 miliardi di dollari. La catastrofe dei mercati azionari nel 2022 ha gettato l’azienda nello sconforto e, dopo che il valore delle azioni di ForgeRock ha dimezzato il suo prezzo IPO, il private equity ha fatto un’offerta con un premio del 53% rispetto alla quotazione del momento. Ciò nonostante, l’offerta è largamente inferiore rispetto al prezzo di debutto a Wall Street.

Un’altra situazione simile ha riguardato poco tempo prima Poshmark, mercato di social commerce in cui gli utenti possono acquistare e vendere moda, articoli per la casa ed elettronica nuovi e di seconda mano. Dopo ripetute perdite in Borsa, la società ha accettato l’offerta del private equity sudcoreano Naver per appena 1,2 miliardi di dollari, con uno sconto del 60% rispetto al prezzo IPO.

Non tutte le quotazioni negli ultimi anni sono storie di insuccesso. Alcune rimangono in vetrina, come ad esempio le IPO di Airbnb, Zoom Video Communications e Chewy, le cui azioni scambiano a un valore superiore a quello dell’esordio alla Borsa americana. Mentre le società di servizi sanitari One Medical e Signify Health hanno annunciato accordi per finire nelle mani di colossi quotati come Amazon e CVS Health.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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